Carabinieri: all’interno della Scuola Allievi di Campobasso. Formazione e addestramento per professionisti della sicurezza al servizio del cittadino

CAMPOBASSO (dal nostro inviato)L’obiettivo dell’Arma è chiaro: consegnare alla società un militare altamente qualificato, capace di gestire criticità complesse e offrire soluzioni concrete alle richieste della popolazione.

“Professione Carabiniere” non è un semplice slogan pubblicitario, ma una realtà operativa che si riflette quotidianamente nel servizio sul territorio.

Il network formativo dell’Arma

Il sistema addestrativo si poggia su sei Scuole Allievi distribuite a Roma, Iglesias, Torino, Taranto, Campobasso e Reggio Calabria. A queste si affiancano la Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze (con il Reggimento di Velletri) e la prestigiosa Scuola Ufficiali di Roma.

Report Difesa ha trascorso alcuni giorni con i giovani allievi dell’istituto molisano, attualmente al comando del Colonnello Bruno Capece.

Il Colonnello Bruno Capece, Comandante della Scuola Carabinieri di Campobasso

Sotto la sua guida – iniziata nel 2022 dopo una lunga esperienza operativa sul campo – la Scuola esprime il massimo potenziale formativo grazie al lavoro sinergico di ufficiali e sottufficiali istruttori.

Una “prima linea” preparata e strategica

Oggi al Carabiniere è richiesto di essere il primo volto dello Stato, la “prima linea” di risposta alle molteplici esigenze della comunità.

Il percorso di studi è dunque cruciale: una volta assegnato a una Stazione, il militare dovrà trasformare immediatamente la teoria in pratica.

In quest’ottica, la formazione iniziale assume una valenza strategica.

L’Arma garantisce alle proprie risorse umane i più moderni strumenti didattici e infrastrutturali: dal vestiario all’equipaggiamento, fino alle attività sportive e materiali di studio all’avanguardia. Tutto è studiato per creare un ecosistema formativo in cui l’allievo possa addestrarsi con i massimi standard di eccellenza.

Un investimento strategico nelle risorse umane

La formazione iniziale rappresenta un pilastro fondamentale, dotata di una vera e propria valenza strategica.

Per questo motivo, l’Arma assicura ai propri allievi l’accesso alle migliori risorse e alle tecnologie più moderne: dalle infrastrutture all’equipaggiamento, dai materiali didattici all’abbigliamento tecnico, fino alle attività sportive.

Questo “pacchetto” integrato permette ai futuri Carabinieri di addestrarsi in un contesto all’avanguardia, ottimizzando l’apprendimento.

Secondo le linee d’indirizzo del Comando Generale, il percorso formativo è oggi fortemente orientato all’acquisizione di capacità operative concrete. L’alternanza tra materie tecnico-professionali e moduli interdisciplinari non punta solo a trasmettere nozioni dottrinali, ma mira a sviluppare una solida spinta motivazionale. L’obiettivo è plasmare operatori di sicurezza affidabili, animati da una naturale vocazione al servizio di prossimità.

La quotidianità nella Caserma “Eugenio Frate”

La vita all’interno della scuola di Campobasso segue una liturgia rigorosa e simbolica.

 

Gli allievi Carabinieri della Scuola di Campobasso schierati per l’alzabandiera

Ogni mattina, dopo l’alzabandiera delle ore 8:00 – accompagnato dalle note del Canto degli Italiani – la giornata inizia con la lettura di un articolo della Costituzione e della motivazione di una Medaglia d’Oro. È un momento solenne che lega i valori civili al sacrificio militare, prima che gli allievi si dividano tra aule, palestre e poligoni di tiro.

Il tempo è scandito ogni 50 minuti dal suono della tromba, che risuona negli spazi della caserma intitolata a Eugenio Frate.

La struttura rende omaggio alla memoria del militare, Medaglia d’Oro al valor militare, caduto il 14 novembre 1940 sul fronte greco-albanese a Moni Susinu Kipitisti.

Questo costante richiamo alla storia e al dovere accompagna gli allievi in ogni fase del loro addestramento professionale.

Il ricordo della visita del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, quando la Scuola era  allora inquadrata come Battaglione (ora Reggimento)

 

Tra diritto e operatività: le lezioni in aula

Il percorso formativo si sviluppa attraverso un delicato equilibrio tra teoria giuridica e pratica sul campo.

Durante le lezioni di Diritto Penale Militare di pace, gli allievi analizzano le interconnessioni tra il codice comune e quello militare, uno studio essenziale per definire lo “schema mentale” del futuro Carabiniere.

La professione richiede infatti una duplice competenza: quella di Polizia Giudiziaria nel rapporto con il cittadino e quella di Polizia Militare per la sicurezza e il controllo delle caserme.

Particolare attenzione viene dedicata anche alle normative del nuovo Codice della Strada, con focus specifici sulla gestione dei casi di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.

Tecniche di polizia e l’arte di “saper cadere”

In palestra, l’addestramento si sposta sulla difesa personale e sulle tecniche operative necessarie per gestire soggetti armati o in stato di alterazione psico-fisica. L’obiettivo primario è la tutela dell’incolumità propria e altrui.

Una lezione in palestra sulla caduta controllata 

Il punto di partenza è paradossalmente il suolo: la prima tecnica insegnata è infatti quella della caduta controllata, fondamentale per ridurre al minimo i danni fisici in caso di scontro ravvicinato.

La più critica è la caduta all’indietro, che mette a rischio capo e colonna vertebrale; per questo, gli istruttori insegnano la tecnica di derivazione Judo nota come Ushiro Ukemi.

Imparare a scivolare e a rialzarsi rapidamente in posizione di guardia non è solo esercizio fisico, ma una competenza tattica vitale per restare operativi e pronti alla difesa in ogni scenario.

Procedure operative e sicurezza

L’addestramento tecnico-pratico è rigoroso: agli allievi viene insegnato come eseguire correttamente immobilizzazioni, perquisizioni e la gestione dei fermati all’interno dell’autovettura di servizio. Un aspetto prioritario di queste procedure è la tutela dell’incolumità del soggetto: ogni protocollo di ammanettamento e trasporto è studiato per prevenire possibili atti di autolesionismo da parte della persona in stato di fermo, garantendo al contempo la massima sicurezza per gli operatori.

 

Una lezione di difesa personale

Un percorso multidisciplinare per il 144° corso

L’offerta formativa del 144° corso, intitolato alla memoria del Carabiniere Lorenzo Gennari (Medaglia d’Oro al Valor Militare), è particolarmente vasta.

Nonostante molti frequentatori provengano già da esperienze nelle altre Forze Armate (Esercito, Aeronautica, Marina e Guardia Costiera), il programma prevede un’immersione totale nella specificità dell’Arma:

  • Ambito Giuridico e Internazionale: Nozioni sullo status di militare, diritto e procedura penale militare, diritto internazionale umanitario e ruolo dell’Arma nelle missioni di peacekeeping.
  • Tecnica e Operatività: Conoscenza delle armi, addestramento al tiro e formazione all’uso del Taser X2. Quest’ultima attività si avvale del supporto di personale medico per istruire i futuri militari sugli aspetti fisiologici e sulle condizioni d’impiego dello strumento.
  • Etica e Investigazione: Lezioni fondamentali sull’etica del Carabiniere, sulla gestione dell’ordine pubblico, sulla polizia giudiziaria e sulle tecniche investigative.
La palestra della Scuola Carabinieri di Campobasso. L’Arma presta molta attenzione alle attività sportive

Il valore aggiunto del bilinguismo

Un pilastro moderno della strategia di reclutamento dell’Arma è l’investimento sugli allievi bilingue.

Questa scelta risponde a una precisa esigenza operativa: disporre di militari capaci di interfacciarsi con efficacia in contesti multilinguistici, migliorando la qualità del servizio di prossimità e la capacità di risposta nelle aree di confine o ad alta densità turistica.

Uno è l’allievo Carabiniere Elias Peintner.

“Per me era già sempre un sogno diventare un Carabiniere – racconta a Report Difesa – Mi sono arruolato perché voglio aiutare le persone”.

Il ragazzo è anche maestro di sci, come suo padre.

In Alto Adige ci sono pochi Carabinieri che parlano tedesco. E vista l’alta presenza di una comunità che parla questa lingua avere un militare che la conosca è una risorsa in più per l’Arma.

Anche Sabrina Libardi, 22 anni, proviene dall’Alto Adige. È figlia di un Carabiniere e vestire la divisa è un sogno che aveva da anni.

Nelle Valli altoatesine si registra una microcriminalità di lingua tedesca e, come nota l’allieva Libardi, è fondamentale avere un militare che si sappia relazionare con il territorio e con la sua popolazione.

L’allievo Carabiniere Carmela Amatucci siciliana di Pachino in provincia di Siracusa ha 24 anni.

“Credo profondamente nei valori di questa uniforme – dice – e nei valori che appunto l’Arma richiama e penso che siano corrispondenti, se così possiamo dire, a ciò che è la mia persona. Oltretutto mi piace molto sapere di poter essere a disposizione del cittadino e soprattutto dei più deboli”.

Lapo Rivieri, 24 anni di origine toscana ma trasferitosi con la famiglia in Valle d’Aosta è anche lui uno sciatore.

Ex volontario dell’Esercito (Paracadutisti) come la sua collega Carmela (ex Genio) ha deciso di arruolarsi nell’Arma per essere più vicino ai cittadini, anche quelli più bisognosi.

Essere insomma in prima linea.

Opportunità di carriera: il nuovo concorso per 3.081 posti

Per chi desidera intraprendere questo percorso, è stato recentemente indetto un nuovo concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 allievi Carabinieri in ferma quadriennale. Il bando prevede una suddivisione dei posti basata su titoli ed esami:

  • 134 posti riservati ai volontari in ferma prefissata (VFP) in servizio o in congedo.
  • 915 posti aperti a tutti i cittadini italiani in possesso dei requisiti di legge.
  • 32 posti dedicati specificamente a candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo (livello A2), rilasciato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, ripartiti tra ex volontari (22) e civili (10).

Questa nuova selezione conferma lo sforzo costante dell’Arma nel rinnovare i propri ranghi, puntando su giovani motivati e pronti ad affrontare le sfide di una professione sempre più complessa e orientata al sociale.

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