GERICO (CISGIORDANIA) – nostro servizio particolare. Era il 12 luglio 2012, quando il Ministero degli Affari Esteri italiano, a margine del tavolo di coordinamento per lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra l’Italia e Autorità Palestinese, condividendo la richiesta dell’allora ministro degli Interni dell’ANP (Autorità nazionale palestinese) di ricevere il sostegno dei Carabinieri per addestrare le locali Forze di sicurezza locali.

Il primo impiego risale al 2014, anno in cui iniziò anche la collaborazione con l’Office of the Security Coordinator for Israel and Palestine(all’epoca USSC).
L’Italia, successivamente al 7 ottobre 2023, come ulteriore contributo all’OSC (Office of the Security Coordinator) ha schierato 3 ufficiali dei Carabinieri (uno attualmente distaccato presso il Civil Military Coordination Center in Kiriat Gat responsabile per la pianificazione connessa alle attività previste dal Board of Peace in Gaza) come Police Advisors.
Il Senior Advisor, Colonnello Carabinieri Paracadutisti Claudio Cappello, svolge anche le funzioni di Comandante della MIADIT (Missione Addestrativa Italiana) Palestina.
Nel dicembre 2025, l’accordo tra il Ministero degli Interni palestinese e il Ministero della Difesa italiano è stato prorogato di altri 5 anni.

IL MANDATO DELLA MISSIONE MIADIT
Le attività di cooperazione educativa/formativa tra MIADIT e PASF (Palestinian National Security Forces) sono svolte in conformità alla legislazione nazionale dell’Autorità Palestinese, nel rispetto degli obblighi internazionali e di quelli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea.
La MIADIT partecipa, congiuntamente alla Royal Mounted Canadian Police, alla pianificazione, revisione e svolgimento delle attività addestrative /formative del Enhanced Police Training (volto a incrementare le capacità di 500 effettivi alla PCP – Programme for Country Partnership)
In ottica bilaterale, le attività di cooperazione (che coinvolgono anche le altre Palestinian Security Forces, quali Presidential Guard, National Security Forces, Military Intelligence) si concentrano sull’incremento delle capacità e competenze concernenti:
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- Community Policing
- Tecniche di guida di sicurezza ed emergenza
- Tecniche operative di emergenza
- Tecniche di Polizia
- Gestione dell’ordine pubblico
- Tecniche investigative
- Tutela del patrimonio culturale
- Military Operation in Urbanized Terrain
- Tactical Combat Casualty Care (TCCC o TC3).
Le attività formative sopra menzionate sono pianificate annualmente dalla MIADIT:
- In stretto coordinamento con le Palestinian Security Forces
- In conformità con le cosiddette Joint Priorities Lists dell’Autorità Palestinese ed in stretto coordinamento con l’Ufficio del Coordinatore della Sicurezza (OSC).
Permangono a tutt’oggi evidenti problematiche che affliggono le PASF e ne limitano fortemente le capacità operative:
- Carenza di materiali ed equipaggiamento
- Carenza di munizionamento.

Entrambe sono dovute alle fortissime limitazioni imposte dal Governo israeliano nell’autorizzare il transito verso i Territori Palestinesi (anche quando fornite da donatori internazionali).
C’è poi l’impossibilità per l’ANP di pagare gli stipendi delle PASF (alla data odierna, i componenti delle PASF ricevono bimestralmente il 40-50% del previsto stipendio, a causa del mancato trasferimento dei proventi come tasse di importazione, IVA e accise sulle merci destinate ai Territori palestinesi che transitano attraverso i porti e le frontiere controllate da Israele.
In base agli accordi economici (Protocollo di Parigi del 1994) Israele dovrebbe trasferire mensilmente all’ANP questi soldi, i quali sono una parte significativa di quel bilancio per pagare stipendi e servizi (ParisProtocol_en).
Il documento fu firmato il 29 aprile 1994.
Faceva parte dell’Accordo di Gaza-Gerico, firmato a Parigi cinque giorni dopo, il 4 maggio.
Esso istituì contestualmente l’Autorità Palestinese (ANP), responsabile degli obblighi palestinesi relativi al Protocollo di Parigi.
Il Protocollo è menzionato nell’articolo XIII dell’Accordo di Gaza-Gerico ed è allegato ad esso come Allegato IV con il nome completo di “Protocollo sulle relazioni economiche tra il Governo dello Stato di Israele e l’OLP, in rappresentanza del popolo palestinese“.

È stato incorporato, con lievi modifiche, nell’Accordo di Oslo II del settembre 1995.
Questa intesa definita fu firmata il 28 settembre 1995ve diede ai palestinesi l’autogoverno a Betlemme, Hebron, Jenin, Nablus, Qalqilya, Ramallah, Tulkarem, e altri 450 villaggi.
Nell’Accordo di Oslo II, il Protocollo di Parigi fu incorporato nell’articolo XXIV.
Gli emendamenti al Protocollo (Supplemento al Protocollo sulle relazioni economiche) sono stati allegati come Allegato V dell’Accordo di Oslo II e contengono solo alcune modifiche in materia di compensazione delle entrate e alcune modifiche tecniche sulla questione delle imposte.
Sebbene il Protocollo inizialmente si applicasse alla Striscia di Gaza e all’area di Gerico, la sua giurisdizione è stata estesa a tutti i Territori Palestinesi nell’accordo di Oslo II.
Israele, intanto, trattiene periodicamente i fondi, specialmente in momenti di alta tensione, bloccando centinaia di milioni di euro e causando gravi crisi di liquidità per l’Autorità nazionale palestinese.
Ma nonostante tutte queste le criticità , le PASF continuano a svolgere attività nell’Area A (a guida interamente palestinese) contrastando efficacemente le cellule terroristiche contigue a Hamas e Jihad Islamica.
Permane comunque una certa diffidenza specie nei confronti della PCP, storicamente ritenuta dalla popolazione palestinese la meno credibile e corrotta.
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