Carabinieri: l’Arma e l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana chiudono il ciclo formativo in Italia con i Paesi latinoamericani

VICENZA. Si è concluso oggi al Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU) di Vicenza, l’ultimo corso in Italia del Programma di Alta Formazione promosso dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (IILA).

Alla cerimonia di chiusura hanno partecipato il Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e il Segretario Generale dell’IILA, On. Giorgio Silli.

Un momento dell’evento di chiusura

Per una settimana, dal 30 settembre 2026, funzionari delle Forze di sicurezza di Cile, Colombia, Messico e Perù hanno vissuto il CoESPU, polo dove vengono formate le forze di polizia internazionali destinate alle missioni di pace secondo gli standard delle Nazioni Unite. È un Centro che il Comandante Generale dell’Arma, celebrandone il ventennale alla presenza del Presidente della Repubblica, aveva ricordato come frutto di un’intuizione: «quel progetto, di 20 anni fa, si è dimostrato lungimirante, i numeri parlano chiaro e testimoniano un successo straordinario: il Centro ha formato oltre 15.000 operatori provenienti da 128 Paesi e 17 Organizzazioni internazionali, realizzando una rete globale di capacità condivise, interoperabili, fondate su valori comuni quali la legalità, i diritti umani, la prossimità ai cittadini».

Guardando avanti, in quell’occasione, aveva indicato per il CoESPU la strada dell’innovazione: «un vero e proprio ecosistema dell’innovazione», capace di seguire «il ritmo incalzante delle trasformazioni globali, per trasmettere capacità al passo coi tempi, pur rimanendo saldi nei nostri valori fondanti». E lo aveva definito «un ponte tra continenti, tra culture, tra passato e futuro»: un ponte che a Vicenza, in questa settimana, ha unito l’Italia e i Paesi dell’America Latina.

Vicenza è il punto d’arrivo di un percorso che comincia nel novembre 2024, con la firma del Protocollo d’intesa tra Arma e IILA. Da quell’intesa sono nate cinque aree di lavoro: la tutela dell’ambiente, la sicurezza della salute e il contrasto alla contraffazione dei farmaci, la protezione del patrimonio culturale, il contrasto agli illeciti in ambito lavorativo e la formazione delle forze di polizia nella tutela dei diritti umani e delle questioni di genere. Sono i principali temi che toccano la vita quotidiana dei cittadini: l’aria e la terra che li circondano, le medicine che assumono, la memoria che condividono, la dignità del lavoro, la pace da costruire dove è fragile.

Nel 2025 e nel 2026 questi temi sono diventati esperienza diretta. I delegati sono stati accolti nei Reparti specializzati dell’Arma, dove hanno lavorato insieme ai colleghi italiani su casi specifici, sperimentando metodi e strumenti concreti. Un percorso realizzato con il prezioso contributo dell’IILA che ha reso possibile l’incontro tra le Forze di sicurezza dei Paesi coinvolti. Il Programma infatti si rivolge ad Argentina, Cile e Messico come Paesi beneficiari, con Colombia e Perù in qualità di osservatori: una geometria che ha dato al confronto un respiro regionale.

Il Programma ha fornito ai delegati veri e propri strumenti professionali: esperienze reali ed operative su cui confrontarsi. È propria questa solidità tecnica la base di tutto il resto. Ma la competenza, da sola, non basta: diventa cooperazione stabile quando è sostenuta dalla fiducia tra le Istituzioni e tra le persone, che si costruisce con presenza, continuità e reciprocità e che trasforma un corso in una rete di lavoro destinata a proseguire oltre le aule.

Il Comandante Generale ha rivolto ai delegati un augurio: «Essere Carabiniere è tendere una mano quando altri si voltano altrove. È lo spirito con cui l’Arma coopera, ed è ciò che vi auguro di riconoscere in questa esperienza, e di restituire nei vostri Paesi».

Il Programma si inserisce nella strategia con cui l’Italia guarda all’America Latina. È una scelta di campo, come l’ha definita il Comandante Generale: «In un contesto globale instabile, dove le minacce si fanno più sofisticate e non conoscono confini, nessuno garantisce da solo la sicurezza dei propri cittadini». Da qui l’impegno a essere, nella Regione, «un partner di sicurezza strutturale, affidabile, di lungo periodo».

Con la consegna dell’attestato e del distintivo ricordo, i delegati torneranno nei rispettivi Paesi con un bagaglio tecnico/professionale arricchito e una rete di contatti personali che rimarrà indelebile.

Il Programma proseguirà con un’ultima attività all’estero, prevista a fine ottobre. «Il lavoro di cui parliamo oggi non è un punto di arrivo», ha concluso il Comandante Generale, «è un punto di partenza per tutto quello che verrà».

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