Carabinieri: un bilancio dei NAS sui controlli alle mense scolastiche in Italia. Su 968 aziende di ristorazione collettiva visitate, 198 non erano in regola

Roma. All’inizio di quest’anno scolastico, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, insieme al Ministero della Salute, ha realizzato un piano di controllo nazionale per verificare come operano i servizi di ristorazione e le imprese di catering assegnatari della gestione mense presso gli istituti scolastici.

I controlli dei Carabinieri dei NAS

Il monitoraggio è stato pianificato per accertare la regolarità di questi servizi erogati nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, partendo dagli asili nido fino agli istituti superiori.

Sono state verificate le condizioni d’igiene nei locali di lavoro e nella detenzione degli alimenti, la rispondenza dei menù alle clausole contrattuali previste dai capitolati d’appalto, la qualità e la salubrità degli alimenti somministrati.

I militari dei NAS non hanno trascurato neppure la regolarità delle maestranze impiegate ed il possesso di adeguata qualifica e preparazione professionale.

L’esecuzione delle attività ispettive, in corso da settembre, ha interessato 968 aziende di ristorazione collettiva operanti all’interno di mense scolastiche, di cui 198 hanno evidenziato irregolarità, determinando la contestazione di 25 violazioni penali e 247 amministrative alle normative nazionali e comunitarie, con conseguente irrogazione di sanzioni pecuniarie per 204 mila euro.

Nel medesimo contesto è stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro di 21 imprese di catering (valore economico stimato in circa 3 milioni di euro) per rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali.

Sono state altresì sequestrati oltre 900 chili di derrate alimentari quali carni, formaggi, frutta ed ortaggi, olio. In essi l’Arma ha riscontrato l’assenza di tracciabilità, o la custodia in cattive condizioni sanitarie e in ambienti inadeguati nonché erano destinati all’impiego nelle pietanze sebbene di qualità inferiore a quanto previsto.

Infatti le violazioni penali più ricorrenti contestate ai 27 gestori e titolari delle imprese, deferiti alle varie Procure della Repubblica, sono relative alla frode ed alle inadempienze in pubbliche forniture, alla detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione ed a inottemperanze alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Gli accertamenti dei NAS rilevano, nei casi di irregolarità, il ripetuto impiego fraudolento di prodotti di minore qualità merceologica rispetto a quella pattuita e dichiarata nei contratti di fornitura stipulati con i Comuni, al fine di trarre un illecito profitto lucrando sulla differenza di costo della materia prima utilizzata nella preparazione dei pasti.

Frequentemente, spiegano i Carabinieri dei NAS, sono gli alimenti DOP o biologici (formaggi, olio extravergine, prosciutto) ad essere sostituiti con altri di minore valore economico che, pur non presentando criticità igieniche, non posseggono alcuna denominazione di origine.

Ulteriori controlli hanno evidenziato l’utilizzo di carne o vegetali surgelati/congelati in luogo di quelli freschi dichiarati in contratto.

La maggioranza delle infrazioni ha riguardato, invece, l’ambito amministrativo come le carenze strutturali e impiantistiche dei locali impiegati alla preparazione dei pasti, la mancata attuazione dell’autocontrollo e della tracciabilità degli alimenti, questi ultimi fondamentali per prevenire possibili episodi di intossicazione, ancor più diffusivi nelle fasce sensibili delle utenze scolastiche.

Non sono mancate, inoltre, situazioni di mancata indicazione nei menù esposti all’utenza circa la presenza degli allergeni e di aree di cucina dove avveniva la preparazione dei alimenti per diete “speciali” in modo indistinto con le pietanze convenzionali, rappresentando un potenziale rischio di contaminazione crociata di sostanze altamente allergizzanti per alunni sensibili a causa di condizioni patologiche.

In particolare vengono segnalati questi particolari eventi:

Pescara, ottobre 2019

Sono stati denunciati 4 legali responsabili di altrettante aziende gerenti il servizio mensa di istituti scolastici poiché ritenuti responsabili di aver fornito alimenti di qualità inferiore da quanto stabilito dal contratto di fornitura.

Nella fattispecie, sono stati somministrati agli alunni normale olio extravergine di oliva in luogo di quello “biologico” e/o di produzione italiana, parmigiano confezionato anziché di porzioni di parmigiano DOP da grattugiare al momento e/o di stagionatura superiore.

Sono state contestate anche inadeguatezze igienico sanitarie per la presenza di perdite di liquido da un frigorifero.

Firenze, ottobre 2019

E’ stato sgnalato all’Autorità Sanitaria ed amministrativa il legale responsabile di un’azienda deputata alla refezione di alcuni istituti scolastici del senese per aver proceduto alla preparazione di pasti “per diete speciali” contemporaneamente e negli stessi ambienti ai pasti “convenzionali” con conseguente rischio per la sicurezza alimentare dei consumatori.

Nel corso dell’attività ispettiva i NAS hanno riscontrato carenze igieniche strutturale nei locali di preparazione degli alimenti (scaffalature arrugginite, guarnizioni dei frigoriferi sporche e parzialmente rotte) nonché la mancata indicazione, nei menù esposti al pubblico, della presenza di allergeni nella lista degli ingredienti.

Potenza, ottobre 2019

E’ stato segnalato all’Autorità Sanitaria il legale responsabile di un punto di cottura ubicato all’interno di una scuola dell’infanzia per aver avviato un’area di manipolazione di alimenti senza glutine in assenza dei necessari requisiti igienico-strutturali e di sicurezza e senza, peraltro, implementare le metodiche di autocontrollo nel relativo documento.

E’ stata disposta l’immediata sospensione dell’attività di preparazione di alimenti il cui valore ammontava a circa 50.000 euro.

I NAS potentini ispezionando un altro centro di cottura per la somministrazione dei pasti agli alunni, hanno sequestrato 110 chili di alimenti vegetali poiché risultati provenienti da agricoltura convenzionale e non “biologica”, come previsto dal capitolato di appalto di fornitura della mensa scolastica. Il valore di quanto sequestrato ammontava a 1.500 euro.

Caserta, ottobre 2019

E’ stato segnalato all’Autorità Sanitaria ed amministrativa il legale responsabile di un’azienda gerente il punto cottura per la preparazione di pasti per le mense scolastiche poiché ritenuto responsabile di aver abusivamente adibito un’autorimessa a deposito di alimenti. Il deposito abusivo è stato immediatamente chiuso dall’Autorità Sanitaria.

Ancona, ottobre 2019

E’ stato denunciato il legale responsabile di un’azienda gerente la refezione delle scuole d’infanzia, primaria e secondaria di un comune marchigiano per aver detenuto nel centro cottura, per la successiva somministrazione, carne bovina congelata contrariamente a quanto stabilito dal capitolato di appalto che prevedeva carne fresca. Sono stati sequestrati 60 chili di carne per un valore complessivi di circa 2.000 euro.

Udine, novembre 2019

Sono state riscontrate carenze strutturali in un asilo nido comunale quali infiltrazioni d’acqua e distacco dell’intonaco dalle pareti. Visto il grave pregiudizio per l’igiene e la salute dei bambini sono state impartite idonee prescrizioni per l’immediato ripristino dello stato dei luoghi.

Catania, novembre 2019

E’ stato denunciato il titolare di un esercizio di ristorazione per aver abusivamente avviato un’attività di catering presso una scuola primaria in assenza dell’affidamento del servizio di refezione da parte del Comune. Nel corso del controllo, i militari dell’Arma hanno sequestrato 6 chili di alimenti quali pane, prodotti carnei ed orticoli.

I NAS hanno scoperto che erano privi di rintracciabilità e in cattivo stato di conservazione poiché arbitrariamente congelati in frigoriferi non sottoposti ai prescritti piani di autocontrollo alimentare. Gli alimenti erano destinati al pasto degli studenti.

Aosta, novembre 2019

E’ stato denunciato il legale rappresentante di un centro preparazioni pasti per avere detenuto, ai fini della refezione destinata alle scuole e all’ospedale regionale, prodotti alimentari risultati non conformi alle caratteristiche organolettiche e di provenienza stabilite dai contratti di fornitura stipulati con la Pubblica Amministrazione

Nella circostanza sono state sequestrate 700 confezioni di alimenti vari quali olio d’oliva, miele, latte e derivati ed acqua, per un totale di circa 230 chili.

E’ stato anche contestato un illecito amministrativo riguardante le scarse condizioni igienico-sanitarie del laboratorio cucina.

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