Contratto Navaris, al via uno dei progetti più ambiti degli ultimi anni

Di Fabrizio Scarinci
Trieste. Nei giorni scorsi, il gruppo Naviris, joint venture costituita al 50 per cento da Fincantieri e al 50 per cento da Naval Group, ha firmato con l’Organizzazione Europea per la cooperazione in materia di armamenti (OCCAR), un contratto inerente lo studio di fattibilità dell’ammodernamento di mezza vita (mid-life update) dei quattro cacciatorpediniere classe “Horizon” in servizio con la Marina Militare italiana (Andrea Doria e Caio Duilio) e con la Marine Nationale francese (Forbin e Chevalier Paul).

In programma anche ammodernamento delle navi della Marina Militare italiana

Le navi, costruite dal 2000 al 2010 nell’ambito di un programma congiunto tra Fincantieri e Naval Group, presentano una lunghezza “fuori tutto” di 153 metri, una larghezza massima di 20,3 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 7.770 tonnellate. Esse sono in grado di raggiungere una velocità di 29 nodi ed hanno un’autonomia di circa 7000 miglia marine (alla velocità di 18 nodi).

Il ruolo principale per il quale sono state concepite è quello della difesa aerea (e antimissile) della flotta.

Al fine di assolvere tale compito, esse hanno in dotazione il sistema missilistico integrato PAAMS, inclusivo del radar EMPAR (che permette di tracciare simultaneamente fino a dodici bersagli) ed in grado di utilizzare i missili superficie-aria Aster 15 ed Aster 30.

Il resto dell’armamento è costituito da 8 lanciatori per missili antinave (Teseo Mk2 per le unità italiane ed Exocet per quelle francesi), 3 cannoni 76/62 SR, due mitragliere e due sistemi lanciasiluri da 324 mm (operanti con i siluri MU 90).

Le navi sono poi dotate di sensori particolarmente complessi (che includono la capacità di collegarsi al Link 16) e di diversi sistemi per la guerra elettronica. Le loro capacità sono inoltre incrementate dalla presenza di un elicottero (NH-90 o AW 101) in grado di assolvere missioni antinave o antisommergibile.

Navi in esercitazione

Naviris opererà in stretta collaborazione con i suoi partner industriali Fincantieri, Naval Group, Leonardo, Thales, Eurosam, MBDA e Sigen. Dopo quello di R&T di giugno, questo è il secondo contratto firmato dalla società dallo scorso gennaio, nel momento in cui è diventata pienamente operativa. Giuseppe Bono e Claude Centofanti, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Naviris hanno dichiarato: “Siamo molto orgogliosi per questo contratto e vogliamo ringraziare non solo OCCAR ma anche Segredifesa e la Direzione Generale degli Armamenti francese per la stretta collaborazione italo-francese che ha permesso di arrivare a questo risultato in tempi ragionevolmente brevi, seppur in un periodo complesso per l’organizzazione del lavoro di gruppo. La forza dell’alleanza tra Fincantieri e Naval Group è stata rimarcata recentemente dai Ministri della Difesa dei nostri due Paesi e questo rappresenta per noi motivo di estrema soddisfazione”.

Lo studio di fattibilità, che verrà sviluppato nei prossimi dodici mesi, rappresenterà la prima fase del progetto di ammodernamento delle quattro unità e si concentrerà principalmente sulla loro capacità AAW (Anti-Air Warfare). Nello specifico, verranno analizzate le modifiche da effettuare al fine di migliorare le loro prestazioni fino alla fine del loro ciclo di vita, proponendo configurazioni in grado di soddisfare le esigenze ravvisate dalle due marine. Lo studio coinvolgerà un gran numero di ingegneri e tecnici altamente qualificati di Naviris, Fincantieri e Naval Group, che opereranno in stretta collaborazione con i gruppi di lavoro costituiti dai fornitori del sistema di combattimento, tutti con sede in Italia e in Francia. Nell’ambito di tale studio, il coordinamento di Naviris di sette partner industriali permetterà di razionalizzare le loro attività, garantendo un utilizzo sinergico e mirato di tutte le competenze da loro messe a disposizione al fine di raggiungere il risultato finale entro i tempi previsti.

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