Di Fabrizio Scarinci
PYONGYANG. Nel suo discorso per i 76 anni della fondazione della Repubblica Democratica di Corea, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha reso nota la propria intenzione di proseguire con il rafforzamento delle capacità nucleari del Paese.
In particolare, egli avrebbe ribadito la propria volontà di incrementare il numero delle testate disponibili e di aumentare il livello di prontezza operativa delle forze adibite al loro utilizzo.

Per il giovane dittatore, tali misure si renderebbero necessarie soprattutto alla luce della minaccia esistenziale che, dal punto di vista del regime, gli USA e i loro alleati regionali (Giappone e Corea del Sud in primis) rappresenterebbero per il Paese.
Come noto, la decisione della povera e arretrata Corea del Nord di puntare al possesso di un arsenale nucleare risale ai tempi della Guerra fredda.
Con tale scelta, il regime di Pyongyang (che, non diversamente dallo stesso Stato nordcoreano, deve la sua esistenza soprattutto alla volontà del suo vicino cinese di non condividere una delle sue frontiere terrestri con una Corea riunificata e filo-statunitense) sembrerebbe aver voluto, da un lato, mettere al riparo il proprio potere da eventuali ingerenze esterne, e, dall’altro, cercare di raggiungere un maggiore livello di “impunità” in ambito internazionale.

Di pari passo con la produzione delle testate nucleari, iniziata circa una ventina d’anni orsono (ricordiamo come il Paese abbia ufficialmente testato il suo primo ordigno il 9 ottobre 2006), Pyongyang ha profuso notevoli sforzi anche al fine di potenziare le proprie capacità missilistiche.
Tra i sistemi sviluppati (o in fase di sviluppo) figurerebbero, secondo la FAS (Federation of American Scientists), sia vettori pensati per impieghi di carattere “sub-strategico”, sia missili concepiti con l’intenzione di ottenere una vera e propria deterrenza strategica, come nel caso di alcuni vettori balistici intercontinentali (potenzialmente in grado, almeno in qualche caso, di trasportare testate multiple), nonché di alcuni SLBM a gittata media o intermedia.

Per quanto riguarda, invece, la capacità di costruire testate miniaturizzate adatte all’impiego sui vettori missilistici, già dal 2017, in alcuni studi condotti dalla US Defence Intelligence Agency (DIA), si segnalava il suo possibile raggiungimento da parte del Paese.
Dal canto suo, Kim Jong-un avrebbe ufficialmente annunciato il conseguimento di tale capacità nel 2021.
Nondimeno, i dubbi riguardo alla complessiva efficienza dei sistemi potenzialmente in dotazione sembrerebbero ancora essere molti.
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