Covid-19: nel 2020 ridotta sensibilmente l’epidemia influenzale. Lo dimostra l’Ente scientifico “FluNET”

Di Pierpaolo Piras*

Roma. Il riscontro e le analisi successive in campo epidemiologico, a livello mondiale, dimostrano che nel corso del 2020 la pandemia da SARS-Covid-19 ha ridotto sensibilmente l’epidemia influenzale.

Il confronto tra il virus per COVID-19 e quello dell’influenza

A dimostrarlo è il noto e autorevole Ente scientifico “FluNet” (https://www.who.int/influenza/gisrs_laboratory/flunet/en/), afferente all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con ampia e affidabile mole di dati.

Le stesse valutazioni sembrano avere influito negativamente anche su altre malattie a diffusione interpersonale.

Le prime cause sono rappresentate dalle restrizioni e isolamento sociale, unitamente al distanziamento tra le persone, volte a rallentare il contagio.

Esse hanno sicuramente accorciato la stagione influenzale in tutto l’emisfero settentrionale di circa sei settimane.

Secondo “FluNet”, a un livello globale, si stima che 290 mila-650 mila persone muoiano a causa dell’influenza stagionale.

Pertanto, una stagione influenzale più breve potrebbe significare che decine di migliaia di vite sono state risparmiate rispetto al passato.

L’iniezione del vaccino anti influenzale

In una valutazione futura, il difficile sarà valutare l’incidenza netta dell’infezione influenzale sulla salute di tutti. In particolare, sarà arduo separare questi morti da influenza da quelli dovuti al Covid-19 e da altre cause che hanno inciso nel 2020.

Mancano infatti (un po’ dappertutto) gli osservatori e l’organizzazione del personale addetto e dei centri fisici di raccolta ed analisi dei dati eventualmente rilevati.

Monitorando la diffusione dell’Influenza e altre malattie infettive, sarà possibile contribuire a rivelare l’efficacia delle politiche e delle misure pratiche di salute pubblica volte a fermare la pandemia di coronavirus.

L’incidenza stagionale di influenza nell’emisfero settentrionale di solito raggiunge il picco massimo a febbraio, con la coda che si stacca entro la fine di maggio.

Nel corso del 2020, secondo l’esperienza dell’emisfero settentrionale (e pertanto anche dell’Europa) i casi clinici d’Influenza sono globalmente diminuiti a partire dall’inizio di aprile. Dunque, con ben cinque settimane di anticipo.

A fine del 2020 è stato possibile accertarlo per i dati di oltre 150.000 campioni provenienti da 71 nazioni, afferenti al sistema di sorveglianza globale di FluNet.

Presso altri osservatori epidemiologici (Hong Kong) il numero dei casi clinici di Varicella è diminuito del 50%, così come quelli di morbillo e rosolia.

Nell’emisfero meridionale la stagione influenzale è appena al suo esordio. Il picco massimo verrà raggiunto tra luglio e agosto.

Sarà un secondo laboratorio di osservazione per distinguere eventuali analogie versus il settentrione del mondo.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

 

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