Di Giuseppe Gagliano*
ZAGABRIA. Il 25 aprile 2024, l’aeroporto di Velika Gorica, vicino a Zagabria, si è vestito a festa per accogliere i primi 6 dei 12 caccia Rafale F3-R acquistati dalla Croazia dalla Francia.

I velivoli, decollati dalla Base di Mérignac e pilotati da aviatori croati addestrati in Francia, hanno segnato un momento storico per l’Aeronautica militare croata (HRZ), pronta a dire addio ai vetusti MiG-21 di epoca sovietica.
Ma dietro la parata e i discorsi solenni si è consumata un’altra battaglia, meno visibile ma altrettanto significativa: quella per il contratto di addestramento dei piloti croati sui Rafale.
A vincerla non è stata la francese Défense Conseil International (DCI), come ci si poteva aspettare, ma il colosso britannico Babcock International, un attore che sta ridefinendo il panorama della formazione militare in Europa.
La Croazia, entrata nella NATO nel 2009 e nell’Unione Europea nel 2013, ha scelto i Rafale per rafforzare la sua capacità di difesa aerea e consolidare il suo ruolo nell’Alleanza Atlantica.
L’acquisto, siglato nel novembre 2021 per 1,15 miliardi di euro, non si limita ai 12 caccia (10 monoposto e 2 biposto) ma include un pacchetto completo: armamenti, simulatori, pezzi di ricambio e, soprattutto, l’addestramento di piloti e tecnici.
Questo contratto, che si estende fino al 2026, è il più grande investimento nella storia dell’Aeronautica croata, un simbolo della modernizzazione delle sue Forze Armate e della crescente cooperazione con la Francia.
Tuttavia, la vera sorpresa è arrivata con l’assegnazione del contratto di addestramento.
DCI, ora parte del gruppo ADIT e storico partner dell’Aeronautica francese, sembrava il candidato naturale per guidare la formazione dei piloti croati.
Con una lunga esperienza nell’addestramento di piloti militari, come dimostrato in Qatar e Francia, DCI aveva già proposto la creazione di un centro di formazione per piloti da caccia in Croazia, un progetto che avrebbe rafforzato i legami bilaterali e dato visibilità alla Croazia nella NATO.
Ma Babcock, con la sua competenza globale e un approccio pragmatico, ha ribaltato le aspettative, aggiudicandosi il contratto e infliggendo una sconfitta significativa a DCI.
Babcock non è un nome nuovo nel settore.
In Francia, gestisce il Programma “Mentor 2”, addestrando i piloti dell’Armée de l’Air et de l’Espace e della Marine Nationale su velivoli Pilatus PC-7 MKX.
In Italia, opera i Canadair per la Protezione Civile, mentre in Canada collabora con Leonardo per il Programma Future Aircrew Training (FAcT).
La sua forza sta nella capacità di integrare tecnologie avanzate, come simulatori di volo e sistemi di addestramento personalizzati, con un’attenzione maniacale alla sicurezza e all’efficienza.
In Croazia, Babcock ha probabilmente offerto un pacchetto più competitivo, combinando esperienza operativa con costi contenuti, un fattore cruciale per un paese come la Croazia, attento al bilancio.
L’addestramento dei piloti croati, iniziato nel 2022 in Francia, è un processo complesso.
I Rafale, a differenza dei MiG-21, richiedono competenze avanzate per gestire sistemi d’arma sofisticati e missioni multiruolo, dall’intercettazione aerea agli attacchi di precisione.
I piloti croati, circa 90 tra uomini e donne, hanno affrontato un percorso in due fasi: teoria e simulatori, seguite da voli reali.
“Volare sul Rafale è più impegnativo, ma ci si abitua presto a qualcosa di meglio” ha dichiarato un pilota croato, sottolineando l’entusiasmo e l’orgoglio di pilotare un caccia di quarta generazione.
Babcock, con il suo know-how, sta garantendo che questo passaggio sia fluido, preparando i piloti per missioni NATO e la protezione dello spazio aereo croato.
La vittoria di Babcock su DCI non è solo una questione di mercato, ma un segnale di come il settore della Difesa stia evolvendo.
La competizione tra giganti europei si gioca sempre più su innovazione e flessibilità, e Babcock sembra aver imparato la lezione meglio di altri.
Per la Croazia, il successo dei Rafale dipenderà dalla qualità di questo addestramento.
Con i primi sei velivoli già operativi e gli altri sei attesi entro quest’anno,
Zagabria guarda al futuro con ambizione, pronta a dominare i cieli dei Balcani.
Ma in questa storia di tecnologia e strategia, è il pragmatismo britannico di Babcock a rubare la scena, dimostrando che anche in un mondo di alleanze e cooperazioni, vince chi sa offrire di più.
* Presidente Centro Studi Cestudec
©RIPRODUZIONE RISERVATA

