Di Chiara Cavalieri
DEIR AL-BALAH (STRISCIA DI GAZA). Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’avvio del più grande progetto mai realizzato per il trasporto di acqua desalinizzata dal lato egiziano alla Striscia di Gaza meridionale.
L’iniziativa rientra nell’ambito dell’operazione umanitaria Gallant Knight 3, ed è stata presentata ufficialmente nel corso di una conferenza ,tenutasi presso la sede della Coastal Municipalities Water Utility a Deir al-Balah.

Il cuore del progetto è una nuova conduttura idrica di 315 millimetri di diametro e lunga 6,7 chilometri, che collegherà l’impianto di desalinizzazione costruito dagli Emirati sul territorio egiziano alla zona di sfollamento tra Khan Yunis e Rafah, tra le più colpite dalla guerra in corso.
L’obiettivo è quello di fornire 15 litri di acqua potabile al giorno per ciascuna delle circa 600.000 persone che vivono in condizioni drammatiche, a fronte della distruzione di oltre l’80% delle infrastrutture idriche nella Striscia. Secondo Sharif Al-Nairab, portavoce dell’operazione Gallant Knight 3, “questo progetto non rappresenta solo una risposta emergenziale, ma un’estensione naturale della politica coerente degli Emirati nel sostenere il popolo palestinese”.
“Gli Emirati Arabi Uniti – ha dichiarato Al-Nairab – sono stati e continuano a essere il principale sostenitore di Gaza in vari settori: dalla costruzione di impianti di desalinizzazione alla distribuzione di cisterne d’acqua, dalla perforazione di nuovi pozzi alla manutenzione delle reti esistenti. Questo nuovo oleodotto rappresenta un punto di svolta”.
Il progetto, attuato in piena collaborazione con le autorità egiziane, si inserisce in una rete crescente di interventi infrastrutturali, in un momento in cui la popolazione gazawi è al limite della sopravvivenza, tra sfollamenti forzati, blocchi prolungati e distruzioni sistematiche.
Mentre le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie lanciano continui appelli per l’accesso agli aiuti, l’iniziativa emiratina si distingue come uno dei pochi interventi strutturali a lungo termine nel cuore del conflitto.
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