ROMA. Portare l’intelligenza artificiale direttamente sui dispositivi utilizzati dagli operatori, riducendo la necessità di collegarsi al cloud e garantendo allo stesso tempo stabilità e affidabilità dell’hardware.
È la prospettiva illustrata da Luca Santonico, MoD & Partner Account Manager di Panasonic Connect – TOUGHBOOK, intervenuto a “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) dedicato alle nuove sfide della sicurezza digitale.

Per chi opera in contesti complessi, la continuità tecnologica rappresenta infatti un requisito essenziale. Santonico ha richiamato l’esperienza maturata dall’azienda attraverso il rapporto con gli operatori sul campo e, in particolare, con l’Arma dei Carabinieri, indicata come cliente storico.
“In quei contesti non è possibile avere una tecnologia che non sia sufficientemente stabile”, ha spiegato Santonico.
L’attività di progettazione punta quindi a intervenire sulla struttura dell’hardware per ridurre le possibili cause di interruzione e assicurare dispositivi capaci di operare anche in condizioni particolarmente complesse.
Accanto all’affidabilità dell’hardware, un ruolo crescente è assunto dall’intelligenza artificiale. Grazie all’integrazione di processori dedicati all’elaborazione neurale, i dispositivi possono ospitare software di AI direttamente in locale.
“Abbiamo integrato ormai da tempo i processori di intelligenza neurale, che ci consentono di poter ospitare on-premise software di intelligenza artificial”», ha sottolineato Santonico.
L’obiettivo è permettere agli operatori di utilizzare determinate funzionalità di AI senza dover necessariamente ricorrere a una connessione al cloud, riducendo così i rischi e le criticità che la necessità di una connessione esterna può comportare durante le attività sul campo.
Una caratteristica particolarmente importante negli scenari operativi, dove la disponibilità della rete non può essere sempre garantita e dove la gestione delle informazioni richiede elevati livelli di affidabilità.
Alla base dello sviluppo delle soluzioni rimane, secondo Santonico, il confronto costante con chi utilizza concretamente questi strumenti.
“Questa sensibilità si sviluppa costantemente, mantenendo un contatto stretto con gli operatori che sono sul campo e che hanno necessità di avere solidità e affidabilità”, ha spiegato.
L’evoluzione dell’AI applicata ai dispositivi utilizzati in contesti operativi apre quindi a un modello nel quale una parte crescente dell’elaborazione può avvenire direttamente in locale.
Una soluzione che punta a combinare intelligenza artificiale, continuità operativa e affidabilità tecnologica, riducendo la dipendenza dalla connettività cloud.
LINK VIDEO INTERVENTO SU YOUTUBE
©RIPRODUZIONE RISERVATA
