Difesa: il CHOD Generale Luciano Portolano al XXXVIII High-Level Meeting “Europe at strategic crossroads: Geopolitics, Technology and Resilience”

ROMA. Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, delegato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è intervenuto alla tavola rotonda “The Future of European Defence”, nell’ambito del 38° High-Level Meeting, dedicato alle prospettive della Difesa europea, cui hanno preso parte numerose autorità politiche europee, ex capi di Stato, Ministri degli Esteri e della Difesa.

Tre le direttrici tracciate dal Generale Portolano.

L’intervento del CHOD, Generale Luciano Portolano

Quadro strategico-militare: rafforzare il ruolo dell’Europa nella tutela della propria sicurezza, con una visione che non si limiti ai 27 membri dell’Unione Europea, ma che includa anche gli Stati europei extra UE, come Gran Bretagna, Turchia e Norvegia, che possono offrire un contributo determinante alla sicurezza del nostro continente.

Il rafforzamento della Difesa europea deve andare, quindi, di pari passo con il consolidamento del pilastro europeo della NATO e deve basarsi sulla complementarità tra Unione Europea e Alleanza Atlantica, con una visione equilibrata delle esigenze di sicurezza su tutti i quadranti strategici, con particolare riguardo a quello meridionale.

Dimensione tecnico-operativa: assicurare alle Forze Armate dei Paesi europei una funzione di comando e controllo più efficace e una maggiore interoperabilità, da perseguire attraverso standard condivisi, addestramento ed esercitazioni congiunte, una comune valutazione delle minacce e una rete di comunicazione sicura.

Dimensione tecnico-industriale: costruire una solida base industriale europea, capace di assicurare disponibilità delle capacità necessarie, un adeguato sostegno logistico e scorte nonché la capacità di rigenerazione dello strumento militare, necessaria per affrontare sforzi operativi prolungati nel tempo.

Gli investimenti dovranno inoltre favorire filiere europee, aggregazione della domanda e la titolarità delle capacità industriali strategiche.

Tre direttrici convergenti, che richiedono un allineamento tra esigenze operative, decisioni di procurement, capacità industriale e strumenti istituzionali, in tempi coerenti con le esigenze di sicurezza.

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