Difesa. Il sottosegretario Isabella Rauti su questione Stretto di Hormuz: il pre-posizionamento prudenziale è atto di responsabilità 

ROMA. Si tiene oggi, l’audizione del ministro della Difesa Guido Crosetto e di quello degli Affari Esteri Antonio Tajani, nelle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Cartina dello Stretto di Hormuz
“Di fronte agli sviluppi della crisi in Medio Oriente – sostiene il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti – e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, tutti i partner europei convergono sulla necessità di garantire – in questo spazio liquido strategico – la sicurezza e la libertà di navigazione, mantenendo ogni azione separata dal conflitto in corso. In parallelo, gli Stati Uniti stanno promuovendo l’iniziativa Maritime Freedom Construct per coordinare le attività diplomatiche e militari connesse alla sicurezza marittima dell’area”.
Il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti
Il ministro Crosetto ha ribadito che una nuova eventuale missione richiede in premessa una tregua effettiva, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto
Al momento 24 Paesi hanno dato la disponibilità a partecipare con assetti e personale altamente specializzati, anche nelle attività di neutralizzazione delle mine navali presenti in quel tratto di mare.
L’Italia – nel perimetro delle prerogative del ministro della Difesa e nell’ambito delle misure prudenziali che il Governo sta predisponendo  –  si sta preparando per avvicinarsi ad Hormuz con due unità cacciamine, restando a distanza di sicurezza, in considerazione del fatto che per raggiungere il Golfo Persico si stima almeno un mese di navigazione.
L’eventuale contributo nazionale si basa sugli assetti qualificati e le capacità specialistiche della Marina Militare e si dovrà valutare il supporto aereo.
“Si tratta, quindi – aggiunge Rauti – di una pianificazione anticipata e prudenziale, di un pre-posizionamento per essere pronti ad intervenire quando ci saranno le necessarie condizioni di sicurezza e dopo le decisioni del Parlamento. Prepararsi è un atto di responsabilità, nella consapevolezza che la stabilizzazione dell’area è cruciale per l’economia mondiale – sin dagli effetti sistemici immediati- e per l’ordine geopolitico”.
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