Droga: professione pusher. In 6 ore si guadagnano 250 euro. Il polso di ferro dei Carabinieri contro l’illegalità

Roma (dal nostro inviato). Professione pusher. Tra le 200 e le 250 euro a turno (mattina, pomeriggio notte) per spacciare cocaina, hashish, marijuana nel quartiere romano di San Basilio.

Cocaina sequestrata dai Carabinieri in una piazza di spaccio a San Basilio

Centocinquanta euro, sempre a turno, se invece sei una vedetta.

Spesso i ruoli vengono invertiti. Ovvero si può fare una volta il pusher e un’altra la vedetta. L’orario di “lavoro” è di 6 ore per tutta la settimana. E il “contratto” prevede anche un’assistenza legale, nel caso lo spacciatore o la vedetta venissero associati alle patrie galere.

Oltre a questi ruoli ci sono anche quelli del controllore, addetto alla logistica, cassiere.

Poi c’è la “professione” del tagliatore della droga, tutti italiani (mentre i pusher e le vedette possono essere anche stranieri).

Ecco in breve descritta una piazza di spaccio nel popoloso e popolare quartiere di San Basilio, collocato vicino ad arterie di traffico di grande movimento come la Tiburtina e il Grande Raccordo Anulare (GRA).

Siamo nella zona a Nord-Est della Capitale.

IL QUARTIERE DI SAN BASILIO

Come dicevamo, San Basilio storicamente è un quartiere molto popolare.

E’ nato negli anni ’30-’40 e poi al termine della II Guerra Mondiale con i soldi del piano Marshall fu riportato a nuova vita.

Negli anni ’50 iniziarono i primi casi di abusivismo edilizio. Nacque, insieme alla Parrocchia di San Cleto, l’omonima borgata collocata tra il Fosso di San Basilio e la Via Nomentana.

Ci furono poi altri casi di abusivismo sui terreni della possidente Elena Tidei che portarono alla nascita dell’omonima borgatella.

Su 67 fazzoletti di terra nacquero così insediamenti che potevano essere raggiungibili solo attraversando quattro strade sterrate.

E 6 vie strette, collocate all’interno, videro la luce dell’urbanizzazione solo nel 2004 (con l’acquisizione da parte del Comune di Roma).

Nel 1974 il quartiere fu teatro di scontri tra la Polizia e le famiglie che avevano occupato, oltre 100 abitazioni IACP in Via Montecarotto e in Via Fabriano, spinte dai gruppi dell’estrema sinistra che misero il “cappello” su quelle proteste.

Nel corso della cosiddetta “Rivolta di San Basilio”, domenica 8 settembre, messa in atto dagli occupanti a cui fu ordinato di lasciare le abitazioni si ebbero scontri con le Forze dell’Ordine che portarono a diversi ferimenti e alla morte di un manifestante, Fabrizio Ceruso, 19 anni.

Gli scontri di piazza nel corso della “rivolta di San Basilio”

Gli scontri furono armati tanto che Polizia e Carabinieri dovettero difendersi dagli attacchi.

Dopo questi scontri, viene avviata una mediazione per l’assegnazione delle case.

Il 9 settembre 1974, il Consiglio della Regione Lazio varò una legge, nella quale si affermava che le famiglie che avessero occupato un alloggio nel territorio laziale, per autentico bisogno e prima dell’8 settembre di quell’anno, avevano diritto all’assegnazione di un appartamento.

Alla fine degli anni ’80 sorse una nuova area di sviluppo urbano (la Torraccia) a ridosso del Grande Raccordo Anulare.

E nel 2007 venne realizzata la nuova Piazza di San Basilio su progetto degli architetti Piero Ostilio Rossi e Andrea Bruschi.

COME OPERA L’ARMA DEI CARABINIERI SUL TERRITORIO

In questa situazione socio-urbana operano i Carabinieri dipendenti da 7 Stazioni che coprono un territorio vastisssimo con quartieri a forte connotazione popolare).

Le 7 Stazioni dipendono dalla Compagnia Montesacro.

Il territorio coperto dalla Compagnia comprende oltre a Fidene anche il Nuovo Salario, la Città Giardino, Talenti, San Basilio, Tiburtino III con Santa Maria del Soccorso, Tor Sapienza.

Nel territorio che l’Arma copre ci sono anche luoghi sensibili come stazioni ferroviarie, stazioni della metropolitana (Linea B), l’Aeroporto dell’Urbe, un Centro commerciale, una sede dell’INPS, la Motorizzazione Civile, l’Ospedale Sandro Pertini, Carcere di Rebibbia, varie aziende e tanto altro.

La mappa del territorio coperto dai Carabinieri della Compagnia di Montesacro

La maggior parte dei reati nelle zone più residenziali riguardano le rapine e i furti nelle abitazioni, nelle farmacie, negli esercizi commerciali.

Si tratta di criminalità italiana.

LA LOTTA AGLI STUPEFACENTI

Potremmo dire, senza ombra di smentite, che buona parte delle attività dei militari in queste zone sono devolute alla lotta, quotidiana, senza sosta agli stupefacenti.

Un mercato che muove circa 15 mila euro al giorno e che ha portato, lo scorso giorno a 39 arresti.

Ma le manette scattano ogni giorno. Così come, ogni giorno, scattano le segnalazioni alla Prefettura di Roma per gli assuntori.

In aumento i casi di consumatori di droga

Ma il mercato non cala mai. Ci sono lavoratori che a fine giornata passano per San Basilio a rifornirsi di droga (i fine settimana il mercato ha più clienti).

Abbiamo avuto modo di assistere ad un’operazione dove i militari hanno arrestato un pusher con 600 euro in tasca, frutto di una vendita.

Per mezzo grammo il costo è di 30 euro.

Ci vanno anche ragazze accompagnate dalla suocera, giovani e meno giovani. I professionisti, invece, non si espongono al passaggio nella pubblica piazza di spaccio e si fanno portare lo stupefacente o gli stupefacenti preferiti a domicilio, pagando chiaramente un sovraprezzo.

La guerra che i militari ingaggiano tutti i giorni porta a grandi risultati. Oltre agli arresti sono state scoperte in una cantina anche raffinerie di cocaina.

Sono varie le piazze di spaccio a San Basilio. Ed ognuna ha un suo nome: della Lupa (perché c’è il murales di una lupa simbolo della squadra di calcio della Roma, degli Orti, della Coltellata).

COME SI CONTRASTA LO SPACCIO

Negli ultimi anni la criminalità a San Basilio si può dire che abbia cambiato pelle.

A condurci in questo excursus è il Capitano Manuel Grasso, comandante del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Montesacro e momentaneamente comandante della stessa Compagnia.

Il Capitano Manuel Grasso

“Oggi – spiega a Report Difesa – sono le ‘ndrine calabresi che gestiscono il traffico di droga. Le quali hanno un canale preferenziale con il Sud America”.

La gestione avviene sia all’ingrosso che al dettaglio.

I suoi militari operano tutti in borghese e da luoghi a loro conosciuti controllano le attività di spaccio pronti ad intervenire,

La loro attività hanno bisogno di un riscontro oggettivo altrimenti al giudice, in occasione del processo per direttissima, sarà difficile dimostrare l’effettivo scambio soldi-droga.

E così i militari comunicano alle pattuglie dell’Arma che operano sul territorio le caratteristiche fisiche del cliente, la targa della sua auto.

Dopo che il cliente si è allontanato, le Gazzelle intercettano la vettura con a bordo l’acquirente. La sua macchina viene controllata, scoprendo che la persona ha effettivamente comprato droga.

Dopo di che scatta l’operazione per l’arresto dello spacciatore e delle possibili vedette.

Sono numerose anche le persone che ogni giorno vengono segnalate alla Prefettura per il consumo di droga.

Non si possono stimare tra i consumatori effettivi e quelli saltuari.

Per risolvere i problemi serve un intervento massiccio dello Stato.

Se il Comune di Roma pulisse le strade del quartiere, se l’ATER sistemasse i cortili dove vengono cannibalizzati motorini, auto e gli edifici, forse alcune cose potrebbero migliorare la vivibilità.

Così come se le persone iniziassero a ribellarsi a questo schifo, San Basilio potrebbe uscire dal lungo tunnel dell’illegalità.

In alcune strade qualcosa di nuovo però si vede. Murales coloratissimi, piccoli spazi verdi sorgono qua e là.

Ma purtroppo sono come i fiori in un deserto del disordine e dell’incuria.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore