Di Gerardo Severino*
QUITO (nostro servizio particolare). Quella di dedicare navi militari ai grandi statisti, ovvero alle personalità che hanno caratterizzato la storia delle singole Nazioni è una tradizione ultrasecolare, che ha caratterizzato la storia di gran parte delle Marine Militari dei vari Paesi del Mondo, iniziando da quelle dei Regni e degli Stati europei, le stesse che per prime avrebbero raggiunto, a partire dal 1492, il “Nuovo Mondo”, come fu poi definito il Continente americano.

In tale direzione, in particolare, iniziando dalla gloriosa “Invencible Armada ” (come passò alla storia la Marina da Guerra spagnola) tale tradizione fu poi mutuata anche da altri Stati Europei che assieme alla Spagna si contendevano il dominio dei mari, Oceani soprattutto, dalla Francia all’Inghilterra, dall’Olanda al Portogallo.
La medesima tradizione fu, quindi, mantenuta anche dalle vecchie Colonie Spagnola dell’America Centro-Meridionale, che a partire dal 1808-1810 in poi avrebbero ottenuto l’indipendenza, dando così vita alle varie Repubbliche che tutti noi, oggi, conosciamo.

Fra queste il bellissimo Ecuador, che non è certo solo la patria del miglior cioccolato del mondo, ma anche il Paese che ha scritto le pagine più belle della stessa storia rivoluzionaria del Continente Americano, come abbiamo più volte ricordato anche su questa rivista.
Nel 1935, quindi 90 anni orsono, anche la Marina da Guerra dell’Ecuador avrebbe emulato l’antica tradizione marinaresca legata alla vecchia madrepatria iberica, intitolando una Nave-Scuola in memoria di uno dei suoi più grandi Presidenti, il Generale Eloy Alfaro Delgado, colui che aveva favorito non solo il progresso socio-economico del Paese Americano, ma anche la grande emigrazione dall’Europa, oltre che varato un serio programma per l’ammodernamento della stessa Marina da Guerra. Alfaro avrebbe pagato con la propria vita quell’amore che da sempre aveva dimostrato nei riguardi della propria Patria, come vedremo a breve.
Eloy Alfaro il “Viejo Luchador” (vecchio combattente)
Eloy Alfaro Delgado nacque a Montecristi, nella provincia di Manabí (famosa per la produzione dei cappelli di paglia “Panama”), il 25 giugno 1842
Suo padre era un ricco uomo d’affari spagnolo, mentre sua madre era un’indigena della regione ecuadoriana del Manabí.

Ricevuta un’ottima istruzione, apprese, quindi, la pratica degli affari dal padre.
Di idee liberali avrebbe, in seguito si sarebbe occupato pienamente di politica, partecipato anche a vari eventi rivoluzionari.
La storia dell’Ecuador ci ricorda che l’ufficiale era divenuto uno dei più forti oppositori del Presidente Gabriel García Moreno, noto per essere un fervente cattolico, ma soprattutto un ostinato conservatore, contrario a ogni forma di mutamento sociale in chiave progressista.
Il suo primo “scontro” con il Presidente García Moreno avvenne già nel 1860, allorquando Alfaro partecipò a una rivolta anti-governativa, la quale fallì, costringendolo all’esilio a Panama.
Qui avrebbe poi sposato Ana Paredes y Arosemena, una ricca ereditiera.
Dopo l’assassinio di García Moreno (Quito, 6 agosto 1875), Alfaro tornò in Ecuador, ove riprese a fare politica attiva.
Combatté, quindi, contro Ignacio de Veintimilla, ma fu sconfitto nuovamente e, di conseguenza, costretto ad un altro periodo di esilio. Fece ritorno in Patria nel 1883, ma fu ulteriormente sconfitto.
Da autentico liberale, Alfaro era un sostenitore della separazione tra Chiesa e Stato, tanto da ritenere necessario che l’istruzione scolastica fosse di matrice laica, anziché sottoposta al controllo della stessa Chiesa.
Sosteneva, quindi, il voto universale, mentre i politici conservatori e la Chiesa volevano limitare il voto principalmente ai ricchi. Alfaro auspicava anche maggiori diritti per i lavoratori e gli Ecuadoriani nativi, pur favorendo, come dicevamo prima, l’emigrazione.
A seguito della Rivoluzione del 1895, Alfaro divenne Presidente dell’Ecuador, mandato che ricoprì dal 23 agosto 1895 al 1° settembre 1901.
In tale contesto ridusse, quindi, il controllo della Chiesa Cattolica romana sulla politica del Paese, peraltro legalizzando il divorzi, ma anche aprendo le porte allo sviluppo capitalista, dal quale sarebbe derivata la modernizzazione dell’Ecuador. Una delle sue principali riforme riguardò le infrastrutture, tanto da varare la costruzione di una ferrovia che congiungesse la costa alle montagne dell’Ecuador.
Dopo la fine del suo primo mandato, suo successore fu il Generale Leonidas Plaza, seguito da un altro liberale, Lizardo García, con il quale, tuttavia l’Alfaro entrò immediatamente in conflitto, tanto da rovesciarlo con un “colpo di Stato”.
In virtù di ciò, il 17 gennaio 1906 assunse nuovamente la Presidenza del Paese, che avrebbe esercitato sino all’elezione di Carlos Freile Zaldumbide, l’11 agosto del 1911.
Questi, in realtà, già 31 di agosto lo troviamo sostituito da Emilio Estrada, che, a sua volta, sarebbe stato Presidente dell’Ecuador dal 1º settembre 1911 al 21 dicembre dello stesso anno, giorno della sua morte, avvenuta per infarto, all’età di 56 anni.
Quando Estrada morì, Carlos Freile assunse – questa volta effettivamente – la Presidenza.
Eloy Alfaro, che nel frattempo era tornato a vivere a Panama, rientrò in Ecuador il 4 gennaio 1912 , nella speranza di tentate un dialogo con il nuovo Governo.
Ma fu incarcerato mentre si ribellava ai militari del Generale Leónidas Plaza Gutiérrez. Pochi giorni dopo, il 28 gennaio, una folla di stampo cattolico-conservatrice, ovviamente contraria alle idee progressiste di Alfaro, prelevò lui e il suo gruppo e con un atto di feroce barbarie lo massacrò, dando poi fuoco al suo corpo per le strade della stessa Capitale.
Originariamente sepolto nel Cimitero Generale di Guayaquil, le sue ceneri sono state traslate, nel corso di una solenne cerimonia militare, presso il Mausoleo di Ciudad Alfaro nel 2007.
Le navi militari “Presidente Eloy Alfaro” (1935 – 2025)
Il ruolo che il Generale Eloy Alfaro ebbe durante i suoi due mandati presidenziali è stato particolarmente importante, sia per l’unità nazionale e l’integrità dei confini dell’Ecuador, sia per la modernizzazione della stessa società Ecuadoriana, grazie all’introduzione di nuove idee e principi liberali.
Sono, questi, i motivi sostanziali in virtù dei quali l’ex Presidente viene ancora oggi considerato un grande Statista.
Al di là delle tante strade, piazze e istituzioni che ne portano orgogliosamente il nome, in onore del Presidente Alfaro è attualmente intitolato sia il “Collegio Militare Ecuadoriano dell’Esercito” che la stessa nave ammiraglia della Marina Militare dell’Ecuador, la quale non è stata, tuttavia, la prima in ordine temporale, come vedremo a breve.
La prima unità che l’Ecuador volle dedicare ad Eloy Alfaro fu, infatti, la Nave-Scuola “Presidente Alfaro”, acquisita nel 1935 ed utilizzata per l’addestramento dei Guardiamarina, antesignana dell’odierna BAE “Guayas”, un moderno veliero alla stregua della italianissima “Amerigo Vespucci”.
Quella che segue è la sua vicenda.
Ebbene la nave a vapore, che in seguito avrebbe assunto il nome di “Yacht ARA”, era stata commissionata nel 1914 da Madame Virginie Hériot alla “Camper & Nicholsons” in Gran Bretagna, con le seguenti specifiche tecniche: lunghezza 195 piedi, larghezza 31 piedi, stazza lorda 869 tonnellate e stazza netta 406 tonnellate; due motori diesel a 6 cilindri, che sviluppavano complessivamente 2.400 cavalli. Aveva un dislocamento di 1030 tonnellate.
Lo yacht, impostato nel 1914 fu, poi, varato nel 1915 a Southampton, entrando così in servizio di lì a poco.
Sul finire dello stesso 1917, in piena “Grande Guerra”, lo yacht fu requisito e, quindi, incorporato nella Marina da Guerra francese, con base a Brest, servendo da capo Divisione per il pattugliamento costiero della Bretagna.
Dopo la fine della stessa guerra, l’imbarcazione fu disarmata e acquistata, nel 1920, da William Hissam Vanderbilt, un milionario americano, che l’avrebbe fatta ristrutturare in Svezia, ma alimentata con motore diesel, per poi utilizzarla come una sorta di yacht di lusso. In verità, la nave fu utilizzata dal proprietario anche per viaggi scientifici dal 1926 al 1930.
William Hissam Vanderbilt ne rimase proprietario sino al 1° agosto 1935, allorquando fu firmato l’atto con il quale il Governo dell’Ecuador (in quel frangente retto dal Presidente Antonio Pons), l’acquistò per 60 mila dollari, onde assegnarla alla propria Marina da Guerra.
La nave fu, quindi, destinata a sostituire il cacciatorpediniere “Libertador Bolívar”, come unità per il pattugliamento lungo la costa continentale e nell’Arcipelago di Colón.
La storia della Marina Ecuadoregna ci ricorda che il cambio di bandiera avvenne lo stesso giorno della presa in carico, a New York, mentre con Decreto esecutivo del 31 luglio dello stesso 1935 ne era stato coniato il nome in “Presidente Alfaro” .
L’incorporazione ufficiale della nave nei Registri della Marina Nazionale dell’Ecuador avvenne a Guayaquil il 31 agosto.
Ne fu primo comandante il Capitano di Fregata Diógenes Fernández Ampuero.
Nel corso degli anni, la nave subì riparazioni e miglioramenti strutturali presso vari cantieri navali. Il 2 ottobre 1937 salpò, infatti, alla volta di Tacahuano, in Cile, dove fu sottoposta a riparazioni di elevata importanza.
I lavori iniziarono nel novembre 1937 e furono completati nel maggio 1938.
Vi furono installati due cannoni Savage da 76/45 mm, dono del Generale Fulgencio Batista, Presidente di Cuba, mentre la strumentazione per l’orientamento del tiro fu un dono della stessa Marina del Cile.
Fu effettuata una revisione completa (manutenzione e piccole riparazioni) dei motori principali e ausiliari. Fu installata una nuova stazione radio e l’abitabilità della nave così fu aumentata.
Essendo, tuttavia, essenzialmente uno yacht e, quindi, inadatta a scopi prettamente militari, la nave fu, adibita a Nave-Scuola proprio nel corso del 1937.
La sua missione principale sarebbe stata quella dell’addestramento dei giovani ufficiali della Forza Armata, adoperandosi così per una sempre più efficiente formazione delle nuove generazioni di marinai Ecuadoregni. Nello stesso 1937 la nave avrebbe così ospitato i suoi primi 20 Guardiamarina.
Nel 1942, ulteriori modifiche furono apportate presso i cantieri navali di Balboa.
I cannoni Savage furono rimossi e sostituiti con due cannoni navali a doppio scopo da 76/23 mm e una nuova direzione del tiro sostituì la precedente.
Furono inoltre installati due motori a pompa di profondità.
Due mitragliatrici Brown da 50 mm con raffreddamento idraulico e manuale furono installate sul ponte di comando; fu effettuata una revisione generale dell’apparato motore principale e ausiliario.
Rientrò nello Squadra Navale ecuadoregna nel marzo 1943, mentre la torpediniera “Libertador Bolívar” fu messa fuori servizio a causa della scarsa manutenzione.
L’epopea della prima nave “Presidente Alfaro” ebbe fine esattamente dieci anni dopo, quindi nel 1953, quando assieme alla nave “Presidente Velasco”, ai trasporti “Tarqui” e “Jambeli” e al rimorchiatore oceanico “Los Ríos” anche la “Presidente Alfaro” fu ceduta al Regno Unito.
Radiata nel 1955, la vecchia “Presidente Alfaro” venne, infine, demolita nel 1958.
Nel 1954, l’Ecuador acquisì due Cacciatorpediniere di scorta britannici appartenenti alla “Classe Hunt I”, l’HMS “Quantock” e l’HMS “Meynell”, i quali furono ribattezzati rispettivamente “Presidente Alfaro” e “Presidente Velasco Ibarra”.
L’HMS “Quantock” era stato impostato presso i cantieri navali “Scotts” di Greenock, l’11 aprile 1939, per poi essere varato il 22 aprile 1940.
Entrato in servizio il 6 febbraio 1941, durante la Seconda Guerra mondiale operò nel Mare del Nord; poi nel 1943 nell’Atlantico; così come in occasione degli sbarchi Alleati in Sicilia e a Salerno, tra il luglio e il settembre del 1943, per poi trasferirsi, nel 1944, in Adriatico.
Dopo la fine della guerra il “Quantock” fu utilizzato per l’addestramento e poi messo in riserva.
Il 18 ottobre 1954 fu, quindi, venduto all’Ecuador. Necessitò, tuttavia, di un attento programma di restauri presso i cantieri navali “Samuel White”, entrando in servizio nella Marina ecuadoregna il 16 agosto 1955, proprio con il prestigioso nome di “Presidente Alfaro”.
Il Cacciatorpediniere fu, infine, abbandonato nel 1978 e venduto per la demolizione.
Al suo posto avrebbe assunto il nome di “Presidente Alfaro” un’altra storica unità da guerra: il Cacciatorpediniere “DD819 Holder”, il quale era stato impostato presso la “Consolidated Steel” di Orange, USA, il 23 aprile 1945.
Varato il 25 agosto 1945 era entrato in servizio il 18 maggio 1946. Nel 1966 scortò la portaerei “CVA61 Ranger” in Vietnam, mentre nel 1968 tornò nell’Atlantico. Fu dismesso dalla flotta Statunitense il 1° ottobre 1976.
Il 23 febbraio 1977 fu, quindi, trasferito all’Ecuador, ove avrebbe operato sino alla sua dismissione, nel 1991 e successiva demolizione.

Il “passaggio di testimone” fu, quindi, consegnato alla nave “Penelope”, impostata presso il cantiere “Vickers Armstrong” di Tyne, Gran Bretagna, il 14 marzo 1961 e varata il 17 agosto 1962.
Entrata in servizio il 1° novembre 1963, fu completamente ristrutturata nel 1982, per poi essere ceduta all’Ecuador il 25 aprile 1991.
L’ennesima nave “Presidente Eloy Alfaro” fu, quindi, dismessa il 19 marzo del 2008.
Il suo posto fu assunto dall’attuale BAE “Presidente Eloy Alfaro” FM-01, entrata in servizio il 18 aprile 2008 per poi essere iscritta, quale Ammiraglia della flotta ecuadoriana il successivo 29 maggio.
Si tratta, in verità, dell’ex nave militare cilena “Almirante Condell”, una Fregata lanciamissili della “Classe Leander”.
Varata nel Regno Unito il 14 giugno 1972, la Fregata fu acquistata dalla Marina da Guerra cilena il 21 dicembre 1973, salpando alla volta del Cile solo dopo aver completato un periodo di addestramento con la Royal Navy.
Giunta a Valparaíso il 2 settembre 1974, la nave operò per la Marina di Santiago per oltre 30 anni, quindi sino all’11 dicembre 2007.
Venne ufficialmente ceduta all’Ecuador nel marzo 2008, assumendo, già in quella circostanza, il glorioso nome di “Presidente Eloy Alfaro”, lo stesso che da ben novant’anni perpetua anche lungo le coste dell’Oceano il ricordo di colui che amò così tanto il progresso scientifico, tecnologico e artistico, ma soprattutto la vera democrazia, simbolo di in Paese laico e indipendente.
* Colonnello (Ausiliaria) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro Comitato di Redazione Report Difesa
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