Edward Luttwak a Report Difesa su Turchia, Libano e vaccino Sputnik

Questo l’incipit d’ Edward Luttwak, che ancora una volta, bacchetta l’Italia. Ma riavvolgiamo in nastro…

Raggiungiamo  Edward Luttwak al telefono negli Usa,  iniziamo quest’intervista partendo dalla Turchia, che ha sconfinato in acque greche con la propria flotta.

Buongiorno professor Luttwak, la Turchia entra in acque greche, Atene chiede aiuto alla Ue…

La questione è legata alla Repubblica cipriota del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia e fonte di contrasto con Atene, che oggi  è preoccupata perché Ankara punta a giacimenti energetici intorno a Creta, in piene acque greche.

La Ue cosa dovrebbe fare?

Mandarci delle navi, ma la Ue non pare interessata ad agire e preferisce “dialogare”. Voi europei non avete chiaro che Erdogan ragiona solo con si dimostra più forte, ha una flotta di carta pesta e voi lasciate le vostre nei porti…

Ma quindi lei suggerisce azioni bilaterali?

Io suggerisco a chi possiede flotte di un certo tipo d’usarle, Francia ed Italia, ma coinvolgendo anche la Spagna.

La Turchia vuole rafforzare la propria presenza nel Mediterraneo Orientale

Ma l’ Italia dovrebbe muoversi con la Nato?

Ma quale Nato, voi avete un budget da 29 miliardi e la Turchia da 11 miliardi a livello militare, una flotta modernissima con due portaerei e loro zero, aspettate l’aiuto di chi?

Ma non è semplice, l’opinione pubblica…

Ci sono in ballo interessi nazionali primari, inoltre la Grecia è un vostro alleato. Queste sono scelte che esulano dall’opinione pubblica, si prendono.

La Francia ha mosso navi ed aerei…

La Francia ha capito che gli interessi energetici (idrocarburi) sono in pericolo e ha spostato due aerei che rappresentano una deterrenza nucleare che Erdogan non può sottovalutare. La torta poi però sarà francese.

Gli Usa sembrano assenti dal Mediterraneo, pesa la crisi Covid-19?

Gli Usa vorrebbero più impegno italiano in Libia perché vogliono lasciare autonomia, avete interessi energetici e dovete muovervi. Il supporto degli Usa c’è, ma lo scenario va gestito da voi. Questa amministrazione punta a risoluzioni localizzate, con punte d’intervento minime, ora ci chiedete d’intervenire? La crisi pesa a livello economico, il nostro Presidente non può chiudere la gente in casa come hanno fatto in Cina, spetta ai governatori, abbiamo una Costituzione. Le conseguenze del Covid-19 saranno politiche.

Conseguenze politiche, Russia in vantaggio sugli Usa grazie al vaccino?

Mi auguro il vaccino funzioni. Del resto nella Seconda Guerra Mondiale i russi vaccinarono i propri soldati alla febbre tifoide. Vaccino scadente ma economico (fu sviluppato da una scienziata) ed utilizzato su larga scala anche da altre potenze.

Per lei quindi il vaccino Sputnik non coprirà del tutto?

Nel mondo occidentale nessuno ha visto lo studio, nessuno sa nulla sui test. Ci auguriamo sia efficace e funzioni, magari al 70%o anche al 65%, sarebbe un buon risultato politico, nulla più. Gli Usa mantengono elevata capacità militare e tecnologica su Pechino e Mosca.

Mappa dei confini del Libano.

Concludiamo con l’esplosione al porto di Beirut, attentato?

In Libano, a mio avviso, non c’è stato alcun attentato, bensì è tutto frutto dell’inefficienza dello Stato Libanese , che paga incuria degli ultimi anni.

Ci spieghi meglio…

Il Libano, dagli anni ’80, è uno stato allo sbando, poggia sulla continua faida tra potenze straniere. Un deposito lasciato al proprio destino a causa della mancanza di responsabilità del governo. Nessuno vuol occuparsi di nulla e quindi nel rimpallo di responsabilità tutto rimane fermo.

Con questa conclusione, in controtendenza con Donald Trump (il 5 agosto aveva fatto intendere si trattasse invece d’attentato) congediamo il professore che andremo a risentire nel nostro speciale sulle operazioni speciali di prossima  uscita.

*Edward Luttwak, professore all’Università di Bath; nel 2004 è diventato un consulente al Centro Internazionale per gli Studi Strategici a Washington. Ha ottenuto il ruolo di consulente all’Ufficio del Ministero della difesa, il National Security Council e al Dipartimento di Stato statunitense. È membro del National Security Study Group del Dipartimento della Difesa americano e fa parte dell’Istituto delle Politiche Fiscali e Monetarie che fa capo al Ministero del Tesoro. È membro, inoltre, della Fondazione Italia USA, del comitato editoriale del periodico francese Geopolitique, delle riviste inglesi Journal of Strategic Studies e del Washington Quarterly. In Italia compare di frequente alla televisione e partecipa a numerosi seminari. Insieme a Susanna Creperio Verratti è anche autore di due libri: Che cos’è davvero la democrazia (1996) e Il libro delle libertà (2000). (da Wikipedia)

 

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