Relazioni commerciali Italia-USA: il valore economico e produttivo delle aziende a “stelle e strisce” che operano nel nostro Paese

MILANO.  I rapporti economico-commerciali tra Italia e USA nell’anno in corso stanno mostrando un interscambio superiore a 92 miliardi di euro con un forte surplus per l’Italia (circa 42 miliardi nel 2025).
Un incontro tra il capo del Governo italiano, Giorgia Meloni e il Presidente americano Donald Trump
Ma nonostante si registri una crescita dell’export si registrano anche cali settoriali (-6,7% complessivo a inizio 2026) in settori chiave come agroalimentare e tessile, mentre i beni strumentali trainano l’interscambio.
Situazione e Tendenze al 2026
  • Interscambio: Gli USA rimangono un partner strategico fondamentale, con un interscambio che supera i 92 miliardi di euro.
  • Settori chiave (2026): Risultano in calo le esportazioni italiane di prodotti agroalimentari (-27%), tessili (-22,9%) e legno (-21,2%), evidenziando una parziale frenata nel primo trimestre 2026.
  • Beni strumentali: L’export extra UE, in particolare verso gli USA, è sostenuto dai beni strumentali, che mostrano una ripresa nel corso dell’anno.
  • Bilancia commerciale: L’Italia mantiene un solido surplus, con l’export verso gli USA che nel 2025 ha continuato a crescere nonostante le tensioni commerciali.
  • Rischi e dazi: Si segnala la preoccupazione per potenziali nuove politiche tariffarie (dazi), che potrebbero penalizzare maggiormente l’export italiano rispetto all’economia USA.
  • Importazioni: L’Italia importa prevalentemente dagli USA petrolio, gas (circa 7,3 mld) e prodotti farmaceutici (4,4 mld).
  • Contesto macroeconomico: L’economia statunitense mostra una crescita del PIL del 2,0% nel primo trimestre 2026, con rischi di recessione percepiti (7 su 10) legati all’inflazione e ai prezzi elevati.
  • A gennaio scorso la bilancia commerciale italiana ha registrato un surplus di +1,089 miliardi di euro, in calo rispetto al 2025.
  • L’export italiano verso gli USA continua a essere un pilastro fondamentale, ma soggetto a fluttuazioni legate alla competitività dei prezzi.

UNA BREVE ANALISI SULLE GRANDI AZIENDE STATUNITENSI 

Le grandi aziende “a stelle e strisce”  operano in settori quali industria, servizi digitali e responsabilità sociale.

Milano e il Nord produttivo sono i centri di maggiore interesse.

Ma entriamo un po’ più nello specifico. E iniziamo dalla Penske Automotive Italy. Questa azienda è oggi  la principale dealer premium‑luxury.

Lo stabilimento della Penske Automotive Italy

 

Ha 25 sedi tra Emilia‑Romagna e Lombardia e circa 800 collaboratori. Ha rafforzato la propria impronta con acquisizioni nel settore delle auto di lusso, come la concessionaria Ferrari di Modena.

Invece Uber Italy, con sede a Milano, opera come società di servizi alle imprese e ha superato gli 11 milioni di euro di fatturato nel 2024, pur con una struttura snella.

Nel digitale, dobbiamo segnalare la celebre Hewlett Packard Enterprise.

Questa azienda è presente da oltre 500 anni, con circa 1.000 dipendenti in quattro sedi : Milano, Roma, Torino, Vicenza.

Lavora al servizio della Pubblica Amministrazione e delle imprese.

La Microsoft ha annunciato un piano da 4,3 miliardi di euro per potenziare capacità cloud e intelligenza artificiale in Italia, con forte focus su formazione di competenze digitali avanzate.

Amazon Web Services ha aperto la regione AWS Europe (con sede a Milano).

Ha programmato investimenti per 2 miliardi entro il 2029 e generando un contributo stimato al PIL di 3,7 miliardi.

Google e Qualcomm, tramite le rispettive strutture europee, sostengono ecosistemi innovativi e progetti legati alla sostenibilità e all’uso efficiente di energia e risorse.

C’è poi il settore delle industrie farmaceutiche.

Una di esse, la Gilead ha investito oltre 355 milioni in Italia, con sede sempre a Milano e una rete di ricerca clinica che coinvolge decine di migliaia di pazienti e centri ospedalieri.

Lo stabilimento della Ely Lilli

La Eli Lilly è presente con lo stabilimento di Sesto Fiorentino (Firenze) dove ha introdotto cogenerazione e fotovoltaico e sviluppa programmi di responsabilità sociale su diabete infantile e riduzione dell’impatto ambientale.

Da segnalare, per altri settori, la notissima McDonald’s Italia, la quale conta circa 800 ristoranti, 38 mila dipendenti e progetti su filiere DOP‑IGP, inclusione lavorativa e iniziative sociali e ambientali come “Le giornate insieme a te per l’ambiente”.

La Estée Lauder Companies presidia invece il settore della cosmetica valorizzando la filiera italiana e promuovendo, anche in Italia, campagne globali come il Nastro Rosa contro il tumore al seno, con ingenti fondi destinati a ricerca e prevenzione.

C”è ancora da considerare tutto il settore della finanza. L’American Express e la Bank of America operano a supporto di imprese e istituzioni.

Affiancano al business programmi di volontariato e contributi alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria Borghese e al Duomo di Milano.

La BlackRock, tramite la sua piattaforma di investimenti sostenibili, convoglia capitali globali anche sul mercato italiano, promuovendo criteri ESG e strumenti legati alla transizione energetica.

F-35 a Cameri

Infine, sul fronte difesa‑aerospazio, dobbiamo citare la Lockheed Martin che supporta, con Leonardo, il Polo F‑35 di Cameri e una catena di oltre 27 aziende italiane coinvolte nel programma.

Mentre la Boeing Italia, con sedi a Roma e Milano, associa all’attività commerciale un articolato programma di responsabilità sociale in ambito STEM e sostenibilità ambientale, inclusi progetti educativi come STEAM 4 Future e la Newton Room all’aeroporto di Fiumicino. 

Nei giorni scorsi, a Roma, l’American Chamber of Commerce in Italy  (AmCham) ha promosso l’evento “Americana 250! Bonds That Made History”.

In questa occasione sono stati celebrate le istituzioni, le realtà economiche ecil corpo diplomatico a un quarto di millennio dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Un momento importante per sottolineare l’impatto durevole delle imprese statunitensi in Italia, oltre che per ricordare i solidi legami tra i due Paesi in ogni ambito: scientifico, industriale, commerciale e culturale.

Un legame trasformativo, grazie al prezioso contributo che le aziende americane hanno fornito in oltre due secoli nel territorio italiano, portando benessere, aprendo opportunità di confronto e dialogo, fornendo occasioni di collaborazione e permettendo lo sviluppo e la crescita di notevoli potenziali.

Simone Crolla, Tilman J. Fertitta, Ambasciatore in Italia e San Marino degli USA, Stefano Lucchini

“Americana 250! ricorda un passaggio fondamentale delle democrazie occidentali: AmCham lo celebra confermando tutta la fiducia nel legame transatlantico che anche in un periodo complicato delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa favorisce amicizia, relazioni e sviluppo di attività imprenditoriali e dunque crescita reciproca. – ha spiegato il presidente di AmCham Italy, Stefano Lucchini -. Da 110 anni è questo il compito di AmCham, e l’autorevolezza delle adesioni ad Americana 250 ne dimostra ruolo e risultati”.

“Il 4 luglio 1776 – ha aggiunto-  il Managing Director di AmCham Italy, Simone Crolla – a Filadelfia il Congresso generale degli Stati Uniti d’America proclama l’indipendenza dal Regno Unito, aprendo la via a un profondo processo di rinnovamento del corpo sociale dell’Occidente nel nome di un’autentica democrazia che, non a caso, settant’anni dopo verrà studiata ed illustrata nei suoi principi e nel suo funzionamento da Alexis de Tocqueville. Oggi quella luce continua a splendere, portando libertà e progresso ovunque si irradi. E noi, con Americana 250!, vogliamo ricordare tutto questo, ribandendo come la lunga storia delle relazioni tra Italia e Stati Uniti abbia contribuito e contribuisca allo sviluppo economico e alla crescita culturale di entrambi i Paesi. AmCham onora così il proprio operato al servizio di quel legame transatlantico che assicura pace, libertà e prosperità”.

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