Di Giuseppe Gagliano*
ABU DHABI. Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) stanno ridefinendo il loro ruolo sulla scena internazionale attraverso una visione audace e pragmatica, guidata dal

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L’accordo di partenariato economico siglato il 27 giugno scorso con l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) rappresenta un passo decisivo per posizionare gli EAU come un hub commerciale e logistico globale, un ponte strategico tra Oriente e Occidente.
Questo accordo non è solo un’intesa economica, ma una mossa geopolitica che riflette l’ambizione di Abu Dhabi di diversificare la propria economia, rafforzare la propria sovranità decisionale e navigare con agilità in un mondo sempre più multipolare.
La Visione di MBZ: Un Hub globale per commercio e logistica
La strategia di MBZ si basa su una chiara consapevolezza: in un’era di competizione globale e instabilità geopolitica, gli EAU devono sfruttare la loro posizione geografica, la stabilità politica e le infrastrutture all’avanguardia per diventare un nodo cruciale nelle catene di approvvigionamento globali.
Abu Dhabi e Dubai, con i loro porti, aeroporti e zone franche, sono già tra i principali centri logistici del mondo.
L’accordo con l’UEE, che comprende nazioni come Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia, apre nuove opportunità per rafforzare i flussi commerciali tra Asia, Europa e Medio Oriente.
Questo partenariato consente agli EAU di accedere a un mercato di oltre 180 milioni di persone, diversificando le loro relazioni economiche oltre i tradizionali partner occidentali.
L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza dai mercati occidentali, specialmente in un contesto in cui le sanzioni e le tensioni geopolitiche stanno frammentando l’economia globale. MBZ vede gli EAU come un attore neutrale ma influente, capace di mediare tra potenze rivali e di capitalizzare sulla crescente multipolarità del sistema internazionale.
Il calcolo strategico dietro l’accordo con l’UEE
L’accordo con l’UEE è un tassello di una strategia più ampia che combina pragmatismo economico e ambizione geopolitica.
In un mondo in cui le alleanze tradizionali sono messe in discussione, gli EAU stanno costruendo un portafoglio di relazioni diversificate.
L’UEE, dominata dalla Russia, rappresenta un partner strategico per diversi motivi.
In primo luogo, offre accesso a risorse energetiche e materie prime fondamentali per l’economia emiratina.
In secondo luogo, rafforza la cooperazione in settori come la tecnologia, la Difesa e l’intelligenza artificiale, dove la Russia e altri membri dell’UEE hanno competenze significative.
Inoltre, questo accordo risponde alla necessità di bilanciare le relazioni con le grandi potenze. Gli EAU mantengono stretti legami con gli Stati Uniti e l’Unione Europea, ma il partenariato con l’UEE segnala una volontà di non allinearsi esclusivamente a un unico blocco.
Questo approccio “multipolare” consente ad Abu Dhabi di preservare la propria autonomia strategica, evitando di essere trascinata nelle rivalità tra Stati Uniti, Cina e Russia.
Le reazioni degli Stati Uniti: tra sospetto e pragmatismo
L’approfondimento dei legami tra gli EAU e l’UEE non è passato inosservato a Washington.
Gli Stati Uniti, storici alleati degli EAU, vedono con preoccupazione l’avvicinamento di Abu Dhabi a Mosca, specialmente in un contesto di tensioni globali legate alla guerra in Ucraina e alle sanzioni contro la Russia.
Tuttavia, la reazione americana è stata finora contenuta, riflettendo l’importanza strategica degli EAU come partner nel Golfo.
Gli Stati Uniti riconoscono che Abu Dhabi non sta abbandonando l’Occidente, ma piuttosto diversificando le sue opzioni per garantire stabilità e prosperità a lungo termine.
Un esempio di questa dinamica è stato l’incontro tra MBZ e il Presidente USA, Donald Trump il 19 maggio scorso, che ha sottolineato come i legami personali e la diplomazia diretta possano mitigare le tensioni.

Gli EAU hanno dimostrato di saper bilanciare le loro relazioni, mantenendo un dialogo aperto con Washington mentre espandono la cooperazione con l’UEE.

L’Unione Europea: un nuovo capitolo nelle relazioni con gli EAU
L’Unione Europea ha accolto con favore l’evoluzione strategica degli EAU, come dimostrato dalla recente decisione di rimuovere il Paese dalla lista di quelli ad “alto rischio” per il riciclaggio di denaro il 27 giugno.
Questa mossa ha segnato una svolta nelle relazioni bilaterali, aprendo la strada a una maggiore cooperazione economica e finanziaria.
L’UE vede gli Emirati Arabi Uniti come un partner chiave per affrontare sfide globali, come la transizione energetica e la sicurezza regionale, e non sembra percepire l’accordo con l’UEE come una minaccia diretta ai propri interessi.
Al contrario, l’Unione Europea considera gli EAU un attore capace di facilitare il dialogo tra blocchi geopolitici rivali.
La posizione di Abu Dhabi come mediatore neutrale è ulteriormente rafforzata dalla sua capacità di navigare tra le priorità di Washington, Bruxelles, Mosca e Pechino.
Implicazioni per il futuro
Il partenariato economico con l’UEE non è solo un accordo commerciale, ma un segnale della visione a lungo termine di MBZ per gli EAU.
Posizionando il Paese come hub globale, Abu Dhabi sta costruendo un modello di sviluppo che combina diversificazione economica, innovazione tecnologica e neutralità geopolitica.
Tuttavia, questa strategia comporta anche rischi, come la possibilità di tensioni con partner tradizionali come gli Stati Uniti o l’esposizione a instabilità legate alle dinamiche interne dell’UEE.
In conclusione, l’accordo Emirati Arabi Uniti-Unione Economica Euroasiatica rappresenta un passo audace verso un futuro in cui gli EAU non sono solo un attore regionale, ma un protagonista globale.
Sotto la guida del Presidente emiratino il Paese sta dimostrando che la sovranità decisionale e la diversificazione strategica sono le chiavi per prosperare in un mondo multipolare.
Resta da vedere come Abu Dhabi riuscirà a bilanciare le sue ambizioni globali con le pressioni di un sistema internazionale sempre più complesso.
*Presidente Centro Studi Cestudec
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