Di Gianfranco Salvatori
CREMONA. L’area è appena stata abbandonata dalle forze nemiche. L’ambiente è ostile.
La pattuglia esplorante del 10° Reggimento Genio guastatori ha il compito di bonificarla, prima dell’arrivo delle truppe.

A un certo punti, i mezzi si fermano.
I soldati sulla ralla dei Lince orientano le mitragliatrici per fronteggiare eventuali minacce.
Uno specialista, intanto, fa esplorare l’area da bonificare con un drone.
Altri uomini avanzano nell’erba alta. Davanti a loro un soldato con il metal detector, per rilevare ordigni o trappole esplosive.
L’area risulta libera da minacce. La fase Isolation box è completata.

Poi, arriva il segnale di proseguire verso un edificio e inizia la fase Building search. Anche questo va bonificato, garantendo la maggior sicurezza possibile ai soldati.
Nella casa diroccata entra un robot cingolato controllato da remoto. Il mezzo meccanico, in una delle stanze, rinviene un ordigno. E
ntrano in azione gli specialisti minex che lo mettono in sicurezza e lo fanno brillare all’esterno – dopo averlo agganciato a un sistema di tiranteria che lo porta fuori dalla casa – garantendo così alle unità che seguono di poter avanzare.

E’ un pezzo di guerra del futuro, dove la tecnologia irrompe in modo prepotente.
Non sono immagini prese dalla TV, ma ciò che accade realmente durante l’addestramento dei Genieri del 10° Reggimento Guastatori di Cremona, a cui Report Difesa ha partecipato.

L’aspetto tecnologico – ha spiegato il Comandante del 10°, il Colonnello Roberto Spampanato – va di pari passo con l’addestramento.
Per i Guastatori è importante essere preparati ai possibili futuri scenari operativi. E’ importante aggiornarsi e provare nuove tecniche, essendo sempre pronti a svolgere i compiti anche con altre armi e specialità dell’Esercito. In futuro, continua il comandante, è necessario che le capacità di tutti guastatori siano amalgamate con le capacità degli altri.
IL REGGIMENTO
Il 10° Guastatori, inquadrato nella 132ª Brigata corazzata “Ariete”, ha di recente compiuto 100 anni (https://www.reportdifesa.it/esercito-i-100-anni-del-10-guastatori-sempre-pronti-a-fronteggiare-le-crisi-con-la-tecnologia-e-la-formazione/).
Un secolo di storia all’insegna della continua innovazione per rispondere all’ammodernamento della Forza Armata e alle sfide che si presentano, in Italia e all’estero.
Oltre ai compiti specifici dell’Arma del Genio, in primis il supporto alla manovra, il Reggimento svolge numerosi impegni operativi.
Fuori area, il 10° è impiegato attualmente nella missione NATO KFOR (Kosovo Force), in Kosovo, con due Plotoni che svolgono lavori legati alle infrastrutture e al garantire la mobilità oltre che attività congiunte con altri reparti.
In Italia, il Reggimento è all’interno dell’Operazione “Strade sicure” e, nel 2025, il Colonnello Spampanato ha comandato il raggruppamento Lombardia-Trentino Alto Adige.
In ambito civile, gli artificieri CMD (Conventional Munitions Disposal) intervengono quando le Prefetture segnalano il ritrovamento di ordigni inesplosi.
Una bonifica particolarmente impegnativa è stata quella del maggio 2025, a Sermide (Mantova) quando gli specialisti hanno neutralizzato, vicino al Po, una pericolosa bomba di aereo (della Seconda Guerra mondiale) a innesco chimico.
L’ordigno non poteva essere rimosso perché, se innescato, sarebbe potuto esplodere nell’arco di 144 ore.
LA FORMAZIONE
I Genieri “cremonesi” seguono un programma continuo di addestramento.
Oltre all’utilizzo dei mezzi movimento terra e dei natanti (plananti) i soldati si allenano con le tecniche di combattimento a distanza ravvicinata del metodo Mcm (Metodo di combattimento militare) utili anche per “Strade sicure”. Non mancano poi gli specialisti formati per l’uso di droni (Aprm) e di Ugv.
La formazione è cruciale e va di pari passo con l’addestramento.
Due i settori principali: quello per allinearsi all’uso dei nuovi mezzi tecnologici e quello per l’utilizzo dei droni che sono integrati nelle attività specifiche di ricognizione, intelligence e altro. Importante, poi, è la parte dedicata all’Engineer intelligence.

L’ESERCITAZIONE
Periodicamente, i soldati del Genio si addestrano in quell’area in provincia di Parma, vicino a Zibello.
Le esercitazioni si svolgono in tempo reale, come se si fosse in zona di operazioni, in un contesto war fighting.
In questo caso è in azione un plotone minex impiegato in un’attività di Acrt (Advance combat reconnaissance team).
I militari della 5^ Compagnia “Teste dure” ascoltano il Comandante del plotone durante il briefing.
L’attenzione è massima, sotto gli elmetti, le dotazioni individuali, le armi e i volti colorati dal camouflage.
Ognuno ha un compito. Tutto è pianificato. I meccanismi devono diventare automatici, perché occorre essere padroni delle tecniche anche in situazioni di stress fisico e psicologico.

La supervisione dell’esercitazione è affidata al comandante del Battaglione (quattro le Compagnie presenti alla Col di Lana), che segue passo passo i movimenti del Plotone insieme con il Comandante della Compagnia.
Parte la ricognizione, che prevede la bonifica dell’area.
I droni acquisiscono informazioni. Capacità queste che vengono ritenute fondamentali dall’Esercito – come dimostrano i tanti conflitti in atto, a partire dall’Ucraina – che sta formando sempre più piloti di Apr, in centri specialistici della Forza Armata con la collaborazione dell’Aeronautica militare.
Messa in sicurezza l’area, le Teste dure si dirigono verso un edificio da bonificare grazie a un robot comandato a distanza.

Il pericolo è dietro l’angolo, soprattutto per le trappole lasciate da chi si è ritirato.
E qui, entra in campo il robot senza pilota, controllata da remoto.
E’ un UGV (Unmanned ground vehicle), dotato di telecamera.

Il piccolo mezzo cingolato entra nell’edificio, ed esplora le stanze.
L’operatore vede un ordigno. Entra in azione un minex che lega la bomba a una corda. Viene stesa una tiranteria, composta di cavi, per estrarre la bomba dalla casa. Una volta all’esterno, l’ordigno viene sistemato in una buca e fatto esplodere.

L’esercitazione è conclusa. Il reparto ripiega.

LA STORIA DEL 10 ° REGGIMENTO
Il Reggimento è nato nel 1926 a Santa Maria Capua Vetere. E’ inquadrato nella 132ª Brigata Corazzata “Ariete”.
Numerose le missioni fuori area, a partire dal 1999 in Bosnia, per poi proseguire in Macedonia, Kosovo, Afghanistan, Iraq (2004).
La Bandiera di Guerra è decorata di una Croce di guerra al Valor Militare e di una una Medaglia di bronzo al merito della Croce Rossa Italiana.
Molto stretto e affettuoso il rapporto tra i Genieri e la città del Torrazzo tanto che Cremona nel 2004 ha conferito la cittadinanza onoraria al Reggimento.
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