Di Gianfranco Salvatori
CREMONA. I guastatori del 10° reggimento Genio hanno compiuto 100 anni. Un secolo portato bene «una presenza costante e ininterrotta» al servizio del Paese e degli italiani ha detto il comandante, il colonnello Roberto Spampanato.
Per due giorni, a Cremona, sede del reggimento, si è celebrato il compleanno iniziato il giorno prima con la deposizione di una corona in onore ai caduti presso il monumento dell’Arma del Genio che sorge nel cimitero comunale. A seguire, nell’Auditorium del Politecnico di Milano, la fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri ha intrattenuto gli ospiti con un concerto. Questa mattina, 11 marzo, la cerimonia alla caserma Col di Lana.

Le commemorazioni hanno visto il reggimento celebrare la propria storia e le gloriose tradizioni al fianco dei cittadini cremonesi (il 10° è cittadino onorario dal 2004) e delle massime autorità civili e militari in una cerimonia che ha registrato anche la presenza del vice comandante per le Forze di combattimento, generale di Corpo d’armata Francesco Bruno e del comandante della 132ª brigata corazzata Ariete (in cui il 10° è inquadrato), il generale di brigata Domenico Leotta.

Numerosi i precedenti comandanti del reggimento, delle associazioni combattentistiche e d’arma e del personale che ha indossato il basco del 10°. Davanti alla tribuna d’onore sono sfilate le cinque compagnie, la bandiera di guerra (decorata di Croce di guerra al valor militare), tutti accompagnati dalla fanfara dei bersaglieri. La giornata ha registrato anche l’emissione di una cartolina commemorativa a l’inaugurazione di una mostra storica con documenti originali e divise dei primi anni del 10° reggimento Genio.

Il comandante Spampanato ha ricordato la nascita nel 1926 a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), quando i soldati vennero subito impegnati per prestare aiuto dopo un’alluvione. Il colonnello ha, poi, ripercorso la storia e le varie modifiche del reggimento. Nella Seconda guerra mondiale, i genieri si batterono nei Balcani e in Africa, partecipando anche alla battaglia di El Alamein (ricevettero una medaglia di bronzo e una d’argento).

Numerosi gli impegni fuori area degli ultimi anni in missioni Nato e di peacekeeping: Iraq, Kosovo, Afghanistan, Libano. Attualmente i guastatori “cremonesi” partecipano alle esercitazioni Nato in Bulgaria e Lettonia, mentre sono impegnati anche nelle operazioni strade sicure e negli interventi nelle emergenze in Italia, come alluvioni o terremoti.

Ma i genieri non dimenticano la preparazione. E lo scorso ottobre, i guastatori hanno partecipato a un’esercitazione per l’addestramento fluviale lungo il canale navigabile Milano-Cremona-Po, utilizzando i natanti per lo sbarco e altri interventi operativi.
Spampanato non ha dimenticato anche chi è caduto in servizio, tra cui il maggiore Stefano Rugge, scomparso in Macedonia del Nord a causa di una mina nel 2002. L’ufficiale è ricordato con una stele nella caserma.

Il generale Leotta si è detto «emozionato dal racconto del comandante del 10°. Ho rivisto la storia patria, di un popolo che ha saputo superare tutti gli ostacoli. La situazione geopolitica di oggi, ci trova pronti a fronteggiare qualsiasi scenario, al passo con i tempi, con la tecnologia e con la formazione. Siamo pronti a sostenere il Paese che ci ama, per le nostre competenze e per il nostro spirito di sacrificio».

Al termine, il reggimento ha visto sfilare gli “strumenti di lavoro” dei genieri: un Vtlm Lince in configurazione ambulanza, un Tcm 400 (autogru), il Veicolo tattico medio multiruolo (Vtmm) “Orso”, un mezzo protetto per il trasporto truppe e anche per gli interventi degli artificieri grazie ai sensori che individuano gli ordigni improvvisati (Ied), un camion per il trasporto di grandi escavatori e macchine movimento terra.

Una giornata che ha sottolineato il senso di identità e unione tra i guastatori sempre pronti a mettersi in gioco con determinazione, come d’altra parte recita il loro motto: “Al mio valor l’aspro cimento è sprone”.
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