Esercito: Il COCER in Commissione Difesa per dibattere sull’Operazione Strade Sicure

Roma. La Commissione Difesa della Camera ha svolto questo pomeriggio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell’operazione “Strade Sicure”, l’audizione dei rappresentanti del COCER Sezione Esercito.

L’audizione ha voluto accendere i riflettori su un tema spinoso e complesso per il quale i membri del COCER Esercito, soprattutto negli ultimi tempi, sono più volte intervenuti in maniera chiara e decisa. L’Operazione Strade Sicure, secondo quanto esplicitato in maniera puntuale e precisa nel corso della relazione approvata all’unanimità dal Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Esercito e tenuta dal Presidente del COCER Generale di Brigata Francesco Maria Ceravolo, vede a oggi impiegati 7 mila e 500 militari dell’Esercito Italiano per turno semestrale e dunque 15 mila soldati all’anno. Numeri, questi, cui vanno aggiunti 7 mila unità in approntamento per un totale circa di 22 mila unità.

Il Gen Ceravolo durante l’esposizione dela relazione nel corso dell’audizione in Commissione Difesa

Un impegno non indifferente che di fatto sottrae un cospicuo numero di militari alla natura stessa della loro professione e dei compiti istituzionali a essi connessi ossia, in primis, l’addestramento per lo specifico impiego in operazioni internazionali.

Gli impegni internazionali, infatti, ha sottolineato ancora il Generale Ceravolo durante la relazione del Consiglio Centrale di Rappresentanza, “assunti dal Governo con l’avvallo del Parlamento in ambito ONU – NATO devono essere onorati anzitutto con l’approntamento di contingenti con elevatissimi standard operativi per far fronte a ogni tipo di minaccia”.

Ma non solo. La peculiarità del servizio richiede un sacrificio tangibile da parte dei singoli militari costretti a vivere in condizioni di estremo disagio e a essere sottratti alle loro famiglie senza che tutto ciò sia riconosciuto neanche in termini economici.

Nel corso dell’intervento il COCER Esercito pienamente consapevole dell’importanza dell’Operazione Sicure che su mandato del Parlamento garantisce al Paese una cornice di sicurezza per i cittadini italiani, ha posto tuttavia in maniera precisa e puntuale all’attenzione degli onorevoli componenti della Commissione Difesa, le “annose problematiche legate all’impiego del personale nell’Operazione Strade Sicure”.

Diverse sono le criticità che tale operazione, iniziata nel 2008, presenta, che non possono più in alcun modo, a seguito di attente disamine, essere sottaciute e che necessitano soprattutto di tempestive risoluzioni. “Strade Sicure – hanno sottolineato nel corso dell’intervento i rappresentanti del COCER Esercito – iniziata come attività con natura di straordinarietà, è oggi di fatto un’operazione strutturata e continuativa che svilisce la professionalità del militare a ruolo di vigilante”

Il COCER Esercito ha chiesto dunque una risoluzione urgente ai problemi legati all’Operazione Strade Sicure  che sono tanti ed evidenti e tangibili.

Dopo il periodo di naturale approntamento all’impiego le unità operative vengono “impiegate con un mandato di sei mesi sul territorio nazionale in località distanti centinaia di chilometri dalla sede di servizio. Conseguentemente il personale viene alloggiato in caserme che, nonostante l’impegno della Forza Armata alla sistemazione con i pochi fondi a disposizione, non sempre riescono ad accogliere in maniera adeguata i militari “ospitati” in camerate da 10/20 posti con bagni in comune che non consentono un adeguato standard qualitativo di vita né per il recupero psicofisico né tanto meno con spazi utilizzabili nelle ore libere dal servizio”.

E non è tutto. Il Generale Ceravolo, comandante di uomini in Italia e all’Estero, che si è fatto portavoce di tutti gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano impiegati nell’Operazione Strade Sicure e da lui ascoltami puntualmente e attentamente, a queste criticità ha sottolineato ancora si aggiungono “quelle legate all’espletamento dei vari turni di lavoro che il personale è chiamato a svolgere su ogni sito a cui si annettono i lunghi tempi di percorrenza, soprattutto nelle grandi città per raggiungere i luoghi di servizio più l’adempimento di tutte le procedure tecnico-militari”

Tutto ciò comporta dunque l’accumulo di ore e ore di straordinario non retribuito e che spesso non può essere neanche recuperato a causa di concomitanti impegni operativi.

Un momento dell’audizione

“In sintesi – hanno concluso i rappresentanti del COCER Esercito a termine di una partecipata audizione cui con estrema attenzione e consapevolezza hanno preso parte i membri della la Commissione Difesa – poiché di fatto  Strade Sicure rappresenta un’operazione militare nel senso stretto del termine sarebbe opportuno anzitutto rivedere l’impiego delle unità militari dell’Esercito che dovrebbero svolgere compiti più attinenti alla loro specificità come a esempio attività mobili di pattugliamento del territorio, come già richiesto dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito o pronto impiego in caso di attacco terroristico”

A conclusione dell’audizione e prima del partecipato dibattito con i componenti della Commissione Difesa, il COCER Esercito ha chiesto ai componenti della Commissione Difesa per risolvere l’annoso problema dell’Operazione Strade Sicure “di poter disporre di adeguati stanziamenti al fine di pagare le ore di lavoro straordinarie eccedenti per evitare le centinaia di ore di recupero accumulate e inesigibili da parte del personale, nonché uno stanziamento straordinario spendibile in tempi brevi e con procedura d’urgenza per portare a standard abitativi adeguati gli alloggi destinati al personale impiegato nell’Operazione Strade Sicure”.

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