Esercito, la Scuola di Commissariato di Maddaloni in addestramento nel Sannio. Parla il comandante Generale Francesco Riccardi: “Il nostro personale si è esercitato in caso di impiego per le calamità naturali”

Sant’Agata dei Goti (Benevento). Sei giorni di esercitazione nell’area del campo sportivo di Sant’Agata dei Goti (Benevento) per il personale della Scuola di Commissariato dell’Esercito (SCUCOMM) di Maddaloni (Caserta).

Il campo dove si sono svolte le attività addestrative

Un centinaio di uomini, al comando del Generale di Brigata, Francesco Riccardi, comandante della Scuola hanno dispiegato sul terreno i mezzi del Battaglione Mezzi Mobili Campali per questa attività addestrativa denominata “SCUCOMM 2019”.

Molto importante è stata la partecipazione di circa 700 studenti delle scuole medie e delle superiori della cittadina sannita.

I ragazzi e le ragazze hanno realizzato alcuni disegni relativi all’Esercito e hanno scritto anche frasi contenenti parole di apprezzamento verso la Forza Armata.

I disegni degli studenti

Il Battaglione Mezzi Mobili e Campali è dotato di un potabilizzatore, di gruppi elettrogeni da 300 KWh (utile nelle zone sprovviste di energia elettrica) di supporto all’attività elettrica e logistica del Battaglione, WC shelterizzati UOEO2 fino a 10 cabine, docce shelterizzate UEO2 fino a 10 cabine, cucina shelterizzata da 500 porzioni su due container ISO1C, frigo shelterizzato bicella ISO1C, shelter panificio UEO2 (con sistema di sollevamento oleodinamico con centralina elettrica e comando a distanza) della capacità da 40 chili l’ora (composto da forno elettrico, impastatrice, spezzatrice, formatrice, cella di lievitazione.

Due operatori della Scuola di Maddaloni

Report Difesa ha intervistato il comandante della Scuola.

L’intervista con il Generale Francesco Riccardi

Generale Riccardi, che tipo di esercitazione è stata?

E’ stata un’esercitazione dove abbiamo addestrato il nostro personale, segnatamente un modulo a livello di compagnia, a schierarsi con assetti pienamente efficienti per un’esigenza in caso di un evento calamitoso.

Praticamente cosa è stato fatto?

Abbiamo ricostituito un modulo real life dove il nostro personale ha vissuto, dormendo e consumando i pasti. Oltre a un modulo schierato a scopo dimostrativo che, nel caso di una calamità naturale, servirà ad ospitare la popolazione civile sfollata.

Quanto impiega l’Esercito ad attivarsi in caso di un evento calamitoso?

Immediatamente. Appena ci viene comunicata l’emergenza. Gli assetti partono scaglionati, di singolo modulo, per cui abbiamo unità pronte in pochissimo tempo e delle altre vanno a supportarle e si schierano in poche ore sul posto.

I ragazzi delle scuole di Sant’Agata dei Goti hanno partecipato all’esercitazione. Cosa hanno imparato in più?

Secondo me sì. Hanno visto quali possono essere le reali difficoltà per un soldato a schierarsi e a supportare la popolazione civile.

Il primo passo per un militare è quello di superare le difficoltà di adattamento di fronte ad una situazione estremamente critica e poi bisogna essere semper esercitati per aiutare gli altri.

Agli studenti avete proiettato anche un video dal titolo “Chi è un soldato”. Queste immagini cosa rappresentano?

Rappresentano tutti gli aspetti della nostra militarità. Illustra gli aspetti principali dell’essere un soldato, oggi.

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