Esercito, la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma un Centro d’eccellenza della Forza Armata

Cesano di Roma (Roma). Dalla Scuola di Fanteria sono passati e passano tutti i volontari, i sottufficiali, gli ufficiali, i cadetti dell’Accademia di Modena per formarsi in questa Arma, storia dell’Esercito italiano.

Lo schieramento, dopo l’uscita da un elicottero CH, pronto per l’infiltrazione

Con il trascorrere degli anni gli obiettivi addestrativi evolsero seguendo il progresso della tecnologia, l’aggiornamento della dottrina, i nuovi organici delle unità e delle diverse categorie di appartenenza dei frequentatori dei corsi.

Dopo la II Guerra mondiale, la Scuola fu ricostituita il 1° marzo 1945 a Cesano di Roma con parte dei Reggimenti del Gruppo di Combattimento “Piceno”.

Nel 1984 assunse il nome di Scuola di Fanteria e Cavalleria. Ma nel 1993, con la ricostituzione della Scuola di Cavalleria a Montelibretti (Roma) perse questa denominazione per riassumere quella tradizionale di Scuola di Fanteria.

Nella Scuola è custodita la Bandiera di Guerra dell’Arma di Fanteria, decorata di due Ordini Militari d’Italia, assegnati per i meriti acquisiti nel 1915-1918 e nella guerra Italo Etiopica 1935-1936, una Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito per il comportamento delle sue unità nelle operazioni all’estero (1992 – 2008), una Medaglia d’Oro al Valor Civile, concessa per l’intervento a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione in Val Padana nel 1994.

Il comandate della Scuola, attualmente, è il generale di Brigata, Massimo Mingiardi. Ha un proprio Stato Maggiore, da cui dipendono il Reggimento addestrativo, su tre battaglioni ed il Centro di Addestramento Volontari.

L’attività della Scuola, quale Polo della Fanteria Italiana, è principalmente indirizzata alla formazione e alla specializzazione degli allievi ufficiali, dei marescialli e degli allievi sergenti ed alla qualificazione e all’aggiornamento e specializzazione di ufficiali, sottufficiali e volontari in servizio permanente ed in ferma prefissata.

Vengono tenuti corsi per tiratore scelto, istruttore pattugliatore scelto e pattugliatore scelto, corsi basici di tiro operativo e per istruttori di tiro operativo, per il riconoscimento di mezzi materiali, per il combattimento nei centri abitati che servono a completare, integrare le capacità dei militari di ogni grado ed Arma o Specialità dell’Esercito.

L’addestramento dei fanti

Nella Scuola, dove annualmente è ospitato un migliaio di corsisti, vengono poi fatte apposite sessioni addestrative per le Forze di Polizia e dell’Arma dei Carabinieri.

Vengono tenuti anche corsi di lingua italiana per personale militare straniero destinato ad operare in Italia.

IL REPORTAGE

Partendo da questa grande storia, abbiamo visitato la Scuola dove ha abbiamo assistito ad una serie di attività addestrative.

Come quella che interessa gli allievi sergenti, impegnati in alcune lezioni di nuoto operativo. Queste lezioni partono dal modulo K (basico) per poi svilupparsi.

L’addestramento al nuovo operativo per gli allievi sergenti

Gli allievi, in piscina, hanno simulato l’infiltrazione di unità da un corso d’acqua. In questo modo si addestrano su come, una volta a riva, devono mettere in sicurezza un’area (20 metri nella realtà). Si muovono in acqua, indossando uno zaino stagno di 10 chili, l’armamento individuale, trasportando il materiale che può servire all’azione.

Un altro momento dell’addestramento al nuoto operativo

Questo tipo di formazione è molto importante per un fante che trovandosi di fronte ad un corso d’acqua lo debba superare per proseguire l’avanzata.

Come detto la Scuola di Cesano cura anche la formazione dei marescialli. Qui il personale si specializza, in sei mesi di corso, nel comando di un plotone di fanteria, oltre a ricevere l’abilitazione al combattimento nei centri abitati, al controllo della folla, alle attività controcarri.

Report Difesa ha assistito ad un’esercitazione dove era impiegato un plotone per la gestione di un posto di controllo. La simulazione teneva contro di un teatro operativo di media intensità di pericolo. Il comandante del plotone, coadiuvato da un militare, era addetto alla perquisizione dei mezzi, mentre gli altri operatori garantivano una copertura a 360 gradi.

Dai marescialli ai futuri ufficiali dell’Accademia di Modena. In questi giorni i cadetti  – due compagnie dell’Esercito ed una dei Carabinieri – del secondo anno del 197° corso Tenacia hanno partecipato al corso per pattugliatore scelto.

Allievi dell’Accademia di Modena del 197° corso Tenacia a bordo di un elicottero CH in volo

Abbiamo seguito le attività di infiltrazione in montagna a bordo di un elicottero CH e dal mare a bordo di gommoni dei Lagunari.

Gli allievi si sono scelti il proprio capo pattuglia, il vice e tutta la linea di comando. Ogni dispositivo era sempre in contatto con la Direzione dell’Esercitazione.

Un elicottero CH

L’attività pianificata prevedeva un’infiltrazione, un colpo di mano con la cattura di “elementi ostili” nascosti in un edificio. Nella contro interdizione sono stati impegnati i sottotenenti della Scuola di Applicazione di Torino.

L’attività si è conclusa con l’esfiltrazione dal teatro a bordo di elicottero, fatto trovare in un punto stabilito ad una certa ora.

Allievi dell’Accademia di Modena ‘del 197° Corso Tenacia in esercitazione

I cadetti, in questa attività, sono stati valutati (in ventesimi) sia singolarmente che come team dal Dipartimento di Ardimento e Topografia della Scuola di Fanteria che dipende dal Centro per l’Addestramento al Combattimento della stessa Scuola.

La valutazione finale ha tenuto conto di una serie di parametri, ritenuti importanti per il futuro ufficiale.

I cadetti, dopo questo corso, andranno in licenza e, dopo avere ricevuto l’agognata stella di sottotenente, si trasferiranno a Torino presso la Scuola di Applicazione per continuare l’iter formativo.

 

Autore