European Defence Agency: pubblicato il Report 2020. Rafforzata la cooperazione tra gli Stati membri per una strategia di sicurezza comune

Di Assunta Romano*

Bruxelles. È stato pubblicato, nei giorni scorsi, il Report 2020 dell’EDA (European Defence Agency) l’Agenzia Europea per la Difesa dell’Unione Europea.

E’ stata istituita il 12 luglio 2004 dal Consiglio dei ministri europei con lo scopo di supportare i Paesi membri nella politica estera e nelle strategie di sicurezza comune.

Pubblicato il Report 2020 dell’EDA (European Defence Agency)

In uno scenario europeo dove emerge una frammentazione delle strategie di difesa, uno dei compiti principali dell’EDA nel 2020 è stato quello di definire e promuovere una cooperazione tra gli Stati membri  per una comune  strategia  coerente con le politiche comunitarie.

Con questo scopo è stata istituita nel 2019 la CARD (Coordinated Annual Review on Defence) di cui l’EDA è capofila, con lo scopo di valutare le strategie militari dei Paesi membri e promuovere opportunità di cooperazione.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, e con un budget  a disposizione per il 2020 di 106,52 milioni di euro, l’Agenzia ha continuato a fornire ai partner europei supporto nelle attività di pianificazione, formazione, Information Tecnology e ricerca con l’utilizzo di tecnologie innovative che rivoluzioneranno il settore della Difesa negli anni a venire.

Oltre a fornire assistenza per la realizzazione  di 5 progetti PESCO (Permanent Structured Cooperation): the CBRN Surveillance as a Service (CBRN SaaS) coordinato dall’Austria, il Deployable Modular Underwater Intervention Capability Package (DIVEPACK) coordinato dalla Bulgaria, l’European Secure Software Defined Radio (ESSOR) diretto dalla Francia.

Ed ancora: l’European Patrol Corvette (EPC) guidato dall’Italia ed infine il progetto Materials and Components for technological EU competitiveness (MAC-EU) coordinato dalla Francia.

Contributo significativo viene dato dall’EDA anche alle missioni ed operazioni  di peace keeping della Common Security and Defence Policy (CSDP) nel campo delle comunicazioni satellitari, informazioni geospaziali o operazioni di evacuazioni sanitarie tramite trasporto aereo (AIR MEDEVAC), o di pattugliamento marittimo.

Nell’ambito del progetto MMF (Multinational Multirole Tanker and Transport Fleet), sono stati consegnati nel 2020 i primi due aerei multiruolo da trasporto militare e rifornimento in volo  (MRTT) presso la base operativa della flotta situata a Eindhoven, portando a 9 il numero di Airbus A330 MRTT.

Un Airbus A330 MRTT

Questo tipo di aereo consentirà agli Stati che finora partecipano al programma – Paesi Bassi, Germania, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Norvegia – di effettuare una serie di operazioni, dal trasporto strategico, al rifornimento in volo ed evacuazione sanitaria.

Nel novembre 2020 è stata lanciata la terza fase del progetto di reti MARSUR, a cui partecipano tutti gli stati costieri dell’UE  e l’European Union Satellite Centre (EU SatCen).

La sede dell’European Union Satellite Centre

Il programma prevede il rafforzamento dei sistemi di interoperatibilità con altri sistemi di sicurezza marittima per lo scambio di informazioni top secret, in particolare nell’ambito delle missioni in mare.

Particolare importanza rivestono a questo proposito le attività di formazione del personale della Marina Militare italiana e delle Forze dell’Ordine realizzate in collaborazione con FRONTEX e la Marina Militare portoghese.

Un’agente tedesco di Frontex

Nell’ambito del  programma europeo “Single European Sky (SES)” il cui obiettivo finale è quello di operare un controllo del traffico aereo basato su modelli di volo che portino a maggiore sicurezza, efficienza e capacità, sarà pari a 11 miliardi di euro il budget previsto dall EDA per l’adeguamento  delle tecnologie militari al SES per il periodo 2020- 2050, di cui circa 9 miliardi di euro da investire entro il 2035.

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