Guardia di Finanza: residenza a Monaco ma con ricavi in Italia nascosti al Fisco, smascherato un evasore totale

Di Luigi Magliulo

GENOVA. Ammonta a circa 800.000 euro il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro – anche per equivalente – che il GIP del Tribunale di Genova ha emesso nei confronti di un professionista indiziato dei reati di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, occultamento di documenti contabili, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Il GIP ha ordinato il sequestro di sette beni immobili costituiti da 3 abitazioni, 2 box auto e 2 magazzini tra la Liguria e la Sardegna (valore complessivo stimato di circa 800.000 euro circa) corrispondente al profitto dei reati ipotizzati.

Pattuglia della GDF impegnata nel controllo economico del territorio

La vicenda è venuta alla luce grazie a un’indagine condotta dai finanzieri del locale Comando provinciale – Nucleo operativo metropolitano, i quali hanno valorizzato, sotto il punto di vista investigativo, uno specifico “alert” sul professionista in questione; segnale che ha indotto i militari ad effettuare un riscontro tra i dati e le posizioni fiscali dei cittadini italiani dichiarati come residenti all’estero, e le evidenze risultanti dai controlli economici del territorio.

Da questa attività è così emerso che il professionista, pur essendo formalmente trasferitosi in territorio estero, esercitava la propria professione – in modo continuativo – in diverse città italiane.

I finanzieri hanno così avviato una più ampia indagine gli ha permesso di accertare come l’asserita residenza del soggetto nel Principato di Monaco, fosse stata evidentemente creata per sfuggire alle pretese del Fisco italiano attraverso il noto meccanismo della cosiddetta “esterovestizione”.

Secondo quanto esposto dagli investigatori all’autorità giudiziaria inquirente, il sistema evasivo messo in atto dall’indagato si fondava sulla sistematica omissione di qualsiasi adempimento fiscale, ciò a fronte delle prestazioni d’opera (nello specifico sanitarie) che il professionista medesimo effettuava nelle provincie di Genova, Imperia, Milano e Roma, a seguito delle quali veniva pagato – in contanti – con somme di circa 200 euro a seduta, ovviamente senza rilasciare alcun documento fiscale.

Militari della GDF genovese impegnati nell’indagine

Il denaro incassato veniva poi accantonato in un trust finanziario situato nel Genovese di cui lo stesso risultava beneficiario, per poi trasferire il tutto sui propri conti correnti accesi presso istituti di credito italiani e monegaschi, con una parte che finiva anche su conti di società con sedi nel Principato di Monaco ed allo stesso soggetto riconducibili.

Secondo gli investigatori economico-finanziari della GDF genovese lo stesso professionista, tra gli anni 2018 – 2023, ha avuto un volume d’affari stimato in almeno un milione e 300.000 euro, cifra alla quale gli investigatori sono giunti al termine di non semplici indagini finanziarie, peraltro rese possibili dai canali di cooperazione internazionale che, proprio in materia fiscale, sono attivi tra Italia e Principato di Monaco.

Da rilevare altresì come nell’ambito delle medesime indagini sia venuta alla luce anche la vendita di un immobile di proprietà, la cui parte dei ricavi ha consento all’indagato di acquistare una società emiratina mentre il restante introito è stato destinato all’acquisizione d’un appartamento di pregio nei dintorni di Dubai beach (UAE).

A margine della vicenda va comunque precisato che il procedimento penale che ne è scaturito si trova ancora nella sua fase preliminare, pertanto l’indagato va ritenuto presunto innocente fino ad eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

 

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