ROMA. Il Consiglio di Amministrazione di Fincantieri S.p.A. riunitosi ieri sotto la presidenza del Generale Claudio Graziano, ha approvato il progetto di Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2023 e il Bilancio consolidato al 31 dicembre 2023 , nonché la Dichiarazione non Finanziaria al 31 dicembre 2023.
“Nel primo anno del nuovo Piano Industriale – ha spiegato Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri – abbiamo costruito e concretizzato un significativo aumento della redditività: l’EBITDA è cresciuto dell’80% rispetto al 2022 fino a sfiorare quota 400 milioni di euro. L’EBITDA margin è salito al 5,2% dal 3,0% dello scorso anno. La generazione di cassa è stata superiore alle aspettative comportando un miglioramento della posizione finanziaria netta”.

Questi risultati sono frutto della disciplina finanziaria e della solida performance operativa dello Shipbuilding militare e civile e di una forte ripresa dell’attività commerciale del settore Offshore e Navi speciali.
Proprio il segmento Offshore ha segnato un’accelerazione a dicembre dei nuovi ordini.
“Complessivamente – ha aggiunto – nel 2023 ne abbiamo acquisiti per 6,6 miliardi, a fronte di 5,3 miliardi nel 2022. Ringrazio per questi risultati tutte le persone di Fincantieri che hanno consegnato nell’anno 26 navi nonostante l’uscita da un periodo di congestione industriale oltre a promuovere con professionalità e determinazione gli obiettivi strategici del nuovo piano industriale”.
Sempre lo scorso anno sono stati raggiunti “incoraggianti risultati strategici nelle nuove motorizzazioni ad LNG, metanolo ed idrogeno, nelle piattaforme dati proprietarie per digital twin, sistemi di simulazione e manutenzioni predittive, nelle prime applicazioni di intelligenza artificiale e guida remotizzata, nella automazione e digitalizzazione dei cantieri che attirino di nuovo gli italiani nella industria pesante e, infine, nell’underwater che rappresenta la nuova frontiera in cui vogliamo guidare sempre più l’industria ed il Paese”.
“La guidance 2024 – ha concluso Folgiero – vede ricavi pari a circa 8 miliardi di euro, in crescita del 4,5% rispettando i target del Piano industriale presentato nel maggio 2023, un EBITDA margin intorno al 6%, in continua crescita in coerenza con i target del Piano ed una PFN che accelera il deleveraging rispetto agli obiettivi iniziali”.
I DATI
Al termine di un 2023 caratterizzato dall’avvio del nuovo Piano Industriale 2023-2027 il Gruppo registra un netto aumento della redditività, con un EBITDA a euro 397 milioni (+80% rispetto al 2022) e un EBITDA margin al 5,2% (3,0% nel 2022), e chiude il 2023 dimezzando il rapporto Posizione finanziaria netta/EBITDA (5,7x rispetto a 11,5x nel 2022) e generando euro 201 milioni di cassa.
Tali risultati sono stati realizzati grazie alla solida performance del settore Shipbuilding, alla stabilizzazione della marginalità nel segmento delle Infrastrutture e ad una forte ripresa dell’attività commerciale del settore Offshore e Navi speciali.
Tale incremento ha permesso al Gruppo di registrare un EBIT positivo pari a euro 162 milioni nel 2023, in deciso recupero sul 2022 (negativo per euro 10 milioni).
L’indebitamento finanziario netto, pari a euro 2.271 milioni al 31 dicembre 2023, è in significativo miglioramento del 10,3% rispetto a fine 2022 (euro 2.531 milioni), grazie a una forte attenzione alla gestione finanziaria e alle dinamiche del capitale circolante.
Tale dinamica, unita alla contestuale crescita del margine operativo, ha prodotto un’accelerazione del percorso di deleveraging previsto dal Piano Industriale, portando il Rapporto di indebitamento (Posizione Finanziaria netta/EBITDA) a 5,7x, ben al di sotto del target 2023 (7,0-7,5x).
Inoltre, grazie a un’oculata gestione operativa, capace di generare euro 637 milioni di flussi di cassa nel corso dell’anno (negativi per euro 58 milioni nel 2022), il flusso monetario netto a fine 2023 è risultato positivo per euro 201 milioni (negativo per euro 672 milioni nel 2022).
In crescita, infine, anche i ricavi, pari a euro 7.651 milioni al 31 dicembre 2023 (+2,8% rispetto al 2022), con un risultato d’esercizio adjusted sostanzialmente in pareggio (negativo per euro 7 milioni).
Per quanto riguarda l’andamento operativo, il Gruppo dispone a fine 2023 di un backlog pari a circa euro 23,1 miliardi, composto da 85 navi in consegna entro il 2030.
I nuovi ordini acquisiti nel 2023 si attestano a euro 6,6 miliardi, in aumento del 23,9% rispetto al 2022 (euro 5,3 miliardi), con un forte contributo del business della Difesa e del Offshore, quest’ultimo caratterizzato da una domanda in accelerazione nel mese di dicembre, e un book to bill pari a 0,9.
Opportunità e sviluppi strategici
Fincantieri è pronta a sfruttare le opportunità nell’Underwater.
L’adesione al progetto del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea pone il Gruppo al centro dei programmi di sviluppo della filiera dell’Underwater, con opportunità di business estremamente promettenti, anche grazie alla capacità dell’azienda di guidare un’efficace integrazione tra l’industria della Difesa e quella civile.
Per quanto riguarda le iniziative già intraprese nel 2023, prosegue il programma Near Future Submarine della Marina Militare, in cui Fincantieri svolge il ruolo di prime contractor e design authority, con l’esercizio dell’opzione del terzo sottomarino di nuova generazione U212NFS.
Il Gruppo ha inoltre siglato un Memorandum of Understanding (MoU) con Leonardo, per la definizione di iniziative legate a sistemi di protezione delle infrastrutture critiche sottomarine, e con C.A.B.I. Cattaneo, azienda leader nella progettazione, sviluppo e fornitura di mezzi subacquei per le Forze Speciali della Marina Militare.
In ambito civile, il Gruppo ha siglato un MoU con WSense, azienda deep tech specializzata in sistemi di monitoraggio e comunicazione subacquei, e finalizzato l’accordo per l’acquisizione, dalla significativa rilevanza strategica, di Remazel, leader globale nella progettazione e fornitura di top side equipment ad alta complessità per mezzi sottomarini.
Per il 2024 è stato firmato, il mese scorso, un term sheet per la creazione di una joint venture (JV) con EDGE, uno dei principali gruppi mondiali di tecnologia avanzata e Difesa, per cogliere le opportunità della cantieristica navale a livello globale, con un focus sulla produzione di una vasta gamma di navi militari e un business con base negli Emirati Arabi Uniti dal valore stimato di 30 miliardi di euro. Il Gruppo ha infine perfezionato l’acquisizione di Remazel, che sarà consolidata nel corso del primo trimestre 2024.
Una crescita industriale è sostenibile grazie al suo know-how.
Il Gruppo continua a consolidarsi come leader nella transizione green in ambito marittimo, rinforzando la sua presenza nel comparto Offshore e perseguendo l’obiettivo di costruire una nave a zero emissioni in porto nel 2035.
In questo quadro si inserisce anche il green construction loan sottoscritto con Intesa Sanpaolo per un importo di euro 415 milioni, volto a coprire le esigenze finanziarie legate alla costruzione della prima delle due navi da crociera dual-fuel (Liquid Natural Gas e Marine Gas Oil) per TUI Cruises.
L’unità contribuirà in modo sostanziale all’obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico, grazie alle sue basse emissioni di carbonio.
Fincantieri ha inoltre sottoscritto un finanziamento “sustainability linked” a medio-lungo termine, per un importo di 800 milioni di euro e durata di 5 anni, supportato al 70% da garanzia SACE, legato al conseguimento degli obiettivi del Piano di Sostenibilità.
Per gli investimenti in tecnologia e digitale continua il processo di potenziamento degli asset e degli standard tecnologici del Gruppo, essenziale per conquistare segmenti di mercato ad alto valore aggiunto, coniugando il percorso intrapreso di aumento dei margini e ottimizzazione dei costi con il costante miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.
Si segnalano a tal proposito, nel corso del 2023, la presentazione del Mobile Robot For Welding, prima soluzione mobile robotizzata per la costruzione navale, frutto della collaborazione avviata con Comau, e l’avvio della collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia in tema di sviluppo di soluzioni hi-tech, per il miglioramento dei livelli di sicurezza sul lavoro e l’efficientamento dei processi produttivi.
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