Golfo: la situazione sfugge di mano. Gli iraniani lanciano attacchi mentre gli USA distruggono sei barchini della flotta di Teheran. Il rischio di una nuova escalation è sempre più elevato

Di Fabrizio Scarinci

WASHINGTON/TEHERAN. Nel Golfo il rischio di una nuova escalation si fa sempre più concreto.

Nella giornata di oggi, infatti, a seguito della decisione della Casa Bianca di dare il via al “Project Freedom”, ossia un piano di carattere difensivo (anche se le sue modalità di attuazione non sembrerebbero essere poi così chiare) finalizzato “supportare” le navi mercantili intenzionate a transitare nello Stretto di Hormuz, la situazione è nuovamente tornata a deteriorarsi.

Assetti militari statunitensi

Le autorità iraniane, che avevano immediatamente chiarito come qualsiasi forza militare straniera intenta ad avvicinarsi allo Stretto sarebbe stata attaccata, sono, infatti, passate all’azione.

Per il momento, si ha notizia di attacchi con missili e droni ai danni degli Emirati Arabi Uniti, dove, tra le altre cose, sarebbe stato bersagliato il terminale dell’oleodotto che consente ad Abu Dhabi di aggirare il blocco di Hormuz, e dell’Oman, dove sarebbe stato colpito un edificio residenziale nell’area dello Stretto.

Il porto emiratino di Fujairah dopo l’attacco iraniano – Credit – Lion Udler

Inoltre, le autorità della Corea del Sud hanno reso noto come una dello loro navi presenti in zona sarebbe in fiamme a seguito di un’esplosione, mentre quelle iraniane avrebbero dichiarato di aver colpito con due missili una non meglio specificata “nave da guerra” statunitense nei pressi di Bandar-e Jask; cosa che Washington avrebbe, però, smentito immediatamente, rendendo, tra l’altro, noto di aver portato a termine con successo la distruzione di sei barchini della flotta di Teheran.

Per quanto riguarda, invece, il Presidente statunitense Donald Trump, egli ha nuovamente ricordato che se non si arrivasse ad un’intesa la guerra non potrebbe che riprendere, ribadendo che, nel caso in cui le navi americane subissero un attacco, l’Iran verrebbe “spazzato via”.

Naturalmente, alla luce di tali dichiarazioni, nonché di molte delle informazioni circolate nel corso delle ultime ore, è, senz’altro, lecito ritenere che, già nel corso delle notte, l’attuale crisi possa nuovamente sfociare, da ambo le parti, nella conduzione di operazioni ad elevata intensità.

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