Di Benedetta La Corte
LONDRA. Stella Rimington è passata alla storia come la prima donna a ricoprire il ruolo di Direttrice Generale del MI5, il Servizio di Sicurezza del Regno Unito.

Nominata nel 1992, ha mantenuto l’incarico fino al 1996, distinguendosi per il contributo decisivo nella lotta contro il terrorismo dell’IRA (Esercito Repubblicano Irlandese).
Nata a Londra nel 1935, all’età di 30 anni si trasferì per un breve periodo a Nuova Delhi insieme al marito.
Al termine del soggiorno in India, nel 1968 fece ritorno nel Regno Unito e decise di candidarsi per una posizione permanente all’interno del MI5.
Da quel momento, la sua carriera all’interno dei Servizi Segreti fu rapida e significativa: arrivò a dirigere i tre principali Dipartimenti dell’Agenzia : controspionaggio, antiterrorismo e anti- sovversione.

Tuttavia, il suo percorso non fu semplice.
L’ambiente dei Servizi Segreti era fortemente dominato dagli uomini, e in una fase iniziale si trovò addirittura a lavorare come assistente di un neolaureato ventitreenne, privo della sua esperienza e competenza.
Rimington colse presto le disparità di genere presenti nel MI5 e, durante un incontro annuale con il capo del personale, sollevò apertamente la questione chiedendo perché le donne non potessero accedere ai ruoli operativi.
La sua determinazione portò presto alla sua promozione come agente effettivo, segnando una svolta storica per la parità di genere all’interno dei Servizi.
Grazie al suo impegno e alla sua tenacia, contribuì a rompere la tradizione che vedeva solo uomini ricoprire incarichi di rilievo nei Servizi.
Fino ad allora, infatti, il reclutamento favoriva esclusivamente candidati maschi, subito assunti come “Officers”, mentre le donne venivano spesso relegate a posizioni secondarie come “Assistant officers”, escluse dalle operazioni sul campo o dalle attività di intelligence.
Nel suo libro autobiografico Open Secret: The Autobiography of the Former Director-General of MI5 (2001), Rimington racconta come, agli esordi, le donne nel MI5 fossero spesso considerate poco più che “segretarie di alto livello”. Parte del suo addestramento si svolse all’interno dell’archivio, un reparto interamente femminile.
Proprio quell’esperienza la spinse a promuovere una maggiore trasparenza all’interno del Servizio: una volta diventata direttrice, avviò un programma di pubblicazione dei documenti storici del MI5 presso gli Archivi Nazionali.
Oltre alla carriera istituzionale, Stella Rimington si è anche affermata come scrittrice. Ha pubblicato diversi romanzi di spionaggio, molti dei quali ispirati alla sua esperienza nei Servizi. Protagonista delle sue opere è Liz Carlyle, un’agente dei servizi segreti britannici.
Il primo romanzo della serie, At Risk (2004), vede la protagonista impegnata a sventare un attentato terroristico da parte di un “invisibile”, termine utilizzato dal MI5 per indicare un terrorista in possesso di passaporto britannico.

Il romanzo si rivelò profetico: l’anno successivo, nel luglio 2005, Londra fu colpita da una serie di attentati che paralizzarono il sistema dei trasporti.
Nell’attacco persero la vita 52 persone, tra cui l’italiana Benedetta Ciaccia, e circa 700 rimasero ferite. Anche se il commando sembrava agire in autonomia, Al Qaeda rivendicò gli attacchi.
I romanzi successivi di Rimington con Liz Carlyle protagonista sono:
- Secret Asset (2006)
- Illegal Action (2007)
- Present Danger (2009)
- Red Tide (2011)
- The Geneva Trap (2012)
- Close Call (2014)
- Breaking Cover (2016)
- The Moscow Sleepers (2018)
Con coraggio e determinazione, Stella Rimington ha lasciato un segno profondo nel mondo dell’intelligence britannica, aprendo la strada a una generazione di donne nei Servizi di Sicurezza.
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