Di Alessandro Margottini
CALTANISSETTA. Un drone per introdurre droga e cellulari all’interno del carcere di Caltanissetta, questo è quanto hanno scoperto i Finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) di Catania e quello di Caltanissetta, che nella circostanza hanno arrestato due soggetti di nazionalità italiana.

La vicenda è iniziata a venire alla luce nell’ambito di un dispositivo predisposto al contrasto dei traffici illeciti che avvengono lungo l’asse viario tra il capoluogo etneo e quello nisseno, durante il quale gli specialisti delle Fiamme Gialle hanno rilevato gli strani spostamenti di due soggetti sottoposti alle loro attenzioni.
Le indicazioni fornite da tale attività di monitoraggio hanno così condotto i finanzieri sin nelle vicinanze della casa circondariale di Caltanissetta, dove hanno rinvenuto uno zainetto appositamente adattato per essere “aviotrasportato” attraverso un drone.
Una volta aperto lo stesso zaino ha rivelato ai militari il suo inquietante contenuto, ovvero 10 telefoni cellulari di piccolissime dimensioni, 2 smartphone, 12 schede SIM e gli accessori necessari per la ricarica degli stessi, con inoltre 100 grammi di marijuana e 150 grammi di hashish.

Localizzata la posizione dei due soggetti precedentemente “attenzionati”, gli stessi Finanzieri hanno altresì provveduto alla perquisizione dell’autovettura sulla quale si trovavano, nella quale hanno difatti trovato una valigetta con all’interno un drone per uso professionale.
Sotto lo sterzo dell’auto i militari hanno inoltre scovato 5 mila euro in contanti, denaro che – dai successivi riscontri investigativi sortiti nella circostanza – erano il compenso pattuito con il pilota del drone affinché introducesse la “merce” nel carcere, eludendo con tale mezzo il personale penitenziario ed i sistemi di videosorveglianza con tutte le eventuali conseguenze del caso.
Il competente Giudice per le Indagini Preliminari, valutate le circostanze di tempo e di luogo in cui sono avvenuti i fatti, ha nel frattempo convalidato gli arresti dei due soggetti ritenuti implicati, disponendo per uno la custodia cautelare in carcere mentre per l’altro la detenzione domiciliare con braccialetto elettronico.
Ad entrambi i soggetti va comunque riconosciuta la presunzione d’innocenza costituzionalmente garantita, almeno fino a compiuto accertamento dei fatti seguito da eventuale sentenza di condanna definitiva che ne dichiari le rispettive responsabilità.
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