Di Alessandro Margottini
COMO. Formalmente nullatenente, ma con indosso un lussuosissimo orologio dal valore di diverse centinaia di migliaia di euro che cercava di introdurre in Italia senza però assolvere agli obblighi doganali, questo il riassunto di un’attività anti-contrabbando condotta dai Finanzieri del Comando provinciale di Como – Gruppo Ponte Chiasso, e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Sezione Operativa Territoriale di Chiasso.

Il rinvenimento del prezioso oggetto è avvenuto durante i normali controlli che Finanzieri e Doganieri stavano svolgendo a bordo di un treno Euro City – in entrata Stato – proveniente da Lugano (Svizzera), con destinazione Milano Centrale.
Il soggetto in questione era già stato notato dagli operatori mentre aveva cambiato posto per confondersi tra un gruppo di turisti, ma il tentativo è andato a vuoto visto che gli stessi operatori lo hanno comunque sottoposto a controllo.
La giacca del soggetto in questione presentava infatti un vistoso rigonfiamento, e nonostante il transitante avesse assicurato di non aver nulla da dichiarare ai fini doganali in quella stessa giacca, avvolto da un semplice fazzoletto di carta, è stato rinvenuto il Rolex in questione dotato di cassa e cinturino in oro, con 36 zaffiri sulla stessa cassa e 8 diamanti presenti all’interno del quadrante realizzato in madreperla.
L’uomo che lo deteneva non è stato in grado di giustificarne il possesso, ma oltre al Rolex gli uomini della GDF e dell’ADM gli hanno rinvenuto indosso oltre 6 mila euro in contanti, somma del tutto ingiustificata con lo status del transitante risultato essere disoccupato e nullatenente.

Considerata la situazione alquanto compromettente, il transitante ha così abbozzato una giustificazione riferendo che si trattava di un bene della propria famiglia, ma la garanzia riportante i dati dell’orologio che gli operatori doganali hanno rinvenuto nel suo bagaglio hanno invece svelato il luogo e la data della vendita (avvenuta nel 2019 a Parigi), nonché a chi la garanzia stessa fosse stata intestata (un cittadino cinese residente in Hong Kong).
A questo punto gli agenti, nella piena evidenza dei fatti, hanno provveduto al sequestro amministrativo dell’orologio, con riserva di determinarne l’esatto valore ed i relativi diritti evasi.
Ovviamente, trattandosi di un bene di così elevato valore e facilmente trasportabile, si è provveduto ad ulteriori accertamenti tramite il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso e la casa-madre che ha sede a Ginevra.
Il suddetto accertamento ha comunque escluso che l’orologio fosse stato oggetto di furto, mentre una mutua assistenza amministrativa intercorrente con le Dogane francesi ha fornito la prova che il prezioso era effettivamente destinato ad Hong Kong.
Il suo esatto valore è stato invece determinato tramite apposita perizia affidata a un gemmologo iscritto all’Albo del Tribunale di Como il quale, oltre riconoscerne il modello (un Daytona Orange Sapphire nello specifico), ne ha rilevato le peculiari caratteristiche che lo rendono accessibile soltanto ad una facoltosa clientela in grado di spendere 312.000 euro per il suo acquisto.
In ragione di ciò, tenuto conto che i diritti evasi (56.200 euro) hanno più che abbondantemente superato la soglia amministrativa, il transitante in questione è stato denunciato a piede libero per il reato di contrabbando mentre il bene nella sua disponibilità, come anticipato sopra, è stato sequestrato per violazione delle norme presenti nel Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) oltre che nel decreto IVA.
Le indagini sulla vicenda si stanno ora rivolgendo in altre direzioni, mentre all’indagato va al momento riconosciuta la presunzione d’innocenza fino a completa definizione del procedimento giudiziario che lo riguarda.
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