Guardia di Finanza: a Grosseto: arrestato uno dei tre soggetti ritenuti responsabili di aver sparato contro una pattuglia del “117”.

Di Gianluca Filippi

GROSSETO. È stato arrestato a Canino (Viterbo) dai Carabinieri uno dei tre soggetti ricercati dalla scorsa estate poiché ritenuti responsabili di aver sparato contro un’autopattuglia del “117” della Guardia di Finanza.

Semprte più forte la sinergia operativa tra i Carabinieri e la Guardia di Finanza

L’uomo con i suoi complici era attivamente ricercato in tutta la Maremma e la Tuscia. anche con il supporto della Sezione Aerea GDF di Pisa, della componente Pronto Impiego (i cosiddetti “Baschi Verdi”) di Livorno e delle unità cinofile antidroga del Corpo; una ricerca che non si è mai interrotta e che, oltre al personale dell’Arma, ha altresì visto la preziosa collaborazione degli agenti della Polizia di Stato.

Baschi Verdi della GDF in un’esercitazione su terreno campale

L’episodio si era verificato lo scorso 26 agosto quando l’auto delle Fiamme Gialle, in quel momento impegnata in attività di controllo economico del territorio lungo la Strada provinciale delle Collacchie, venne raggiunta da tre proiettili.

L’episodio, alquanto insolito per la provincia grossetana, aveva però costretto i finanzieri ad elevare i livelli di allerta operativa oltre che ad avviare immediatamente tutte le indagini del caso, che nella circostanza sono state condotte con l’ausilio degli specialisti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, grazie ai quali – sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica – si è riusciti ad individuare numerosi bivacchi e punti di spaccio di stupefacenti ricavati tra le zone boscose presenti tra i comuni di Castiglione della Pescaia (Grosseto) e Scarlino (Grosseto) fattore questo che ha iniziato a dare qualche ragguaglio in più agli investigatori, soprattutto perché in quei siti occulti è stata rinvenuta droga ma anche armi e munizioni.

Gli ulteriori accertamenti e le testimonianze raccolte dagli investigatori delle Fiamme Gialle, ai quali si sono affiancate ulteriori evidenze emerse dalle analisi che la Polizia Scientifica ha eseguito sui reperti posti sotto sequestro, hanno così permesso di risalire all’identità dei tre soggetti ritenuti essere gli autori materiali di quell’azione criminale.

L’uomo attualmente sottoposto agli arresti è comunque da ritenersi presunto innocente fino al definitivo accertamento delle proprie responsabilità, che potranno dichiarate solo al pronunciamento d’una sentenza irrevocabile di condanna.

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