Di Luigi Magliulo
IMPERIA. Un soggetto, ritenuto a capo di svariate imprese che gestivano sale da gioco site in diverse zone del territorio nazionale, è stato arrestato dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Imperia per aver fatto installare apparecchi da gioco – manomessi e con marchi contraffatti – provenienti dalla Germania, attraverso i quali ne ha tratto ingenti quanto illeciti guadagni in completa evasione d’imposta.

L’operazione delle Fiamme Gialle imperiesi è stata avviata a seguito di un’attività di osservazione occulta condotta nei confronti di una sala-giochi che, nonostante un provvedimento di revoca della licenza di pubblica sicurezza che l’aveva raggiunta, continuava comunque ad operare.
Proprio da queste osservazioni i finanzieri sono riusciti a svelare un ben congeniato sistema di manomissione degli apparecchi da intrattenimento (peraltro diffuso su tutta Italia), integrato da numerose transazioni fraudolente.
Le investigazioni, che hanno visto operare in prima fila i finanzieri in forza al locale del Gruppo GDF, hanno successivamente rivelato l’esistenza di un sodalizio criminale capeggiato da soggetto d’origini campane il quale, coadiuvato da vari suoi collaboratori, acquistava dalla Germania macchine da gioco di tipo video-lottery e slot-machine, che venivano successivamente manomesse e “contraffatte” apponendovi sopra falsi loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), con il chiaro fine di simularne la piena conformità rispetto alla severa normativa che regola il settore dei giochi.
Gli indagati a seguito della vicenda (che allo stato attuale risultano essere otto) per uscire indenni dai sempre possibili controlli della GDF e dell’ADM utilizzavano infatti un efficace sistema di spegnimento degli apparecchi da gioco, che potevano così essere rapidissimamente disattivati a distanza grazie ad un telecomando adattato allo scopo.
In presenza di militari della GDF o di funzionari dell’ADM bastava dunque azionare il telecomando idoneo e nelle sale restavano in funzione solamente gli apparecchi regolarmente collegati alla rete telematica dello Stato, senza che qualche verificatore potesse eccepire alcunché.
Nel corso della medesima indagine – presso la barriera di Ventimiglia al confine di Stato – è stato inoltre eseguito un sequestro probatorio (poi convertito in sequestro preventivo), della somma di 28.000 euro; soldi provenienti dai citati illeciti e che erano in procinto d’essere trasferiti all’estero tramite un corriere palermitano.
A completamento del quadro probatorio fornito all’Autorità Giudiziaria inquirente è altresì da rilevare come il dominus dell’organizzazione, per sottrarsi al prescritto pagamento delle imposte, si era avvalso d’una rete di prestanomi ai quali intestava la formale titolarità delle società a lui riconducibili, accumulando in capo agli stessi debiti erariali non onorati per oltre 2 milioni e 570 mila euro ma determinando cosi, oltre al citato provvedimento di arresto che lo ha riguardato, la denuncia di altre 7 persone nonché il sequestro di 4 sale-giochi situate tra la provincia d’Imperia e quella di Roma, a cui si aggiunge quello di ben 51 apparecchi elettronici da gioco manomessi.
Non certo secondario è stato poi il decreto di sequestro preventivo – finalizzato alla successiva confisca – emesso dal GIP del Tribunale di Imperia su beni aventi un valore superiore ai 2.500.000 euro che interessa due appartamenti siti rispettivamente a Napoli ed a Grottaferrata (Roma), un’imbarcazione di lusso dislocata presso il porto di Sapri (Sapri) nonché di 22 veicoli; tutti rinvenuti e sottoposti a sequestro grazie al prezioso supporto operativo fornito dagli altri Reparti del Corpo competenti per territorio.
A margine della descritta vicenda resta in ogni caso inteso che, per tutti i soggetti implicati, viene garantita la presunzione d’innocenza, la quale rimane imprescritta sino ad eventuale pronunciamento d’una sentenza irrevocabile di condanna che ne dichiari le rispettive responsabilità d’ordine penale.
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