Guardia di Finanza: a Livorno scoperto giro di finti matrimoni tra italiani e stranieri finalizzati all’ottenimento dei permessi di soggiorno

Di Fabio Mattei

Livorno. Ventiquattro falsi matrimoni celebrati tra italiani bisognosi di soldi ed extracomunitari bisognosi di avere senza troppe difficoltà il permesso di soggiorno, il tutto organizzato da un cittadino dominicano che grazie a queste unioni matrimoniali – di comodo – aveva messo in piedi un fiorente business.

La GdF scopre un traffico di falsi matrimoni

Sono questi i contorni dell’operazione “Stranamore”, conclusa dai Finanzieri del Comando Provinciale di Livorno e che vede indagati 56 soggetti tra cittadini italiani, sudamericani e nordafricani i quali – tra il 2014 ed il 2019 – hanno pronunciato il fatidico “si” non certamente per ragioni sentimentali.

Le indagini che i militari delle Fiamme Gialle hanno svolto sotto la direzione della Procura della Repubblica labronica, si sono concentrate sui movimenti di un 55enne proveniente dalla Repubblica Dominicana finito in carcere, nonché su quattro livornesi (di cui una donna) sottoposti all’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria i quali, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Gdf , erano gli organizzatori in serie dei falsi matrimoni, per ognuno dei quali l’interessato a contrarre matrimonio con un cittadino (o una cittadina) italiani doveva sborsare una cifra variabile tra i 6 mila e gli 8 mila euro.

Secondo quanto accertato dai Finanzieri, sono almeno 24 gli stranieri (tra cui 16 provenienti dalla Repubblica Dominicana, 2 dal Perù, 1 da Cuba, 2 dalla Nigeria, 1 dal Marocco, 1 dalla Tunisia e 1 dal Senegal) coinvolti nell’illecito anche se, al momento, non si può escludere che di queste finte nozze ne siano state inscenate altre.

Il modus operandi di questi spudorati “wedding planner” si basava sul reperimento di soggetti compiacenti (italiani di ambo i sessi) bisognosi di liquidità, talvolta necessaria per l’acquisto di stupefacenti, disponibili a contrarre un finto matrimonio con un soggetto extracomunitario mai visto prima se non in occasione della comparsa di fronte all’ufficiale di stato civile il quale, ingannato da queste ben orchestrate messinscene, sanciva legalmente l’unione tra i due “sposi-fake”.

L’indagine, che tra l’altro ha richiesto diverse perquisizioni effettuate tra le province di Livorno, Siena, La Spezia, Torino e Padova, ha peraltro rivelato particolari curiosi come quello di una 40enne dominicana, finta moglie di un ultra 70enne italiano, la quale – benché si trovasse da tempo in Spagna – alla notizia della scomparsa del suo anziano “coniuge” faceva immediato rientro in Italia, non per rendere l’ultimo saluto al finto consorte quanto per subentrargli nella casa popolare dove abitava.

Curioso è anche il caso di un livornese il quale, intenzionato ad ottenere il divorzio dalla falsa moglie sposata anni prima, ma della quale non ricordava neppure il nome, si è rivolto al suddetto “agente matrimoniale” dominicano per poterla rintracciare e portare così a compimento la pratica legale.

Per i responsabili di tali illeciti si profila ora un rinvio a giudizio nel quale dovranno rispondere dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione in falso in atto pubblico.

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