Guardia di Finanza: a Torino, Operazione “Befana sicura”. Effettuati controlli a tappeto alla ricerca di prodotti non sicuri e contraffatti. Sequestrati 3,6 milioni di articoli e denunciate 6 persone

Di Mariateresa Levi

Torino. Un abnorme ammasso di prodotti non sicuri composto da milioni di pezzi (tra i quali 800 mila giocattoli per bambini) è questa la dimensione raggiunta dai sequestri avvenuti durante l’Operazione “Befana sicura” che i Finanzieri del Comando Provinciale di Torino hanno portato a termine dopo aver passato al setaccio diversi esercizi commerciali e magazzini all’ingrosso, alla ricerca di oggetti di tutti i generi non rispondenti alla normativa europea sulla sicurezza dei prodotti.

Il sequestro di prodotti non sicuri operati dalla GDF

Con l’approssimarsi della festività dell’Epifania, infatti, le Fiamme Gialle sanno bene che molti store si approvvigionano di articoli a basso costo – ma di qualità assai scadente – puntando su guadagni abbastanza veloci che gli derivano proprio dalla vendita di oggetti in gran quantità, ovviamente a discapito della qualità oltre che in palese violazione obblighi stabiliti dalle normative del settore.

In tale scenario d’intervento, è senz’altro da sottolineare l’intervento che i militari della GDF hanno effettuato in un maxi-emporio sito nel quartiere torinese di Madonna di Campagna, ove è stata rinvenuta una gran quantità di giocattoli (in particolare statuette della Befana, peluche raffiguranti gnomi ed angeli nonché pupazzi dei noti supereroi Marvel, ecc.) privi del noto marchio di conformità europeo “CE”, oppure con tale marchio presente sugli articoli ma contraffatto.

Oltre ai giocattoli in questione, nello stesso store erano presenti anche accessori per abbigliamento ed articoli per la casa contrassegnati da false etichette “Made in Italy”, nonostante ai riscontri documentali sia emerso che quegli stessi articoli fossero stati prodotti in Cina e poi importati nel ns. Paese.

Da rilevare anche una nutrita presenza di caffettiere tipo “moka”, articoli per sartoria, tappeti ed oggetti destinati all’uso alimentare, anche questi falsamente etichettati dall’inequivocabile Tricolore nazionale così da ingannare gli acquirenti, convinti di trovarsi tra le mani un prodotto di qualità (mentre sui materiali con cui è stato fabbricato sorgono invece diversi dubbi).

A carico del titolare dell’esercizio commerciale in parola, un cittadino di origine asiatica che nel suo emporio aveva stoccato circa 2 milioni di questi articoli – potenzialmente pericolosi e comunque posti in vendita in maniera illecita – sono stati contestati i reati di frode in commercio e contraffazione, illeciti per i quali l’imprenditore denunciato presto dovrà rispondere di fronte all’Autorità Giudiziaria.

La descritta attività si inserisce nell’ampissimo contesto delle funzioni di polizia economico-finanziaria demandate alla GDF; attività attraverso le quali il Corpo si adopera ogni giorno per garantire il corretto funzionamento del mercato e la tutela dei consumatori, ma anche la libera concorrenza tra le imprese che deve principalmente basarsi sul rispetto delle regole per non creare quegli indebiti squilibri nei quali, a farne per primi le spese, sono i tantissimi operatori onesti con nefasti riflessi per l’economia nonché per l’occupazione del Paese.

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