Guardia di Finanza: a Torino operazione “Casanova”. Arrestati gli ultimi due indagati precedentemente sfuggiti alla cattura

Di Dario Gravina

Torino. Prendono piede dall’Operazione “Casanova”, conclusa a dicembre scorso, i due arresti che i finanzieri del Comando Provinciale di Torino – Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF) hanno eseguito nei confronti di altrettanti soggetti (un cittadino italiano e un cittadino rumeno) che ancora mancavano all’appello dei 19 precedentemente sottoposti ad analoga misura cautelare nell’ambito della citata operazione, grazie alla quale è stato smantellato un vasto riciclaggio internazionale di denaro proveniente da truffe informatiche.

A Torino smantellate truffe informatiche

L’organizzazione criminale scoperta dalle Fiamme Gialle torinesi era infatti attiva su due diverse tipologie truffaldine che vengono messe in atto attraverso lo strumento telematico, ovvero quelle di tipo “sentimentale”, dove le vittime vengono coinvolte in rapporti affettivi a distanza con soggetti che poi finisco per sottrargli consistenti somme di denaro e quelle che, invece, prevedono l’accesso abusivo dei sistemi informatici in uso ad aziende allo scopo di falsificare, alterare o cancellare i contenuti di comunicazioni telematiche riservate.

Gli ultimi due arrestati (uno dei quali di rientro in territorio italiano mentre l’altro è stato rintracciato nella città della Mole) sono accusati di aver riciclato denaro proveniente da truffe consistenti proprio nell’inserimento fraudolento nella corrispondenza elettronica di privati nonché in quella di aziende “spiate” che, tramite e-mail dai contenuti ingannevoli, trasferivano nell’ambito di normali rapporti commerciali somme di denaro che poi, invece di giungere ai loro fornitori, finivano invece nei conti correnti creati ad hoc dagli abilissimi truffatori.

Secondo quanto accertato dagli inquirenti, i due soggetti in questione avrebbero infatti riciclato denaro per almeno 300 mila euro, il tutto confermato dalle oltre 30 mila transazioni finanziarie e le 200 segnalazioni per operazioni sospette che i militari delle Fiamme Gialle hanno analizzato nel corso della citata operazione, peraltro caratterizzata dalla fattiva cooperazione internazionale che ben 22 Paesi esteri hanno fornito alle Autorità italiane nel corso delle non poco complesse indagini.

Sul piano dell’individuazione e del successivo recupero di proventi illeciti generati da tali truffe, è da evidenziare come la competente Autorità Giudiziaria abbia intanto provveduto a disporre il sequestro di beni ed altre disponibilità finanziarie per 1.500.000 euro nonché a restituire, almeno ad una parte dei truffati, le somme loro sottratte per 130 mila euro

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