Di Antonella Casazza
TORINO. Una sala slot abusiva è stata sequestrata dai Finanzieri del Comando Provinciale di Torino – 2° Nucleo Operativo Metropolitano (NOM) che l’hanno individuata in un’operazione condotta a contrasto del gioco illegale.
Una sala all’interno della quale i militari hanno rinvenuto quattro mila euro in contanti, ma il cui “volume d’affari” è risultato essere di ben altre proporzioni.
Scenario delle attività in cronaca è stato un bar sito nel quartiere torinese di Perrella dotato di ambienti separati dall’attività commerciale, nei quali si accedeva da un’unica porta sulla quale era presente la dicitura “Privato”.

All’accesso nei suddetti ambienti le Fiamme Gialle hanno rinvenuto apparecchi elettronici del tipo slot machine non collegati alla rete gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, apparecchi sui quali i previsti codici identificativi risultavano peraltro alterati oltre che contenenti la citata somma di denaro, verosimilmente derivante dalle giocate del giorno.
Considerata la totale assenza della documentazione contabile relativa ai citati apparecchi da gioco, i finanzieri del 2° NOM torinese hanno pertanto provveduto alla ricostruzione presuntiva della base imponibile relativa al Prelievo Erariale Unico (Preu) che sarebbe stato evaso, quantificato questo in oltre tre milioni di euro.
Ulteriori controlli di polizia economico-finanziaria sono poi stati estesi anche all’attività commerciale del locale, durante i quali è stato accertato come i clienti del bar ricevessero scontrini emessi da un registratore di cassa privo della funzione attraverso la quale vengono comunicati telematicamente all’Erario gli incassi giornalieri, che in ragione di ciò sono dunque da considerarsi “in nero”.

Irregolare anche la posizione lavorativa della barista (anch’essa assunta “in nero”) la quale, in maniera diligente, aveva conservato gli scontrini riepilogativi di chiusura del registratore, nonché annotato in una contabilità “parallela” tutti gli incassi quantificati in complessivi 125 mila euro, ovvero gli introiti ottenuti dallo stesso bar ma occultati al Fisco.
Profili di illecito sono stati ovviamente rilevati anche nei confronti del gestore dell’esercizio il quale, non avendo dichiarato alcun compenso, aveva così potuto accedere al beneficio della c.d. “pensione di cittadinanza” che gli garantiva un reddito di 630 euro mensili.
A conclusione delle operazioni, oltre alle sanzioni amministrative previste per la detenzione di apparecchi da gioco illegali, il mancato assoggettamento alle imposte dei corrispettivi e l’impiego di personale senza assolvimento degli obblighi contributivi, il titolare dell’esercizio è stato segnalato alla locale Autorità Giudiziaria per indebita percezione del citato beneficio economico, in relazione al quale sono già stati interessati i competenti uffici dell’INPS per il recupero delle somme indebitamente ottenute.
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