Guardia di Finanza: a Torino sequestrato un milione di “monili-patacca”

Di Mariateresa Levi

Torino. Avevano marchi in bella vista che li attestavano come zirconi, coralli, perle di Boemia, argento e madreperle, mentre erano soltanto volgari riproduzioni prodotte in conglomerati di materie plastiche (oppure pasta vitrea e ceramica nel migliore dei casi), che dunque ingannavano i consumatori costituendo così il classico esempio di una frode in commercio.

La GdF ha scoperto monili “patacca”

Si è così conclusa, con il sequestro di un milione di articoli tra bracciali, collane, monili ed accessori d’abbigliamento, un’operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Torino – Gruppo Pronto Impiego che ha consentito di togliere dal commercio l’ingente partita di merci non conformi, peraltro avente un valore di mercato stimabile in non meno di 1.000.000 di euro.

L’attività, coordinata con il Pool Tutela del Consumatore della locale Procura della Repubblica, ha preso avvio da un controllo che i “Baschi verdi” della GdF hanno operato all’interno di uno store sito nel centro cittadino del capoluogo piemontese, gestito da un’imprenditrice di nazionalità cinese.

Già dalle iniziali fasi del controllo sono emerse le prime irregolarità determinate dalle false indicazioni qualitative nonché di provenienza della merce, poi confermate in sede di specifici accertamenti tecnici.

Il market irregolare non si limitava solo alla vendita dei citati monili-patacca, giacché negli stessi magazzini dell’esercizio commerciale i militari delle Fiamme Gialle hanno scoperto anche diverse centinaia di mascherine facciali recanti il marchio contraffatto di note griffe internazionali della moda, oltre a quello della nota app “Tik Tok” molto in voga tra i giovanissimi.

Per la responsabile dell’illecito, che rischia una sanzione sino a 25 mila euro, si profila ora una causa penale nella quale dovrà rispondere delle accuse di frode in commercio, false indicazioni di origine e di qualità della merce, contraffazione e ricettazione.

L’odierna operazione testimonia una volta di più quale sia l’impegno che la Guardia di Finanza sta producendo ogni giorno per tutelare gli operatori commerciali onesti da queste subdole forme di concorrenza sleale che, specie in questo momento di grave crisi per tutto il settore, ne penalizzano fortemente i ricavi causando altresì la perdita di numerosi posti di lavoro.

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