Guardia di Finanza: a Treviso operazione “Salone di lusso”. Oltre 500 automobili usate di provenienza comunitaria vendute senza IVA. Accertata evasione per 1.500.000 euro e segnalati 64 clienti

Di Marco Lainati

Treviso. Il cliché truffaldino escogitato ai danni dello Stato non è inedito visto che si tratta di uno dei tanti casi di auto usate di provenienza comunitaria vendute in Italia senza però corrispondere l’IVA, ma stavolta a finire nei guai sono anche 64 tra clienti e venditori ai quali la Guardia di Finanza di Treviso contesta di aver pagato le vetture in contanti oltre la soglia stabilita.

Le indagini della Guardia di Finanza

Sono questi gli elementi primari d’un poco chiaro giro d’affari quantificato in 8.500.000 milioni di euro, che i finanzieri trevigiani hanno scoperto al termine dell’operazione “Salone di lusso” con la quale è stata contestualmente rivelata un’evasione fiscale da un milione e 500 mila euro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della GDF, tre concessionarie trevigiane – tra il 2015 e il 2020 – hanno venduto oltre 500 vetture ad ignari acquirenti di tutta Italia a prezzi oltremodo competitivi, ingannando però gli Uffici della Motorizzazione Civile di ben 11 città ai quali veniva dichiarato che la corrispondente imposta sul valore aggiunto era già stata regolarmente assolta in altri Paesi europei (Germania, Francia, Belgio e Spagna), presentando a tal riguardo documenti falsi per ottenere la regolare immatricolazione degli automezzi in Italia, peraltro avvalendosi di un’agenzia di pratiche automobilistiche con sede in provincia di Treviso che ha assistito nelle operazioni gli indagati pur nella consapevolezza che nessun obbligo IVA era stato assolto in territorio estero.

Allo stato sono sette le persone indagate (due italiani, quattro rumeni e un albanese), e nei loro confronti il pubblico ministero contesta i reati truffa ai danni dello Stato e falso ideologico.

Da notare come l’indagine in parola abbia sfruttato un approccio trasversale nell’accertare fatti e responsabilità, il che ha consentito di attaccare da diversi lati il meccanismo fraudolento escogitato dai responsabili e che – al di là del profilo penale della vicenda – ha permesso di ricostruire tutte le transazioni commerciali avvenute nel tempo giungendo cosi alla quantificazione dei relativi guadagni sottratti a tassazione, fattore questo che ha comportato per tre titolari di concessionarie altrettante denunce per dichiarazione infedele e omessa dichiarazione.

Proprio in tale contesto, come anticipato sopra, sono altresì emerse anche diffuse violazioni sulla circolazione di denaro contante oltre le soglie prefissate dalla normativa, delle quali dovranno rispondere con pesanti sanzioni non pochi soggetti.

Su vicende come questa, che spesso si ripropongono all’attenzione pubblica proprio perché riguardano beni mobili nelle disponibilità di ogni famiglia, la Guardia di Finanza ricorda agli acquirenti di automobili che le concessionarie sono tenute a fornire loro tutta la documentazione che comprova il regolare assolvimento degli obblighi tributari, e che per segnalare ogni eventuale irregolarità al riguardo è possibile contattare il numero di pubblica utilità del Corpo “117”, attivo – 24 ore su 24 – in tutto il territorio nazionale

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