Guardia di Finanza: a Varese: arrestata contabile accusata di aver sottratto un milione e 266 mila euro dai conti correnti di due società

Di Gianluca Filippi

VARESE. Un sequestro di beni per l’importo di un milione e 266 mila euro è stato effettuato oggi dai finanzieri del Comando provinciale di Varese nei confronti di una donna, per la quale l’Autorità Giudiziaria ha altresì disposto la restrizione ai domiciliari.

Le indagini della GDF di Varese

Le misure cautelari sono state adottate sulla base di chiari elementi di prova emersi a carico dell’indagata, la quale è accusata di aver sottratto ingenti somme di denaro dai conti societari che gestiva in ragione del suo lavoro, ma che la stessa risulta aver utilizzato per spese personali e viaggi, tutto questo attraverso bonifici, addebiti e ricariche di carte prepagate a lei intestate ma che non hanno trovato alcuna corrispondenza nell’attività aziendale.

Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Saronno che nell’occasione hanno operato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Busto Arsizio (Varese), hanno permesso di ricostruire gli illeciti prelevamenti di denaro che l’interessata aveva compiuto.

Le investigazioni della Guardia di finanza avevano preso avvio lo scorso mese di aprile, allorquando l’amministratore di una delle società aveva sporto denuncia contro la contabile, innescando così accurate analisi bancarie che hanno difatti evidenziato ripetute movimentazioni di denaro con bonifici recanti causali assolutamente generiche.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, la contabile infedele era solita rivolgersi alla stessa agenzia per la prenotazione e l’organizzazione dei suoi viaggi all’estero, i cui costi erano però inconsapevolmente sostenuti dalle due società, il tutto per la somma di circa 120 mila euro.

Le sopra descritte misure giudiziarie sono comunque state eseguite in fase preliminare dell’indagine e dunque, in virtù del principio della presunzione d’innocenza costituzionalmente previsto e garantito, la colpevolezza dell’indagata potrà essere dichiarata soltanto ad eventuale ed intervenuta sentenza irrevocabile di condanna.

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