Guardia di Finanza: a Verona scoperta una nuova frode fiscale nel commercio dei carburanti. Arrestati 3 responsabili e sequestrati beni per 79,4 milioni di euro

Di Antonio Leone

Verona. Ammonta a 79.400.000 di euro il sequestro-monstre operato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Verona – Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, al termine dell’operazione denominata “Free Fuel” che ha portato agli arresti domiciliari tre soggetti amministratori di un’azienda attiva nella commercializzazione di prodotti petroliferi.

La GdF di Verona sequestra 79.400.000 di euro

L’attività delle Fiamme Gialle scaligere, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha preso avvio da specifiche “analisi di rischio” condotte su settori economici connotati da una particolare pericolosità fiscale.

Incrociando alcuni elementi come un forte incremento del volume d’affari, prezzi praticati più bassi rispetto a quelli medi di mercato, anomale movimentazioni di denaro, ecc. gli investigatori della GdF scaligera hanno così rivolto le loro attenzioni su una società di capitali della zona sospettata di aver realizzato un’ingente evasione fiscale e che, come poi dimostrato dalle indagini, era stata posizionata al vertice di una filiera commerciale costituita da diverse società create ad hoc per evadere l’IVA.

Approfondendo la complessa attività di verifica fiscale, i militari delle Fiamme Gialle hanno presto smascherato lo stratagemma messo in atto dagli arrestati per moltiplicare i guadagni.

In pratica si trattava di un sistema contabile, non particolarmente complesso ma comunque efficace, che si sostanziava nel cedere il prodotto petrolifero facendo risultare che l’IVA indicata nelle fatture di vendita (conseguentemente incassata da alcuni clienti) era stata calcolata in maniera erronea e che dunque non sarebbe stata versata all’Erario.

Il “giochino” contabile in questione è stato utilizzato nel biennio 2018-2019, consentendo ai suoi ideatori di evadere l’imposta sul valore aggiunto per oltre 76 milioni di euro, ovvero per una cifra pari al patrimonio finito oggi sotto sequestro e che ora vede chiusi dai sigilli dell’Autorità Giudiziaria molti beni mobili ed immobili oltre a sostanziose somme di denaro.

A corollario di un’evasione così ingente e realizzata in maniera quantomeno smaccata, non potevano poi mancare le onnipresenti fatture per operazioni insistenti che i tre indagati hanno emesso a fronte di importanti lavori di ristrutturazione (in realtà mai eseguiti) per un importo di 4.700.000 euro, ovviamente con lo scopo di crearsi fittizi costi d’impresa.

Le accuse contestate in capo agli arrestati, due dei quali residenti in provincia di Verona ed uno in provincia di Napoli, sono quelle di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni insistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici nonché emissione di fatture o altri documenti per operazioni insistenti, ovvero fattispecie di reati fiscali tra i più gravi e per le quali rischiano una reclusione fino ad 8 anni.

A testimonianza delle ingenti proporzioni che il fenomeno ha assunto in questo particolare settore merceologico, basti notare come la Guardia di Finanza di Verona – nel periodo gennaio 2019/ottobre 2020 – all’esito di più operazioni di polizia economico-finanziaria abbia già sottoposto a sequestro più di 165 mila litri di gasolio sottratti al pagamento delle accise e dunque di contrabbando, ai quali si uniscono oltre 153 milioni di euro in sequestri preventivi – per equivalente – finalizzati ad una successiva confisca affinché il danno finanziario patito dalle casse dello Stato per effetto di queste subdole frodi possa essere al più presto risarcito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore