Guardia di Finanza: a Vicenza falsi crediti “bonus facciate”, le Fiamme Gialle sospendono compensazioni per 10 milioni di euro

Di Antonella Casazza

VICENZA. Nei giorni scorsi, i militari del Comando provinciale di Vicenza, nell’ambito di un’indagine sul corretto utilizzo dei crediti fiscali relativi al cosiddetta “bonus facciate” (agevolazione fiscale correlata agli interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici, che consentiva il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 90% dell’importo dei lavori realizzati) hanno segnalato e proposto all’Agenzia delle Entrate la sospensione delle deleghe per il pagamento di tributi e contributi, contenenti compensazioni con crediti d’imposta inesistenti, per circa dieci milioni di euro.

Indagini del Comando provinciale di Vicenza sul corretto utilizzo dei crediti fiscali relativi al cosiddetta “bonus facciate”

In particolare, i militari della Tenenza di Thiene, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Vicenza in ordine al fallimento di una società a responsabilità limitata, avente sede nel Vicentino, hanno appurato che il legale rappresentante della società,a ottobre e novembre 2021, aveva ceduto alla S.r.l., pochi giorni prima del fallimento, crediti d’imposta per oltre 10,6 milioni di euro.

I successivi approfondimenti hanno consentito di appurare che i citati crediti sono stati generati e ceduti attraverso la fittizia attestazione, sull’apposita piattaforma Web messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, dell’esecuzione di lavori di ristrutturazione su immobili, di fatto, inesistenti.

Le indagini di polizia giudiziaria, svolte in ordine all’ipotesi di reato di “emissione di altri documenti per operazioni inesistenti” (art. 8 del D.Lgs. 74/2000) e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis Codice Penale) hanno consentito di constatare che i crediti d’imposta fittizi sono stati immediatamente ceduti dalla S.r.l. fallita a molteplici soggetti economici ubicati in Veneto, Emilia Romagna, Toscana Lombardia e Lazio, i quali hanno, a loro volta, effettuato ulteriori cessioni a soggetti terzi ovvero conservato la disponibilità con possibilità di utilizzarli in compensazione con imposte e contributi dovuti.

Sono state, quindi, effettate segnalazioni alle competenti Direzioni provinciali dell’Agenzia delle Entrate, finalizzate all’avvio della procedura di sospensione dei modelli F24 contenenti compensazioni con i citati crediti che presentano evidenti profili di rischio.

Le indagini di polizia giudiziaria, invece, continuano al fine di rilevare l’eventuale coinvolgimento nella truffa da parte di professionisti, nonché disvelare l’eventuale consapevolezza dei vari soggetti economici che hanno acquisito i crediti d’imposta.

La predetta attività testimonia l’impegno profuso dalla Guardia di Finanza nell’attività di contrasto alle condotte che pregiudicano il corretto impiego delle risorse pubbliche.

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