Guardia di Finanza: Barletta, blitz in aperta campagna e scoperta di una piantagione clandestina composta da 3.300 piante di marijuana. Arrestati tre “coltivatori” romeni

Di Massimo Giardinieri

BARLETTA. Apparentemente era soltanto un terreno posto in aperta campagna, circondato da un fitto canneto e da una rigogliosa vegetazione spontanea, eppure su quel suolo era stata piazzata una coltivazione d’un certo valore, ma del tutto illecita come poi hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Barletta.

Su quello stesso appezzamento di terreno, suddiviso in due distinte aree per un’estensione di circa 2 mila metri quadri, i militari delle fiamme gialle hanno infatti rinvenuto ben 3.300 piante di marijuana nonché arrestato in flagranza di reato tre “coltivatori”.

I tre soggetti in questione, tutti di nazionalità romena (uno dei quali già gravato da precedenti penali) sono stato infatti sorpresi dai militari proprio mentre erano intenti all’irrigazione delle piante.

Alla scoperta della piantagione – sita nel vasto Agro barlettano – gli uomini della GDF sono arrivati dopo un’attenta attività info-investigativa condotta sul territorio affidato alla loro vigilanza, e non è stato facile organizzare un fulmineo acceso al luogo per evitare la fuga dei responsabili visto che la piantagione in parola, oltre che ad essere dotata di un efficientissimo impianto di irrigazione, vedeva la presenza di alcuni sensori di movimento grazie ai quali era possibile sorvegliare il terreno anche da remoto.

Il conseguente “blitz” dei militari è stato dunque organizzato nei minimi dettagli ed a nulla è valso il tentativo di fuga dei tre soggetti in questione, che sono stati infatti arrestati per il reato di produzione di sostanze stupefacenti (art. 73 del DPR 309/90).

GDF – il sequestro di una piantagione di marijuana

Anche se la Puglia non è regione nuova a questo tipo di situazioni vista la massiccia presenza di zone rurali nonché di un clima senz’altro idoneo a questo tipo di “colture”, si tratta comunque di uno dei sequestri più importanti messi a segno in quell’area geografica.

Con un così elevato numero di piante è poi facile immaginare quanto considerevole potesse essere il quantitativo di stupefacente che ci si poteva ricavare, e di conseguenza anche il guadagno per i trafficanti.

A seguito degli arresti di cui sopra sono state avviate specifiche indagini – dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani – finalizzate ad identificare l’esistenza di altri soggetti coinvolti nell’illecito.

Per i tre romeni finiti in carcere, in considerazione dell’attuale fase del procedimento che li vede coinvolti, sussiste comunque la presunzione d’innocenza fin quando nei loro confronti non intervenga una sentenza definitiva di condanna.

 

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