Di Aldo Noceti
Roma. Ufficialmente stavano trasportando 61.000 litri di solvente per filtri anti-particolato, ed a dimostrazione del carico a loro affidato avevano esibito anche i relativi documenti di accompagnamento, tuttavia ai finanzieri operanti il frangente è apparso quantomeno sospetto e quando hanno fatto sottoporre il liquido ad apposita analisi hanno così scoperto che quello era del ben più costoso gasolio per autotrazione.
È stata stavolta la Guardia di Finanza di Treviso a intercettare e sequestrare l’ennesimo carico di prodotti petroliferi di contrabbando importati in Italia, ciò grazie ad un’autopattuglia del locale Comando Provinciale che ha notato la presenza di due grosse autocisterne in temporanea sosta all’interno di un’area nelle vicinanze del casello di Roncade, lungo l’autostrada A4 “Torino-Trieste”.
All’invito dei finanzieri ad esibire i documenti personali e di trasporto i due conducenti – un cittadino macedone ed un cittadino croato – hanno riferito di essere transitati dal valico di Tarvisio (UD) per dirigersi verso in un’azienda dell’hinterland partenopeo, anche se non precisamente a conoscenza del luogo di scarico.

Da un primo esame dei citati documenti effettivamente risultava che il liquido trasportato era solvente impiegato per pulire i sistemi di filtraggio necessari per abbattere le emissioni inquinanti dei motori diesel, ma l’azienda campana a cui quel prodotto era destinato – e che ufficialmente commercia all’ingrosso proprio saponi, detersivi e solventi – non risultava disporre di depositi industriali adatti a contenere tutta quella quantità di prodotto.
Proprio tale circostanza, legata al fatto che gli automezzi provenienti da Vienna avrebbero dovuto percorrere circa 2.700 km tra andata e ritorno rendendo così il trasporto alquanto antieconomico, ha ulteriormente insospettito i militari delle fiamme gialle che hanno così deciso di approfondire il controllo coinvolgendo al riguardo il Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Venezia il quale, sulla base dell’esame eseguito sul campione di prodotto prelevato, ha confermato che quello non era affatto solvente bensì gasolio per autotrazione, dunque carburante a tutti gli effetti e come tale soggetto ad accisa come ai rigidi controlli previsti per questi prodotti dalla raffinazione di idrocarburi circolanti all’interno del territorio dell’Unione europea.

All’esito delle operazioni i due pesanti automezzi con il contenuto delle loro cisterne sono stati dunque sottoposti a sequestro in base alla vigente normativa di settore, mentre i due conducenti, il titolare dall’azienda di trasporto croata, gli amministratori della società mittente austriaca nonché quelli della società destinataria italiana, sono stati tutti denunciati alla Procura della Repubblica di Treviso per contrabbando di prodotti petroliferi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

