Guardia di Finanza: Bologna, confiscata una villa da 600mila euro appartenente ad un pregiudicato abitualmente dedito al traffico della droga ed allo sfruttamento della prostituzione

Di Dario Gravina

Bologna. Le sue attività illecite rappresentate dal traffico di sostanze stupefacenti e dallo sfruttamento della prostituzione – peraltro perpetrate per anni anche in forma associativa – gli avevano reso piuttosto bene, e nonostante il soggetto in questione fosse già stato condannato nonché raggiunto da una precedente confisca che aveva riguardato un’autovettura di lusso, un motociclo e diversi conti correnti bancari, al suo “attivo” era ancora rimasta una villa di rilevante valore che i finanzieri del Comando Provinciale di Bologna – Nucleo Polizia Economico Finanziaria hanno comunque individuato, consentendone così la definitiva acquisizione al patrimonio dello Stato disposta dal Tribunale del capoluogo romagnolo.

Sono questi gli elementi essenziali di una nuova attività di ricerca dei patrimoni provenienti dalla c.d. “criminalità da profitto”, che le fiamme gialle felsinee hanno condotto nei confronti di un 65enne pregiudicato di origini sarde, sul cui conto la Squadra Mobile della Polizia di Stato di Bologna aveva già indagato nel 2017 e che, come accennato sopra, aveva successivamente determinato una condanna per traffico di sostanze stupefacenti.

Lavoro d’ufficio della Guardia di Finanza

Il successivo monitoraggio compiuto dalla GDF ai sensi del Codice Antimafia, messo in atto attraverso meticolosi riscontri ed accertamenti patrimoniali su eventuali beni ancora nelle disponibilità del condannato, chiaramente derivanti dei traffici criminali che l’uomo aveva compiuto con abitualità, hanno evidenziato una marcata sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e l’acquisto della villa in questione, il cui valore è di circa 600.000 euro. Una discrepanza oltremodo evidente e resa ancor più improbabile dal suo stato di disoccupazione, oltre che da un trattamento previdenziale di modestissima entità di cui lo stesso beneficiava.

La vicenda mette ancora una volta in risalto il fondamentale ruolo che la Guardia di Finanza assume nella ricerca e nell’aggressione dei patrimoni illeciti, nonché la piena sinergia operativa oggi esistente con le altre Forze di Polizia.

 

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