Guardia di Finanza di Arezzo: operazione “Risparmio Tradito”. Scoperta maxi truffa da 5,8 milioni di euro

Di Luigi Magliulo

AREZZO. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo, coordinati della locale Procura della Repubblica, hanno scoperto e posto fine a una maxi truffa finanziaria subita da 35 risparmiatori residenti in gran parte tra Arezzo e il Valdarno.

Le indagini, avviate quasi due anni fa dalla Compagnia di San Giovanni Valdarno a seguito delle denunce di alcuni risparmiatori, hanno accertato che un consulente finanziario, operante in provincia di Arezzo tra il 2012 e il 2024, all’insaputa dell’Istituto di Credito che gli aveva conferito l’incarico professionale e dei propri clienti, effettuava, con i risparmi di questi ultimi – pari, negli anni, ad oltre 9,3 milioni di euro complessivi – investimenti ad altissimo rischio, causando loro perdite complessive per circa 5,8 milioni di euro.

Finanzieri del Comando provinciale di Arezzo impegnati nel lavoro di indagine

Come ricostruito dalle investigazioni, il consulente, negli anni, aveva guadagnato la completa fiducia dei propri clienti ai quali prometteva di impiegare le risorse che gli venivano affidate in investimenti a lungo termine che non avrebbero avuto rischi di perdite prospettando, in diversi casi, interessi annui fissi al 5% garantito. I risparmiatori, tra cui vi sono anche persone anziane e fragili, gli avevano perciò affidato i risparmi di una vita. In realtà, il consulente investiva i capitali ricevuti in titoli ad alto rischio, peraltro non adatti ai profili dei propri clienti, oppure, come accertato in un caso, proponeva investimenti che poi non venivano effettuati trasferendo parte delle somme ricevute in Svizzera, per poi farle sparire. Al fine di ingannare i clienti, il consulente compilava con dati non veritieri i questionari (c.d. modelli “MiFID”) da sottoporre ai risparmiatori, falsificando la loro firma. Il professionista falsificava altresì le firme dei clienti sui mandati di compravendita di strumenti finanziari e su documenti utili all’apertura di nuovi conti correnti non richiesti, effettuando in qualche caso bonifici non autorizzati o facendosi affidare assegni senza indicazione del beneficiario.

Nel corso delle indagini preliminari, sulla base degli elementi raccolti, l’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari (OCF) ha disposto la radiazione del professionista dall’Albo. Il solido impianto accusatorio ha poi consentito all’A.G. inquirente di esercitare l’azione penale nei confronti del consulente e, successivamente, il procedimento si è concluso con una Sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, emessa dal GIP del Tribunale di Arezzo, che ha condannato l’imputato per truffa aggravata.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Arezzo (art. 5 del d.lgs. n. 106/2006, come modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 188/2021), trattandosi di attività di indagine di rilevante interesse pubblico concernente la repressione di delitti contro il patrimonio mediante frode. Al riguardo, il consulente condannato deve presumersi innocente fino ad eventuale pronuncia irrevocabile di condanna.

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