Guardia di Finanza e Carabinieri: Scoperta organizzazione criminale attiva nell’immigrazione clandestina. Sequestro per 6 milioni di euro

Di Alessandro Margottini               

SALERNO. Sono 47 le ordinanze di custodia cautelare che la Guardia di Finanza di Salerno, con il supporto del Reparti del Corpo territorialmente competenti, sta eseguendo nella provincia nonché in quelle di Napoli, Caserta, L’Aquila, Pesaro Urbino, Matera, Potenza, Cosenza e Sassari. L’operazione ha sgominato un’associazione criminale dedita ai reati di immigrazione clandestina, riciclaggio, autoriciclaggio nonché utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Le misure cautelari eseguite, emesse dal GIP del locale Tribunale, sono quelle della custodia cautelare in carcere (per 13 soggetti), degli arresti domiciliari (per 24 soggetti) nonché del divieto di esercizio dell’attività professionale (per 10 soggetti); misure che si affiancano all’attività condotta dai Carabinieri del Comando per la Tutela del Lavoro, oltre che dalle stesse fiamme gialle salernitane, i quali stanno congiuntamente eseguendo un provvedimento di fermo di indiziati di reato nei confronti di altri 7 soggetti indagati per violazione delle disposizioni in materia d’immigrazione clandestina.

Provvedimento che è stato emesso d’urgenza in quanto (come emerso dalle attività tecniche) alcuni dei fermati stavano pianificando il loro trasferimento in Paesi nordafricani nei quali avevano le loro basi logistiche, a riprova dei collegamenti illeciti intercorrenti con i destinatari delle 47 ordinanze di cui sopra.

Le attività investigative connesse all’odierna operazione, condotta in coordinamento con il Procuratore Nazionale Antimafia, prendono avvio da spunti investigativi connessi all’illecito utilizzo delle procedure finalizzate all’ottenimento dei nulla osta d’ingresso in Italia per i cittadini extracomunitari che intendono lavorare nel nostro Paese.

In altre parole un sistema criminoso che partiva dalla costituzione di finte società nelle quali occupare fintamente gli immigrati, per passare dalla fraudolenta utilizzazione delle identità digitali di ignari imprenditori, con il chiaro scopo di consentire l’inserimento delle istanze relative ai nulla osta in questione.

In tale contesto non secondario è poi il ruolo ricoperto da alcuni imprenditori nella vicenda, oltre che da addetti a Patronati e da liberi professionisti che per gli inquirenti avrebbero incassato denaro da cittadini extracomunitari interessati, per i quali predisponevano tutte le pratiche burocratiche necessarie alla permanenza sul territorio italiano.

Un “sistema” ben rodato e del quale facevano altresì parte alcuni soggetti già condannati per associazione mafiosa poiché organici del clan camorristico dei Casarano.

Allo stato attuale delle indagini sarebbero circa 2.500 le istanze di nulla osta presentate su dati falsificati o inesistenti, per le quali i responsabili pretendevano “corrispettivi” variabili dai 1.000 ai 2.000 euro.

In ragione di ciò la competente Autorità Giudiziaria ha così disposto il sequestro preventivo di un terreno sito a Battipaglia (SA), nonché di disponibilità finanziarie, denaro contante e beni vari per un valore che raggiunge i 6 milioni di euro ritenuti il provento dell’attività criminosa in questione.

Resta in ogni caso inteso che i suddetti provvedimenti giudiziari sono stati emessi sulla base degli attuali elementi probatori, pertanto a tuti gli indagati va riconosciuta la presunzione d’innocenza fino ad eventuale pronunciamento di condanna irrevocabile che ne dichiari le rispettive responsabilità.

 

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