Guardia di Finanza e Polizia di Stato: operazione congiunta a Firenze. Bloccata l’ascesa di un clan camorristico emergente ed eseguite 12 misure cautelari

Di Marco Lainati

Firenze. Sono 150 tra militari della Guardia di Finanza ed agenti della Polizia di Stato che dall’alba di stamani sono impegnati in un’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, che ha visto l’esecuzione di 12 misure cautelari (delle quali 7 in carcere, 3 arresti domiciliari e 2 interdizioni dall’esercizio delle attività professionali), disposte dall’Autorità Giudiziaria inquirente nei confronti di altrettanti soggetti indagati per associazione a delinquere con l’aggravante mafiosa, nonché per aver agevolato un clan di camorra emergente attivo nella provincia di Salerno.

Le indagini telefoniche della GDF

La brillante attività investigativa congiunta tra la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato, avviata a luglio dello scorso anno, ha permesso subito di svelare come due fratelli avessero costituito, proprio a Firenze, un gruppo malavitoso al quale ricondurre diversi episodi criminali sostanziatisi in plurimi reati contro il patrimonio oltre a ricettazioni, detenzioni abusive di armi da fuoco ed esplosivi, violazioni della normativa sull’immigrazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, riciclaggio e reimpiego di denaro, beni ed altre utilità aventi provenienza illecita.

Agli occhi degli investigatori, si palesava altresì lo strano acquisto di una pizzeria – peraltro avvenuta immediatamente dopo l’inizio della pandemia da Covid-19 – ma che poi si è scoperta essere la sede nella quale, con cadenza pressoché quotidiana, i membri del sodalizio criminale si recavano per stoccare e/o ricettare quanto proveniente dalle sopracitate attività delittuose.

Sull’acquisto della pizzeria-covo, va rilevato come la relativa licenza commerciale fosse stata acquisita attraverso false dichiarazioni circa i previsti requisiti di onorabilità del richiedente, peraltro già destinatario di una precedente misura di prevenzione personale adottata nei suoi confronti dal Tribunale di Salerno.

La stessa dichiarazione mendace, è stata utilizzata anche per l’indebito ottenimento di contributi a fondo perduto (nello specifico per la somma di 32 mila euro), stanziati in favore delle imprese finite in difficoltà a causa della nota emergenza pandemica; soldi che però i responsabili non sono riusciti ad intascare a causa delle indagini che finanzieri e poliziotti avevano nel frattempo avviato sul loro conto.

Come rivelato dagli investigatori, i proventi delle attività criminose perpetrate dal sodalizio venivano poi reimpiegati sia a Firenze, sia a Nocera Inferiore (Salerno), con tanto di autofinanziamento per il nuovo clan camorristico in forte ascesa nel Salernitano nonché per il supporto dei sodali ancora presenti sul territorio d’origine, quest’ultimi coinvolti in una violenta faida (coincisa con l’uscita dal carcere di un “capo-clan” fratello del titolare della pizzeria fiorentina) e che, proprio in città, a febbraio scorso vide l’esplosione di una grossa bomba carta piazzata nelle adiacenze di quell’esercizio di ristorazione.

Nel corso delle investigazioni, il delineamento del profilo criminale del principale indagato e dei suoi fiancheggiatori veniva “integrato” dalla presenza di ulteriori attività illecite già in essere nel settore dell’immigrazione clandestina – anche queste sventate dalle indagini – e che avevano già visto la predisposizione di oltre un centinaio di falsi contratti di assunzione per i quali gli interessati, in prevalenza cittadini bangladesi, avrebbero dovuto corrispondere ai responsabili non meno di 1.500 euro a pratica.

A margine dell’operazione, la quale giunge a conferma d’una sempre più efficace sinergia operativa tra le varie Forze di Polizia, oltre alle citate misure cautelari va rilevato un contestuale sequestro di somme di denaro e di conti correnti, il coinvolgimento nei fatti di un commercialista e di un consulente del lavoro e l’affidamento in comunità di recupero che il Tribunale dei Minorenni di Firenze ha disposto per un giovane risultato implicato nella vicenda.

Fondamentali per la piena riuscita dell’operazione sono stati gli apporti info-operativi che sui territori di rispettiva competenza le Squadre Mobili della Polizia di Stato di Salerno, Prato e Latina, unitamente ai locali Comandi Provinciali ed allo SCICO (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) della Guardia di Finanza, hanno garantito agli inquirenti in ragione delle loro peculiari competenze.

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