Guardia di Finanza: effettuato a Firenze un sequestro da due milioni di euro alla criminalità italo-albanese

Di Alessandro Margottini                        

FIRENZE. È un’operazione dai risvolti abbastanza inquietanti quella portata oggi a termine dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e dai finanzieri del Comando Provinciale di Firenze, soprattutto perché ha rilevato grossi intrecci criminali tra la malavita albanese e quella nazionale, e che stavolta vede l’esecuzione di un sequestro di beni per un importo complessivo di circa 2.000.000 di euro.

Si tratta di un sequestro emesso nell’ambito di un’attività investigativa riguardante un gruppo criminale italo-albanese specializzato nell’appropriazione indebita aggravata e nell’autoriciclaggio, oltre che dedito all’acquisizione di locali di ristorazione nel centro turistico del capoluogo toscano; “affari” che di lecito avevano nulla e gli avrebbero consentito di conseguire, in breve tempo, il patrimonio oggi finito sotto i sigilli dell’Autorità Giudiziaria procedente.

Il denaro sequestrato dalla GDF al gruppo criminale italo-albanese

L’esecuzione del citato provvedimento giudiziario ha interessato le province di Firenze, Napoli e Modena, mentre tra i beni raggiunti dal provvedimento in parola ci sono due Ferrari dal valore che si aggira sui 600.000 euro, denaro contante per oltre 476.000 euro, collane, bracciali d’oro, preziosi e quote di società aventi sede proprio a Firenze nonché attive nella ristorazione.

Contestualmente sono altresì in esecuzione alcuni decreti di perquisizione e sequestro emessi dal Pubblico Ministero nei confronti di altre 14 attività economiche riconducibili agli indagati, i quali, abusando del loro ruolo di amministratori e soci, hanno causato un’ingente danno patrimoniale alle loro società.

Nel rispetto del principio di non colpevolezza va comunque ricordato che, sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna, nessuna responsabilità d’ordine penale può essere addossata agli indagati.

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