Guardia di Finanza: La Spezia, operazione “Safe breathing”, sequestrati oltre 12,5 mln. di mascherine e disinfettanti non rispondenti alla normativa europea e con marcatura “CE” apposta illecitamente

Di Dario Gravina

La Spezia. Sono cifre di tutto rispetto quelle che la Guardia di Finanza di La Spezia ha comunicato oggi al riguardo dei sequestri di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (DPI), sequestrati nel corso di un anno di attività che i militari delle fiamme gialle hanno condotto congiuntamente al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) all’interno del porto cittadino; sequestri che superano i 12.500.000 pezzi, per un valore di mercato che sfiora i 6.000.000 di euro.

L’attività in parola, organizzata in risposta alle diverse quanto ripetute forme di illecito verificatesi nel settore all’indomani del manifestarsi della pandemia da COVID-19, come accennato sopra è stata condotta nell’ambito dei compiti di vigilanza doganale affidati al Corpo e all’ADM, durante i quali sono stati sottoposti a sequestro diversi carichi contenenti mascherine facciali di tipo chirurgico ed FFP2 prive di regolare marcatura o corredate di false certificazioni, guanti in materiale vinilico con marcatura “CE” rispondente ad una fittizia certificazione di conformità nonché gel igienizzante sprovvisto di nulla osta sanitario.

Le suddette violazioni alla normativa comunitaria sono state puntualmente confermate dalle analisi condotte con speditezza sui prodotti cautelati da finanzieri e doganieri; riscontri accurati effettuati nel laboratorio chimico delle Dogane che hanno dunque escluso ogni dubbio al riguardo.

GDF – attività vigilanza doganale porto

A finire nel mirino dei controlli dei militari delle fiamme gialle e dei funzionari dell’ADM sono state le spedizioni provenienti da Paesi considerati “a rischio” dentro e fuori il territorio UE, ed i conseguenti rinvenimenti di merce irregolare, in alcuni casi, hanno anche costituito la premessa per perquisizioni locali che hanno interessato le sedi ed i magazzini di aziende importatrici site in Liguria e Toscana, nonché alcuni istituti ospedalieri di La Spezia e Parma.

Tra gli aspetti di tale prolungata operazione – denominata “Safe breathing” – vi è senz’altro quello legato alla tutela della spesa pubblica, considerato che molti dei DPI finiti sotto sequestro facevano parte di forniture commissionate da Enti Pubblici per le esigenze del proprio personale medico, paramedico, tecnico ed ausiliario, ma che l’efficacia dei controlli ha consentito di intercettare prima che giungessero ai destinatari con le eventuali conseguenze del caso, mentre le parallele indagini condotte sul piano documentale hanno altresì rivelato, in taluni casi, non solo la non rispondenza ai requisiti sanitari richiesti ma anche costi d’acquisto che si collocavano ben al di sopra dei valori medi di mercato.

Ad oggi sono cinque (un cittadino cinese e quattro italiani), i responsabili denunciati a vario titolo dalla GDF spezzina per i reati di contrabbando aggravato, delitti contro l’economia e frode nelle pubbliche forniture, in quanto legali rappresentati di società – aventi sede a La Spezia, Bergamo, Firenze e Roma – che risultano coinvolte in tale illecito.

 

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