Guardia di Finanza: Livorno, operazione “Metal Ghost”, scoperto un giro multimilionario di fatture false nel commercio dei metalli. Coinvolte 62 società ed eseguiti sequestri per 36 mln. di euro

Di Dario Gravina

Livorno. Una frode fiscale dalle proporzioni semplicemente imponenti, questo è quanto scoperto al termine dell’operazione “Metal Ghost” che i finanzieri del Comando Provinciale di Livorno hanno condotto nel settore della commercializzazione dei minerali metalliferi e dei metalli ferrosi, eseguendo oggi un sequestro preventivo di beni ed altre disponibilità economiche (nello specifico conti correnti, partecipazioni societarie immobili e autovetture) per 36.000.000 di euro.

La vicenda, all’interno della quale sono coinvolte 48 società sparse in mezza Italia nonché 14 società estere aventi sede in Gran Bretagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Romania, Croazia, Ungheria, Polonia e Bulgaria, è cominciata a venire alla luce durante un normale controllo ispettivo che aveva però evidenziato la presenza di alcune società “fantasma”.

Proprio da quegli iniziali rilievi, il campo d’indagine sul quale hanno operato gli uomini del Colonnello Gaetano Cutarelli si è man mano allargato fino alla scoperta di un sodalizio criminale campano che aveva messo in piedi un gigantesco giro di fatture false per complessivi 760 milioni di euro, attraverso una rete di “cartiere” (le classiche società esistenti solo sulla carta ma prive di una reale struttura) alle quali imputare operazioni di vendita, acquisto e trasporto su strada e via nave di metalli – nello specifico ferro-molibdeno e triossido di ferro – in quantità che superano le 23.000 tonnellate, oltretutto senza disporre di magazzini o di altre strutture logistiche proprie ed in rapporti d’affari con le compagnie minerarie.

La discrepanza in tutto ciò, sta proprio nel fatto che i materiali oggetto delle suddette fatturazioni (valore medio un milione di euro cadauna) sono alquanto rari, ma comunque imputati ad una mole di traffici commerciali che – oltre ad essere completamente inesistente – non poteva trovare effettivo riscontro nella realtà.

Autopattuglia GDF

Lo scopo del gruppo criminale in questione, del quale facevano parte due soggetti di origine partenopea residenti in Svizzera, un commercialista di Lacco Ameno (NA) ed un altro esperto del settore residente a Basiglio (MI), era infatti quello di utilizzare le false fatture da impiegare per l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti, con contestuale creazione di un plafond IVA annuale da spendere in dogana, oppure presso fornitori nazionali per procedere in tal modo ad acquisti senza dover corrispondere l’IVA, ma anche per legittimare la commercializzazione di materiali di dubbia provenienza, per di più rivendendoli ad un prezzo praticamente di costo ottenibile proprio grazie al plafond di cui sopra.

L’imposta netta complessivamente evasa dai responsabili e dai loro fiancheggiatori ammonta dunque a 36 milioni di euro (dei quali 33 di evasione all’Imposta sul valore aggiunto e 3 di Imposta sui redditi delle società), somma che è stata indicata al GIP del Tribunale di Napoli quale profitto dell’attività criminosa in questione e che ha dunque dato il “La” agli odierni provvedimenti di sequestro finalizzati alla successiva confisca, ai quali stanno partecipando anche i Comandi Provinciali GDF di Milano e Napoli.

 

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