Guardia di Finanza: maxi-sequestro da 653 kg di cocaina pura al porto di Gioia Tauro. La droga (valore 200 mln. di euro) occultata in un carico di banane diretto in Grecia

Di Massimo Giardinieri

Reggio Calabria. Non è sicuramente questa la prima volta che i finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria arrivano ad un maxi-sequestro di cocaina all’interno del porto di Gioia Tauro (RC), ma quello compiuto oggi è di quelli che fanno male alle organizzazioni internazionali del narcotraffico, poiché stiamo parlando di oltre 653 chilogrammi di “neve” peraltro connotati da un elevatissimo grado di purezza.

Si potrebbe dunque già riassumere qui l’ennesima quanto importante operazione portata a termine dalle fiamme gialle reggine le quali, come sempre avviene nelle tante zone di vigilanza doganale sparse nel Paese, si sono avvalse del preziosissimo supporto garantito dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM); un’attività che viene svolta ogni giorno – 24 ore su 24 – e che nel caso specifico ha richiesto un’impegnativa attività di analisi oltre che di riscontri effettuati direttamente “sul campo” su qualcosa come più di 2.000 container provenienti dal continente sudamericano.

Proprio al riguardo i militari della Guardia di Finanza ed i funzionari doganali hanno fatto ricorso ai sofisticati scanner in dotazione all’Agenzia, ovvero di apparecchiature che sfruttano i “raggi X” per individuare anomalie all’interno dei carichi stoccati negli imponenti contenitori, dunque di merci delle più disparate tipologie e pesanti molte tonnellate, anche se va da sé che l’esperienza operativa di finanzieri e doganieri addetti ai controlli fa comunque la reale differenza tra un’ispezione andata a vuoto ed un’altra che dà invece esito positivo.

GDF – attività di controllo doganale in ambito portuale

Nel caso in esame si trattava infatti di una comunissima partita di banane proveniente dal porto ecuadoregno di Guayaquil e diretta a quello greco di Salonicco, una spedizione dal valore che sfiora i 200.000.000 di euro e che – in ragione della sua “qualità” – poteva essere tagliata dai trafficanti fino a 4 volte, andando così letteralmente ad inondare il mercato (anche se potrebbero essere tranquillamente più di uno) nel quale la droga sarebbe andata a finire.

Al termine delle previste operazioni l’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato dunque sottoposto a sequestro in apposito magazzino giudiziario affidato a vigilanza armata, mentre la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi ha già assunto la direzione delle conseguenti indagini preliminari che cercheranno ora di far luce su chi siano stati i mandanti della spedizione e chi i committenti, anche se è facile immaginare – in un territorio come quello della Piana di Gioia Tauro – che sull’intera vicenda non possano non esserci gli interessi criminali dei famigerati clan di ‘ndrangheta egemoni in quella zona della Calabria.

 

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